Nonostante la presenza di personaggi, attori e ambientazioni riconosciuti come canonici all’interno del Marvel Cinematic Universe, Marvel Zombies non si colloca nella cosiddetta Sacred Timeline, la linea temporale ufficiale della saga. Ciò implica che gli eventi narrati nella serie non abbiano conseguenze dirette sul più ampio contesto del MCU.
Durante le prime tre fasi, i Marvel Studios hanno costruito un’imponente narrazione interconnessa, capace di unire film e serie in un unico intreccio coerente. Con la conclusione della Infinity Saga, tuttavia, la casa di produzione ha iniziato a diversificare i propri progetti, includendo anche opere autonome che non rientrano nel canone ufficiale del franchise.
Marvel Zombies: un esperimento animato fuori dal canone
Con la distribuzione su Disney+ di tutti e quattro gli episodi di Marvel Zombies, i Marvel Studios hanno compiuto un ulteriore passo verso l’indipendenza narrativa dal MCU canonico. La serie rappresenta infatti il quarto progetto animato ambientato al di fuori della Sacred Timeline, proseguendo il percorso già intrapreso con altre produzioni animate non canoniche.

L’approccio consente di esplorare universi alternativi e realtà parallele, offrendo versioni inedite di personaggi noti. Un elemento interessante è la partecipazione degli stessi attori che interpretano i personaggi live-action: Florence Pugh torna a doppiare Yelena Belova, mentre Iman Vellani presta la voce a Kamala Khan. Nonostante ciò, la narrazione si sviluppa in un universo separato, senza collegamenti diretti con la linea principale del MCU.
Un multiverso connesso ma indipendente
Pur essendo ambientata in un universo distinto, Marvel Zombies mantiene una relazione concettuale con il MCU attraverso il tema del Multiverso, già approfondito in Loki. Questa connessione teorica suggerisce che le varie realtà alternative, pur autonome, rimangano legate da un filo narrativo comune.
Tuttavia, l’universo di Marvel Zombies non si è mai incrociato con quello di Earth-616, la dimensione principale del MCU. Di conseguenza, gli eventi della serie non hanno effetti sul canone ufficiale, consentendo ai Marvel Studios di espandere la loro narrativa senza compromettere la coerenza della timeline principale.
Da What If…? a X-Men ’97: l’evoluzione dei mondi alternativi
Marvel Zombies nasce come spin-off di un episodio di What If…?, e come tale ne eredita la struttura narrativa: una realtà alternativa scollegata dalla linea temporale canonica. Le tre stagioni di What If…? propongono infatti storie indipendenti, ciascuna ambientata in un universo differente, priva di collegamenti diretti con gli eventi principali del MCU.
Alcune versioni dei personaggi di What If…? mostrano somiglianze con le loro controparti live-action: è il caso di Capitan Carter, che nella terza stagione presenta tratti simili a quelli della versione apparsa in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Si tratta tuttavia di personaggi distinti, appartenenti a realtà separate.
Altri episodi introducono figure completamente nuove, come Kahhori, personaggio originale mai apparso nel canone ufficiale, rafforzando così l’autonomia narrativa di queste produzioni.
Un altro esempio di universo alternativo è X-Men ’97, sequel diretto della celebre serie animata degli anni ’90. Ambientata nello stesso contesto narrativo originale, la serie mantiene un legame minimo con il MCU, limitato a citazioni e alla presenza del Watcher, Uatu, figura che collega molte delle dimensioni parallele esplorate finora.
Pur restando esterna alla continuità ufficiale, X-Men ’97 rappresenta un ponte ideale tra il passato e il futuro dei mutanti, anticipando le nuove produzioni sugli X-Men, tra cui il film diretto da Jake Schreier previsto per la fase 7 del MCU.
Your Friendly Neighborhood Spider-Man e il caso di I Am Groot
Tra i progetti non canonici spicca anche Your Friendly Neighborhood Spider-Man, ambientata in un universo parallelo in cui Peter Parker differisce dalla versione interpretata da Tom Holland. Alcuni elementi della serie, tuttavia, sembrano preparare il terreno per future produzioni del franchise. È il caso dell’introduzione di Tombstone, destinato a comparire nel film Spider-Man: Brand New Day, attualmente in produzione ma sospeso temporaneamente per un infortunio dell’attore protagonista.
Particolare è anche la situazione di I Am Groot, la cui collocazione canonica rimane incerta. Pur presentando elementi riconducibili a Guardiani della Galassia Vol. 2, la serie non ha mai ricevuto una conferma ufficiale sulla sua posizione all’interno del MCU.
James Gunn, regista dei film principali dei Guardiani, ha dichiarato di non essere stato direttamente coinvolto nel progetto, alimentando il dibattito tra i fan. Alcune teorie ipotizzano un possibile inserimento nella Sacred Timeline, anche in virtù della presenza del Watcher, ma si tratta di supposizioni ancora prive di conferme.
Una strategia per espandere senza snaturare
La decisione dei Marvel Studios di sviluppare serie e film non canonici si rivela una scelta strategica per ampliare il proprio universo narrativo senza intaccare la coerenza del progetto principale. Queste opere consentono di sperimentare nuove direzioni creative e offrire al pubblico esperienze differenti, mantenendo al contempo la solidità della linea temporale ufficiale.
La distinzione tra produzioni canoniche e non canoniche, pur complessa, dimostra la capacità dei Marvel Studios di gestire con equilibrio un franchise vasto e in continua espansione.
Fonte: thedirect
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