Ariana Grande ha condiviso una lettera toccante per congedarsi da Glinda, il personaggio che ha interpretato nei due film di Wicked. A un anno dall’uscita del primo capitolo prodotto da Universal, accolto da numeri record al botteghino, il sequel Wicked: For Good approda nelle sale nel 2025, segnando per l’attrice la conclusione di un percorso artistico e personale che l’ha legata profondamente al mondo di Oz.
Una lettera per celebrare un viaggio trasformativo
Dopo l’arrivo del nuovo film nei cinema, Grande ha pubblicato su Instagram una lunga lettera in cui rende omaggio sia alla storia sia al ruolo che l’ha accompagnata per anni. Nelle sue parole Oz diventa “uno spazio sicuro”, un luogo simbolico in cui ritrovare consapevolezza, crescita e protezione. L’attrice parla dell’importanza di “lottare per ciò che è veramente, profondamente buono”, una riflessione che intreccia il messaggio centrale del musical con la sua esperienza personale.
La lettera, rivolta ai fan e alla compagnia di Wicked, è ricca di passaggi emotivi e di riferimenti alle lezioni apprese lungo il cammino:
“OZ È STATO IL MIO SPAZIO SICURO PER TUTTA LA VITA… LOTTARE PER CIÒ CHE È VERAMENTE, PROFONDAMENTE BUONO… ANCHE SE CIÒ RICHIEDE UN LUNGO, SPAVENTOSO CAMMINO LUNGO LA YELLOW BRICK ROAD.”
Grande racconta anche il suo primo incontro con la storia: si è innamorata di Wicked quando aveva dieci anni e ha trovato in essa un rifugio capace di accompagnarla dall’infanzia all’età adulta. Interpretare Glinda è stato, per sua stessa ammissione, “il dono più grande della vita”, un’esperienza che le ha permesso di crescere come artista e come persona.
“AMARE PROFONDAMENTE QUALCOSA E DIVENTARE PARTE DI ESSA SONO DUE COSE MOLTO DIVERSE… DIVENTARE LA TUA GLINDA THE GOOD È STATO IL DONO PIÙ GRANDE DELLA MIA VITA.”
Il valore del legame con i fan e il richiamo a The Wizard of Oz
Nel messaggio, Grande esprime gratitudine verso il pubblico, riconoscendo quanto il loro affetto abbia accompagnato questo viaggio. Richiama anche la celebre frase di The Wizard of Oz, “There’s no place like home”, trasformandola in un invito a custodire ciò che rappresenta casa, nei rapporti e negli affetti quotidiani.
“LA CASA È OVUNQUE E CON CHI DECIDIAMO DI ESSERCI… NON ESISTE UN LUOGO COME IL NOSTRO VERO ‘HOME’.”
L’attrice conclude firmandosi “La vostra Glinda”, un gesto che sottolinea la continuità emotiva con il personaggio e con la comunità che ha seguito entrambi i film.
Un ruolo centrale nei due film di Wicked
In entrambe le pellicole, Ariana Grande veste i panni di Galinda, che nel corso della storia diventa Glinda la Buona Strega. La sua interpretazione si affianca a quella di Cynthia Erivo, nei panni di Elphaba, dando vita a una dinamica più complessa rispetto a quella tradizionalmente associata alle protagoniste: non più semplici rivali, ma figure unite da un legame profondo e sfaccettato.
Wicked: For Good, sequel di Wicked (2024) e secondo atto dell’adattamento del musical di Broadway, vede nel cast anche Jeff Goldblum, Michelle Yeoh e Jonathan Bailey. Il film approfondisce la relazione tra Elphaba e il Mago di Oz e introduce personaggi già noti dal classico The Wizard of Oz. Attualmente, Wicked: For Good è nelle sale cinematografiche.
Glinda tra potere, manipolazione e fragilità
Nel nuovo capitolo, il ruolo di Grande assume una dimensione ancora più complessa. Glinda viene infatti manipolata da Madame Morrible e guidata verso una posizione pubblica determinante per il destino di Oz. Il film esplora anche la sua relazione con Fiyero, interpretato da Jonathan Bailey, destinato a sposarla pur in maniera riluttante.
Al centro della narrazione resta però il rapporto tra Glinda ed Elphaba: un legame intimo, messo alla prova da trasformazioni profonde, ma ancora capace di mantenerle unite. Il film offre maggiore spazio a questa dinamica, rispondendo al desiderio dei fan di vedere ampliato ciò che nel secondo atto del musical risultava più compresso.
Un addio all’altezza della magia di Oz
Nel corso della pellicola Grande avrà nuove opportunità per mettere in risalto le sue capacità vocali e interpretative, contribuendo a chiudere la storia con un epilogo all’altezza dell’apprezzamento riscosso dal primo film. Per l’attrice, questo addio rappresenta la conclusione di un’esperienza che ha segnato profondamente la sua carriera, trasformando un sogno d’infanzia in un ruolo iconico sul grande schermo.






