La startup di robotica 1X, con sede a Palo Alto, ha presentato Neo, un robot umanoide progettato per assistere nelle attività domestiche. L’obiettivo è ambizioso: creare un assistente capace di operare autonomamente nelle case del futuro. Tuttavia, al momento, Neo dipende ancora dalla teleoperazione umana, con operatori che ne controllano i movimenti tramite visori Quest 3, contribuendo anche all’addestramento della sua rete neurale.
Un robot ancora in fase di apprendimento
Con un peso di circa 30 chilogrammi, Neo si presenta con un aspetto sorprendentemente umano: indossa un maglione e si muove con cautela, anche se le sue capacità restano limitate. Come spiegato da Joanna Stern del Wall Street Journal, che ha testato il robot, Neo non è ancora in grado di svolgere autonomamente compiti complessi come caricare la lavastoviglie, pulire le superfici o prendere una bottiglia dal frigorifero.
Il suo apprendimento avviene tramite una modalità chiamata “Expert Mode”, in cui operatori umani — dotati di visori VR e controller di movimento — lo guidano passo dopo passo. Ogni interazione consente di accumulare dati utili a migliorare i suoi algoritmi e a potenziare la futura autonomia del sistema.
Tra potenzialità e limiti pratici
Il fondatore e CEO di 1X, Bernt Børnic, ha dichiarato che, pur essendo promettente, la tecnologia è ancora lontana dall’essere autosufficiente. Neo non può sollevare oggetti pesanti né maneggiare elementi caldi o affilati, limitandone l’utilizzo in ambienti come la cucina.
Un altro tema chiave riguarda la privacy. Il robot è configurabile per limitare l’accesso a determinate aree o sfocare le persone inquadrate, proteggendo così la riservatezza degli abitanti. Børnic ha spiegato che la gestione dei dati personali funziona attraverso un “sistema di permessi” calibrabile, che bilancia il miglioramento dell’intelligenza artificiale con la tutela della privacy:
“Acquistando Neo, si accetta una sorta di contratto sociale: senza la condivisione di dati, il prodotto non potrà migliorare.”
Il debutto sul mercato
Durante la dimostrazione pubblica, Neo non ha mostrato funzioni completamente autonome. Tuttavia, secondo Børnic, la versione definitiva sarà in grado di svolgere gran parte delle attività domestiche senza supervisione costante, grazie ai dati raccolti nel periodo di addestramento.
Il robot è già prenotabile con una caparra rimborsabile di 200 dollari, disponibile in tre colori — grigio, taupe e nero — e sarà commercializzato negli Stati Uniti nel 2026. Il prezzo previsto è di 20.000 dollari, oppure 500 dollari al mese in abbonamento.
Il problema della teleoperazione
Nonostante l’aspetto avveniristico, Neo rimane ancora fortemente dipendente dagli operatori VR. Le dimostrazioni mostrano come le sue azioni siano spesso lente, imprecise e soggette a latenza. Come ha osservato un analista del Wall Street Journal:
“Le attuali modalità di teleoperazione di Neo tramite esperti sono un rimedio temporaneo. I movimenti controllati manualmente risultano lenti e deliberativi, spesso guidati solo dalle immagini visive — come tentare di versare vino rosso con le mani intorpidite. La latenza è un problema, ma se il lavoro viene completato, il metodo diventa secondario.”
In altre parole, la tecnologia di controllo remoto rappresenta una soluzione provvisoria in attesa di un’intelligenza artificiale realmente autonoma.
Dalle faccende domestiche alla teleassistenza
Al momento, le capacità di Neo non bastano a renderlo un sostituto reale del personale domestico. Le sue prestazioni restano limitate e il rischio di incidenti — come rovesciare oggetti fragili o urtare animali domestici — è ancora elevato.
Tuttavia, le sue potenzialità potrebbero emergere in contesti meno critici, come il monitoraggio remoto o la teleassistenza. Neo potrebbe ad esempio controllare porte, recuperare oggetti smarriti o verificare lo stato della casa da remoto, offrendo utilità pratiche in situazioni specifiche.
Una tecnologia affascinante ma ancora immatura
Nel breve periodo, Neo è destinato più a suscitare curiosità che a rivoluzionare la vita domestica. Il suo prezzo elevato e le capacità limitate lo rendono un investimento per appassionati e early adopters più che una soluzione immediata.
La vera sfida sarà dimostrare che un robot di questo tipo può davvero semplificare la vita quotidiana, anziché diventare solo un sofisticato oggetto da esibire.
In prospettiva, la crescita di Neo dipenderà dalla capacità di 1X di migliorare l’autonomia del robot, ridurre la latenza nella teleoperazione e garantire standard elevati di sicurezza e privacy. Fino ad allora, il sogno di un assistente domestico completamente autonomo resta ancora un obiettivo da raggiungere.






