Creatori Disney contro l’uso dell’intelligenza artificiale: cresce il boicottaggio di Disney+

Dopo l’annuncio di Bob Iger sull’uso dell’AI su Disney+, creatori come Dana Terrace invitano a cancellare l’abbonamento. Il dibattito sull’intelligenza artificiale divide Hollywood.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Negli ultimi mesi, diversi autori e professionisti legati alla Disney hanno invitato i fan a cancellare l’abbonamento a Disney+, dopo le recenti polemiche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) da parte della compagnia. Il tema della generative AI è diventato uno dei più controversi a Hollywood, dividendo profondamente pubblico e addetti ai lavori tra chi la considera una risorsa innovativa e chi la percepisce come una minaccia al lavoro creativo.

Il progetto di Bob Iger e la polemica sull’AI in Disney+

Le tensioni si sono acuite dopo le dichiarazioni di Bob Iger, CEO di Disney, che durante la call sugli utili del quarto trimestre ha annunciato un progetto inedito per la piattaforma Disney+: presto gli utenti potranno creare brevi video generati dall’intelligenza artificiale direttamente dall’app.

L’iniziativa, concepita per incentivare la creazione di contenuti user-generated, ha scatenato una forte ondata di proteste tra i fan e i creatori, preoccupati per le implicazioni etiche e artistiche di questa scelta.

La risposta dei creatori: “Cancellate l’abbonamento”

Tra le voci più critiche si è distinta Dana Terrace, celebre autrice della serie animata The Owl House. Sul suo profilo X (ex Twitter), la creatrice ha espresso apertamente il proprio dissenso con un messaggio diventato virale:

“Annullate l’iscrizione a Disney+. Piratate Owl House. Non me ne importa. si fotta la Gen AI.”

Terrace, molto amata dai fan, ha lavorato come storyboard artist per Gravity Falls e come regista in alcuni episodi del reboot di DuckTales, prima di creare The Owl House. Dopo aver lasciato Disney nel 2023, ha fondato Glitch Productions, studio d’animazione indipendente noto per progetti come The Amazing Digital Circus.

Anche Christopher Miller, produttore di Spider-Man: Into the Spider-Verse e co-regista di Solo: A Star Wars Story, ha reagito con ironia ma evidente disapprovazione, pubblicando una GIF di Paperino che sbuffa e alza gli occhi al cielo in segno di protesta contro la direzione intrapresa da Disney.

Dall’entusiasmo alla diffidenza: il cambio di rotta su AI

Solo pochi anni fa, Disney aveva mostrato un approccio molto più prudente nei confronti dell’intelligenza artificiale. In un’intervista del 2023 a The Direct, Jeffrey Katzenberg, ex presidente di Walt Disney Studios, aveva previsto che la generative AI avrebbe avuto un impatto profondo su tutte le industrie creative, ma aveva anche sottolineato la necessità di usarla con cautela e responsabilità.

Oggi, quella previsione sembra essersi trasformata in realtà, con la compagnia impegnata in una sperimentazione diretta che molti artisti giudicano pericolosa.

Durante l’incontro con gli investitori, Iger ha ribadito che Disney intende integrare l’AI nella creazione e nel consumo dei contenuti, soprattutto di breve durata. Ha inoltre affermato che la società sta collaborando con aziende specializzate in intelligenza artificiale per tutelare la proprietà intellettuale dei propri marchi.

Tuttavia, il principio stesso della generative AI — basato sull’uso e sulla rielaborazione di enormi quantità di dati, immagini e testi preesistenti — alimenta timori di “plagio digitale” tra artisti e sceneggiatori, che temono di vedere le proprie opere imitate senza consenso né compenso.

I rischi di un modello tecnologico non regolamentato

La controversia va oltre la singola scelta di Disney, toccando un tema più ampio: il confine tra innovazione e rispetto del lavoro creativo.
Molti autori ritengono che l’uso dell’AI nei contenuti generativi rischi di svuotare di valore l’autenticità dell’espressione artistica, minando la sostenibilità delle professioni creative e riducendo il ruolo umano nei processi di produzione.

Nonostante le proteste, Disney sembra intenzionata a proseguire nella propria strategia di integrazione dell’intelligenza artificiale. Le recenti dichiarazioni di Iger indicano che la compagnia vede nell’AI un’opportunità per ampliare la gamma di esperienze offerte agli utenti. Tuttavia, il mercato ha reagito con cautela: dopo l’annuncio, il titolo Disney ha registrato un calo ai minimi degli ultimi sei mesi, segnale che anche gli investitori nutrono dubbi sull’efficacia di questa scelta.

Possibili conseguenze per il futuro di Disney+

Se la tendenza negativa dovesse continuare, il management Disney — incluso Iger — potrebbe essere costretto a rivalutare l’approccio all’intelligenza artificiale, bilanciando l’innovazione con la tutela dei diritti dei creatori. Le pressioni degli azionisti e la crescente disaffezione del pubblico potrebbero spingere la società verso una linea più prudente.

L’uso della generative AI rappresenta oggi uno dei temi più divisivi nell’industria dell’intrattenimento. Da un lato promette di rivoluzionare la produzione audiovisiva; dall’altro solleva interrogativi etici, legali e artistici di enorme portata. La posizione di Disney, a metà strada tra sperimentazione e controversia, potrebbe trasformarsi in un caso di studio per l’intero settore, determinando come l’AI verrà integrata — o regolamentata — nel futuro dello storytelling digitale.

Fonte: thedirect.com

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