Nel panorama dei videogiochi soulslike, la prospettiva in prima persona resta una scelta rara e coraggiosa. Valor Mortis, nuovo titolo sviluppato da One More Level—già noti per Ghostrunner—tenta di innovare il genere, inserendosi in un’inedita combinazione tra azione frenetica e gameplay metodico, il tutto ambientato in una versione sovrannaturale e deformata delle guerre napoleoniche.
Un soulslike tra storia alternativa e horror sovrannaturale
L’ambientazione di Valor Mortis è uno dei suoi tratti più distintivi: un contesto storico rivisitato in chiave dark, in cui la tensione narrativa e le atmosfere inquietanti si fondono con meccaniche classiche del genere. Il gioco propone imboscate letali, flaconi di vetro da spezzare per ripristinare la salute, e lanterne come checkpoint: tutti elementi familiari ai fan di Dark Souls, ma reinterpretati attraverso la visuale in prima persona, con un impatto visivo e immersivo amplificato.
Questa scelta stilistica contribuisce a rendere ogni scontro più claustrofobico, soprattutto contro nemici zombie dai movimenti lenti ma minacciosi. Tuttavia, proprio la visuale soggettiva rappresenta anche una delle principali criticità del gioco, incidendo sull’equilibrio del sistema di combattimento.
Combattimento immersivo ma poco rifinito
L’azione in prima persona accentua il senso di pericolo e la vulnerabilità del protagonista, ma espone anche limiti strutturali. Il primo boss, un colosso armato di moschetto con estetica napoleonica, evidenzia il contrasto tra le ambizioni artistiche e la realizzazione tecnica. Le dinamiche di attacco e schivata risultano poco precise, e il combat system appare più goffo che strategico.
A differenza del gameplay serrato e scattante di Ghostrunner, qui la sensazione di peso delle armi e la lentezza dei movimenti appesantiscono l’esperienza. L’impatto dei colpi manca di incisività, e la fisicità degli scontri perde efficacia, rendendo i duelli meno gratificanti rispetto agli standard dei soulslike classici.
Tentativi di innovazione non ancora maturi
Valor Mortis introduce alcune idee interessanti: un sistema di armi secondarie, come pugnali esplosivi, e un comparto magico in via di sviluppo, che cercano di ampliare le opzioni strategiche. Tuttavia, queste novità sembrano ancora poco integrate e prive della coesione necessaria per trasformarsi in veri punti di forza.
Anche i boss successivi, sebbene più articolati, rivelano le stesse fragilità. Il design visivo colpisce, ma l’esecuzione meccanica è ancora grezza. La gestione dei punti deboli e delle hitbox risulta incerta, e la sproporzione tra i movimenti del giocatore e quelli dei nemici più imponenti genera una frustrazione che spezza l’immersione.
Un’idea ambiziosa in cerca di equilibrio
Nonostante le criticità, Valor Mortis resta un progetto ambizioso, che tenta di rinnovare un genere spesso ancorato a schemi consolidati. L’intuizione di combinare elementi soulslike con una narrazione storica alternativa e una visuale in prima persona rappresenta una scelta coraggiosa, anche se ancora imperfetta nella sua esecuzione.
Se supportato da aggiornamenti mirati e da una rifinitura delle sue meccaniche fondamentali, il titolo potrebbe evolversi in una proposta davvero originale. Al momento, però, l’esperienza offerta appare acerba, e rischia di non soddisfare le aspettative dei fan più esigenti del genere.







