The Black Phone 2: Ethan Hawke torna come The Grabber, ma la vera forza del film è il legame tra Finney e Gwen

The Black Phone 2 riporta Ethan Hawke nei panni di The Grabber e approfondisce il legame tra Finney e Gwen, in un sequel più psicologico e intenso diretto da Scott Derrickson.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Il sequel di The Black Phone è sempre più vicino e promette di espandere l’universo creato da Scott Derrickson con un nuovo approccio al suo villain più inquietante: The Grabber, interpretato da Ethan Hawke. Il personaggio, che nel primo film ha lasciato un’impronta indelebile nel genere horror moderno, viene descritto come una sorta di “Freddy Krueger contemporaneo”, con sfumature ancora più oscure e psicologiche.

Il film segna anche il ritorno di Mason Thames e Madeleine McGraw, che riprendono i ruoli di Finney e Gwen, i due fratelli al centro della storia originale. In una recente intervista con The Direct, gli attori hanno parlato del rafforzamento del legame fraterno tra i loro personaggi e del modo in cui questo elemento diventa il cuore narrativo del sequel.

Un legame fraterno più forte che mai

Mason Thames, recentemente apparso in How to Train Your Dragon, ha spiegato che la relazione tra Finney e Gwen rappresenta “il fulcro della storia”:

“Finney e Gwen, anche nel primo film, avevano davvero solo l’uno l’altro. In questa storia, il loro legame si intensifica: sono disposti a tutto, perfino a sacrificare la vita, pur di restare insieme.”

Madeleine McGraw ha aggiunto che questa volta i due personaggi si scambiano i ruoli, mostrando una crescita reciproca:

“Il ruolo è decisamente invertito rispetto al primo film. Ora è Finney a occuparsi di Gwen. Abbiamo avuto molto più tempo insieme sul set, e questo ha reso il rapporto più autentico. Durante il primo film era il periodo del COVID, e non era facile creare questa connessione.”

Entrambi gli attori hanno sottolineato che questa nuova dinamica permette di esplorare il trauma e la resilienza dei protagonisti in modo più profondo e realistico.

Lavorare con Scott Derrickson: libertà e intensità

Sia Thames che McGraw hanno elogiato il regista Scott Derrickson per il suo approccio collaborativo e per la libertà concessa agli interpreti. McGraw ha raccontato:

“Alcune scene erano davvero difficili da affrontare. Ogni trauma di Gwen è diverso, quindi abbiamo discusso ogni dettaglio con Scott. Lui ci lascia molta libertà, e questo ci permette di conoscere davvero i nostri personaggi.”

Thames ha aggiunto che il lavoro sul personaggio di Finney è stato particolarmente intenso dal punto di vista emotivo:

“Finney affronta momenti molto freddi e seri. Per rendere la performance autentica, ho dovuto immergermi completamente in lui, e ci è voluto tempo per uscirne. È stato un percorso complicato ma anche molto stimolante.”

Il giovane attore ha definito la collaborazione con McGraw “la più intensa mai avuta sullo schermo”, sottolineando come la fiducia reciproca tra gli attori e il supporto del regista abbiano reso il risultato finale più naturale e credibile.

Un horror psicologico e familiare

Oltre all’orrore sovrannaturale, The Black Phone 2 approfondisce i temi del trauma, della perdita e della connessione familiare. Il film esplora come Finney e Gwen affrontino le conseguenze degli eventi passati e come la loro unione diventi un’ancora di salvezza nel confronto con il male rappresentato da The Grabber.

Questa prospettiva più intima e psicologica rende il sequel non solo un horror di tensione, ma anche una riflessione sull’amore fraterno e sul dolore condiviso.

Il regista Derrickson e i produttori hanno descritto The Grabber come un personaggio destinato a entrare stabilmente nell’immaginario horror, proprio come Freddy Krueger o Michael Myers. Nel sequel, la sua presenza promette di essere ancora più inquietante e simbolica, incarnando le paure inconsce e la violenza domestica in modo più diretto e disturbante.

Un set intenso ma anche divertente

L’intervista a The Direct si chiude con un momento più leggero: Thames e McGraw scherzano sulle riprese in ambienti freddi, confessando di “odiare il gelo” ma di aver affrontato il set con ironia e spirito di squadra.

The Black Phone 2 riunisce gran parte del cast originale e porta avanti la visione di Scott Derrickson in una direzione più matura e coraggiosa. Con una narrazione più emotiva, un’iconografia horror rinnovata e il ritorno di Ethan Hawke nel suo ruolo più oscuro, il film si prepara a diventare uno degli horror più attesi dei prossimi anni.

The Black Phone 2: Ethan Hawke torna come The Grabber, ma la vera forza del film è il legame tra Finney e Gwen
Kinguin

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