Banjo-Kazooie, il segreto mai visto: il protagonista doveva essere un coniglio

Banjo, il celebre orso di Banjo-Kazooie, doveva inizialmente essere un coniglio. L’ex designer Ed Bryan rivela i retroscena di Project Dream e la nascita del duo più amato di Rare.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Banjo-Kazooie, il segreto mai visto: il protagonista doveva essere un coniglio

Il mondo dei videogiochi è pieno di curiosità e aneddoti, ma pochi sono sorprendenti come quello emerso sulla genesi di Banjo-Kazooie, uno dei platform più amati dell’era Nintendo 64. Prima di diventare l’iconico duo formato da un orso bonario e un uccello sarcastico, il progetto di Rare avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa.

Come rivelato dall’ex artista e designer Ed Bryan in un’intervista con Retro Gamer, Banjo non è sempre stato l’orso che tutti conosciamo: per un breve periodo, il protagonista era un coniglio.

Dalle origini di Project Dream alla nascita di Banjo

La storia dello sviluppo di Banjo-Kazooie è strettamente legata a quella di Project Dream, il titolo originario in lavorazione presso Rare a metà anni ’90. L’idea iniziale era quella di una grande avventura piratesca, con un protagonista umano e un tono più vicino ai classici RPG d’azione. Tuttavia, il progetto cambiò più volte direzione, fino a trasformarsi in un platform colorato e fantasioso, segnando l’inizio di uno dei franchise più riconoscibili della storia videoludica.

Banjo-Kazooie, il segreto mai visto: il protagonista doveva essere un coniglio

Durante questa fase di trasformazione, il team cercava ancora la forma ideale per il protagonista. Ed Bryan ha raccontato che, per circa una settimana, Banjo fu concepito come un coniglio.

“Siamo passati da un ragazzo a un coniglio per circa una settimana, prima di decidere per un orso,” ha spiegato Bryan. “Ero arrabbiato perché Banjo doveva essere un coniglio… ma chiaramente non avrebbe mai dovuto esserlo!”

Il mistero delle registrazioni perdute

Nonostante alcune clip di Project Dream siano emerse negli anni, non è mai stata mostrata pubblicamente un’immagine del Banjo-coniglio. Bryan ha rivelato di possedere vecchie registrazioni DAT contenenti materiale di backup del progetto, compreso un render del personaggio in quella forma preliminare. Tuttavia, il designer ha ammesso di aver condiviso il materiale solo con Steve Mayles, co-creatore del duo, per evitare reazioni eccessive da parte dei fan online.

Questo dettaglio ha acceso la curiosità degli appassionati di Rare e della storia videoludica: se mai venissero diffuse, quelle immagini rappresenterebbero una testimonianza unica della fase sperimentale che precedette la nascita definitiva del gioco.

L’idea che diede vita a Kazooie

Anche la creazione di Kazooie, il volatile dal temperamento caustico che vive nello zaino di Banjo, è frutto di un’intuizione fortuita. L’obiettivo del team era trovare una giustificazione al doppio salto del protagonista. Qualcuno suggerì di aggiungere ali che spuntassero dallo zaino, e da quella proposta nacque il concetto di un secondo personaggio: un uccello in grado di aiutare Banjo a planare, attaccare e risolvere enigmi.

La dinamica tra i due personaggi — la forza tranquilla di Banjo e la lingua tagliente di Kazooie — divenne il cuore del gioco, contribuendo al suo successo e definendo uno dei duetti più memorabili della storia Nintendo.

L’influenza di GoldenEye 007 sul sequel

Un altro curioso retroscena riguarda l’influenza di GoldenEye 007, altro grande successo di Rare per Nintendo 64. Secondo alcune testimonianze, i programmatori dello studio giocavano quotidianamente a GoldenEye durante le pause pranzo, e alcune meccaniche di ritmo e interazione introdotte in Banjo-Tooie, il sequel del 2000, trassero ispirazione proprio da quell’esperienza.

L’approccio di Rare alla progettazione rimase sempre collaborativo e sperimentale, con i team che condividevano idee e tecniche tra un progetto e l’altro, contribuendo alla qualità e alla varietà dei titoli prodotti in quegli anni.

Un’icona nata dal caos creativo

La storia di Banjo-Kazooie dimostra quanto il processo creativo nei videogiochi possa essere imprevedibile. Da un’avventura piratesca con protagonista umano a un coniglio, fino all’orso che oggi tutti conosciamo: il percorso di Banjo è stato tutt’altro che lineare.

Dietro l’aspetto giocoso e familiare del titolo si nasconde un lungo lavoro di ricerca estetica e narrativa, in cui ogni cambiamento ha contribuito a definire un equilibrio perfetto tra design, humour e gameplay.

La possibilità che in futuro emergano nuove immagini o materiali di quel periodo resta una suggestione affascinante per i fan e per gli storici del medium, desiderosi di esplorare un capitolo perduto dell’epoca d’oro di Rare.

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