DC Studios ha ufficializzato lo sviluppo di DC Crime, uno spin-off cinematografico ambientato nell’universo di Superman che avrà come protagonista Jimmy Olsen, interpretato da Skyler Gisondo. Il progetto rappresenta un netto cambio di prospettiva rispetto ai tentativi precedenti di raccontare, all’interno dei cinecomic, storie dedicate ai cittadini comuni. A differenza delle produzioni più leggere o parodistiche viste in passato, DC Crime punta a un taglio più maturo, costruito come un vero e proprio true crime in chiave documentaristica.
L’idea alla base della serie è particolarmente originale: la narrazione sarà guidata dallo stesso Jimmy Olsen, qui nel doppio ruolo di testimone diretto e narratore, offrendo una finestra inedita sulla vita civile in un mondo dominato da supereroi e supercriminali. La prima stagione punterà su una figura storicamente complessa: Gorilla Grodd, il gorilla dotato di intelletto superiore e poteri psichici, spesso percepito come un personaggio buffo quando inserito in contesti troppo seri. Il formato investigativo potrebbe però restituirne un’immagine più intensa e minacciosa.
I creatori di American Vandal dietro il progetto
Per realizzare DC Crime, DC Studios ha scelto Tony Yacenda e Dan Perrault, noti per aver creato American Vandal, serie Netflix costruita come un mockumentary true crime che ha ottenuto ampio successo grazie alla capacità di trattare temi apparentemente assurdi con un tono rigoroso. L’esperienza del duo nella rielaborazione satirica ma accurata dei codici del genere suggerisce un equilibrio particolare tra ironia e serietà, elemento che potrebbe distinguere DC Crime da precedenti esperimenti DC e Marvel.
Secondo quanto riportato da Screen Rant, American Vandal era riuscita a prendere spunti improbabili e a trasformarli in indagini coinvolgenti. Questa sensibilità potrebbe rivelarsi essenziale nella gestione di un personaggio come Grodd, permettendo agli autori di coniugare la componente più estrema della sua natura con un contesto narrativo strutturato come un’inchiesta giornalistica.
Precedenti tentativi di raccontare i “civili” nel mondo dei supereroi
Il progetto non è però la prima incursione di DC e Marvel nel racconto di figure ordinarie alle prese con un mondo straordinario. In passato entrambe le case hanno tentato di proporre serie incentrate su personaggi privi di poteri, ma con risultati modesti.
Nel caso DC, la sitcom Powerless raccontava le vicende di un gruppo di impiegati della Wayne Security a Charm City. La serie, orientata alla comicità, giocava sul contrasto tra normalità e azione supereroistica, ma non riuscì a consolidare il proprio pubblico e venne cancellata dopo una sola stagione. Marvel aveva lavorato su Damage Control, dedicata alla compagnia incaricata di gestire la bonifica dopo le battaglie dei supereroi, come quelle affrontate dai Vendicatori. Il progetto però non superò la fase embrionale.
Entrambe le produzioni adottavano una chiave sitcom, scelta che sembra aver limitato la profondità delle narrazioni. DC Crime, invece, punta su un registro radicalmente diverso, collocandosi in un territorio narrativo dove l’estetica del documentario e la struttura investigativa possono attribuire maggiore credibilità e intensità ai personaggi coinvolti.
Un nuovo approccio alla narrazione nell’universo DC
Uno degli elementi più rilevanti è l’assenza di figure centrali come Clark Kent (interpretato da David Corenswet) e Lois Lane (Rachel Brosnahan). La loro esclusione potrebbe essere letta come un modo per evitare sovrapposizioni con le linee narrative principali del nuovo DC Universe e, allo stesso tempo, per garantire a DC Crime una propria identità. Concentrarsi su Jimmy Olsen consente di fotografare da vicino il mondo dei civili, spesso messo in secondo piano dai conflitti tra superpoteri.
La scelta non è casuale: lo stesso James Gunn, co-CEO di DC Studios, ha ribadito più volte che nessun progetto procede senza una sceneggiatura solida. Questo approccio mette in evidenza un’attenzione particolare alla qualità narrativa, un aspetto fondamentale per un format che mira a intrecciare fiction supereroistica e linguaggi del true crime.
Tra satira e serietà: la possibile cifra stilistica della serie
DC Crime potrebbe adottare un tono capace di bilanciare ironia e analisi, sfruttando la familiarità di Yacenda e Perrault con le dinamiche del documentario investigativo. Un registro più maturo e coerente potrebbe anche offrire una rappresentazione più credibile di Grodd, evidenziandone la pericolosità e riducendo l’impressione di artificiosità che a volte caratterizza il personaggio.
La presenza di un narratore interno come Jimmy Olsen aggiunge inoltre un’impronta giornalistica, in linea con la tradizione del personaggio nei fumetti. Ciò permette di contestualizzare l’azione supereroistica da una prospettiva inedita, mettendo a fuoco il lato umano di un universo spesso dominato dagli scontri cosmici.
L’opportunità di un vero rinnovamento per DC Studios
Il progetto rappresenta un’occasione per ampliare lo spettro narrativo del DC Universe, esplorando generi non ancora pienamente sviluppati all’interno del franchise. Se DC Crime dovesse riuscire a mantenere l’equilibrio tra intrattenimento e profondità, potrebbe inaugurare una nuova modalità di racconto all’interno dell’universo dei supereroi, dimostrando che anche storie marginali possono acquisire forza se inserite in un contesto narrativamente solido.
In conclusione, DC Crime si presenta come un esperimento ambizioso, capace di distinguersi dai precedenti tentativi di Marvel e DC e di proporre un approccio più sofisticato e maturo. Grazie alla guida di Yacenda e Perrault e all’attenzione di James Gunn alla qualità delle sceneggiature, il progetto potrebbe trasformarsi in un tassello significativo del nuovo corso di DC Studios.
Fonte: Screen Rant
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