Durante una recente intervista con il canale Lits Play, Jennifer Svedberg-Yen, lead writer di Expedition 33, ha raccontato come il team di Sandfall Interactive abbia lavorato per evitare uno degli errori narrativi più diffusi nel mondo dei videogiochi: il ricorso al “deus ex machina”, ovvero l’intervento improvviso di un evento o di un personaggio che risolve in modo rapido e inatteso una situazione complessa.
Questo espediente, frequente nella narrativa classica, si manifesta spesso anche nei videogiochi, soprattutto nei GdR, dove i protagonisti acquisiscono poteri sempre più forti e spettacolari con l’avanzare dei livelli. Secondo Svedberg-Yen, questa crescita rischia di generare squilibri nella storia e nel gameplay, portando a soluzioni narrative poco credibili.
Evitare soluzioni “facili”: il controllo del potere narrativo
«Se non si stabiliscono con precisione i confini delle capacità di un personaggio», ha spiegato la sceneggiatrice, «si può facilmente cadere nella trappola delle soluzioni facili, come “può risolvere tutto in un attimo”. A quel punto, il giocatore si chiede inevitabilmente: perché non lo ha fatto fin dall’inizio?».
Per Svedberg-Yen, una delle chiavi del successo narrativo di Expedition 33 è stata proprio la capacità del team di gestire con attenzione la progressione del potere dei protagonisti. Questo approccio ha permesso di evitare il cosiddetto “power creep”, ovvero l’aumento incontrollato delle abilità che finisce per ridurre la tensione narrativa e la credibilità del mondo di gioco.
Un equilibrio costante tra gameplay e narrazione
La scrittrice ha spiegato che uno degli obiettivi principali dello studio era mantenere un equilibrio coerente tra libertà di gioco e struttura narrativa. Le abilità dei personaggi, infatti, non dovevano solo arricchire il gameplay, ma anche integrarsi con la logica della storia e con la psicologia dei protagonisti.
«Abbiamo discusso a lungo di questo aspetto», ha raccontato Svedberg-Yen. «Essendo un videogioco, è naturale che le abilità e le competenze dei personaggi abbiano un ruolo centrale. Tuttavia, volevamo che il gameplay lasciasse libertà al giocatore su come usarle, senza rompere la coerenza della trama. Sono molto soddisfatta del lavoro svolto dal nostro team per raggiungere questo equilibrio.»
Questa visione si traduce in una narrazione organica, in cui ogni evento trova una giustificazione coerente all’interno dell’universo narrativo. Gli sviluppatori di Sandfall Interactive hanno preferito far emergere le svolte narrative in modo graduale e motivato, evitando colpi di scena privi di fondamento o risoluzioni forzate.
Expedition 33: un RPG attento alla coerenza e alla credibilità
Expedition 33 si è distinto sin dalle prime anteprime come uno dei GdR più promettenti del 2025, capace di combinare un’ambientazione evocativa con una struttura narrativa solida e credibile. L’approccio del team di Sandfall Interactive, basato su una scrittura attenta e consapevole, ha permesso di realizzare un mondo in cui le regole della magia, della scienza e delle abilità dei personaggi seguono una logica interna chiara e coerente.
Come riportato da GamesRadar, questa attenzione ai dettagli rappresenta uno dei punti di forza del progetto: una scelta di scrittura e design che favorisce la coesione narrativa e la fedeltà del giocatore, evitando l’impressione che gli eventi si risolvano grazie a espedienti improvvisi o “magie dell’ultimo minuto”.
Un nuovo standard per la scrittura nei giochi di ruolo
L’approccio adottato da Svedberg-Yen e dal team di Sandfall Interactive potrebbe segnare una direzione importante per il futuro degli RPG narrativi. In un panorama spesso dominato da soluzioni spettacolari e poteri smisurati, Expedition 33 punta invece su una narrazione controllata, credibile e profondamente umana, dove la forza dei personaggi nasce più dalle scelte e dai limiti che dalle abilità sovrannaturali.
Il risultato, secondo la sceneggiatrice, è un gioco che unisce libertà e coerenza, garantendo un’esperienza immersiva e priva di scorciatoie narrative: una sfida ambiziosa che dimostra quanto la scrittura possa ancora fare la differenza nel mondo dei videogiochi.
Fonte: GamesRadar







