Tutti e dieci gli episodi della terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds sono disponibili in streaming su Paramount+. La domanda che molti si pongono è se convenga affrontare la visione completa, considerando i ritardi produttivi e l’accoglienza contrastante ricevuta dal pubblico.
Una stagione segnata dai ritardi
La stagione è stata presentata nel giugno 2025, a due anni di distanza dalla seconda. La produzione aveva subito uno slittamento significativo a causa degli scioperi del WGA e del SAG-AFTRA nel 2023, che avevano rallentato la scrittura e le riprese. Nonostante le difficoltà, Paramount+ ha mantenuto l’uscita estiva, consolidando la collocazione della serie nel palinsesto.
L’accoglienza della critica e del pubblico
Sul fronte della critica, Strange New Worlds ha mantenuto un livello molto alto, con un punteggio del 90% di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Tuttavia, il pubblico si è mostrato più diviso: il gradimento si ferma infatti al 53%.
Questo scarto tra critica e spettatori è un dato significativo, che riflette le diverse reazioni alla terza stagione. Alcuni la considerano un capitolo riuscito, altri la definiscono addirittura la più debole dell’intero franchise.
Perché guardarla
Nonostante le opinioni contrastanti, la terza stagione ha diversi punti di forza.
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Cast consolidato – Dopo tre anni, il gruppo guidato da Anson Mount nel ruolo del capitano Christopher Pike mostra una forte alchimia. Le performance degli attori risultano solide e convincenti, soprattutto grazie anche a guest star di rilievo come Cillian O’Sullivan (Dr. Roger Korby) e Rhys Darby (Trelane).
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Connessioni con la serie classica – La stagione rafforza i legami con Star Trek: The Original Series, introducendo personaggi storici e situazioni che richiamano le origini del franchise.
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Episodi di spicco – Tra i più apprezzati figurano The Sehlat Who Ate Its Tail, con l’ingresso in canon di Jim T. Kirk interpretato da Paul Wesley, Terrarrium, dedicato a Lt. Erica Ortegas (Melissa Navia), e Through the Lens of Time, episodio a forte impianto scientifico e filosofico. La stagione si apre con un pilot d’impatto e si chiude con un finale emotivamente intenso.

Perché evitarla
Accanto ai pregi, non mancano elementi che hanno diviso il pubblico.
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La “maledizione delle stagioni dispari” – Secondo alcuni fan, questa terza stagione rientra nella tradizione di stagioni meno convincenti all’interno del franchise.
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Approccio eccessivamente sperimentale – In diversi episodi la serie si spinge verso generi atipici per Star Trek, alternando commedia, horror, satira e persino numeri musicali. Per alcuni spettatori, la varietà dei toni è stata un valore; per altri, una perdita di coerenza narrativa.
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Episodi controversi – Il più discusso è l’ottavo, Four-and-a-half Vulcans, criticato per la rappresentazione dei Vulcaniani ritenuta caricaturale e, da parte di alcuni, offensiva verso comunità reali come quella autistica.
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Riduzione dell’esplorazione – Rispetto alle stagioni precedenti, gli episodi ambientati in nuovi mondi sono meno numerosi. La narrazione si concentra maggiormente sulle dinamiche tra i personaggi e sulle sperimentazioni di stile.

Binge o skip?
La terza stagione di Strange New Worlds può risultare meno tradizionale, ma offre comunque interpretazioni solide, momenti narrativi intensi e riferimenti che arricchiscono il legame con il canone di Star Trek.
Chi cerca un approccio classico potrebbe rimanere deluso dalla varietà di generi, ma chi è disposto ad accogliere sperimentazioni e toni diversi potrà apprezzare questa stagione come una delle più particolari della serie.
Scelta dell’esperto: Binge. Pur con episodi disomogenei, la stagione 3 merita di essere vista per la qualità del cast, la varietà narrativa e alcuni momenti che restano tra i più memorabili del nuovo corso di Star Trek.
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