Il primo atto di Red Dead Redemption 2 è ricordato per la sua durezza: un inizio immerso nella neve alta, con il giocatore costretto a faticare per ore tra freddo e desolazione. Eppure, secondo quanto rivelato da Dan Houser, cofondatore di Rockstar Games e storico sceneggiatore della saga Grand Theft Auto, quella fase introduttiva avrebbe potuto essere persino più crudele.
Un inizio ancora più oscuro
Durante un’intervista nel Lex Fridman Podcast, Houser ha raccontato che nelle prime versioni della sceneggiatura era prevista una sequenza iniziale molto più drammatica. Il protagonista Arthur Morgan avrebbe dovuto affrontare la morte di un bambino, un evento traumatico che avrebbe inciso profondamente sul tono del gioco e sulla percezione del personaggio.
«C’era una parte all’inizio di RDR2 in cui Arthur aveva un bambino appena morto», ha spiegato Houser, aggiungendo che la scena fu eliminata perché “troppo dura in alcuni aspetti” e rischiava di rendere il protagonista immediatamente antipatico agli occhi dei giocatori.
L’intento originale di Rockstar era quello di presentare Arthur come un uomo emotivamente distante, privo di empatia verso sé stesso e verso chi lo circondava. In questa prima versione, anche il rapporto con la sua compagna sarebbe stato freddo e distaccato, aggravato proprio dalla perdita del loro figlio.
Il personaggio che non è stato
Secondo Houser, l’idea iniziale era quella di costruire un Arthur “molto, molto cattivo” all’inizio della storia, per poi accompagnarlo in un percorso di redenzione più netto e complesso. Il contrasto tra la sua brutalità iniziale e la crescita interiore nel corso del gioco avrebbe reso la sua evoluzione ancora più intensa.
Tuttavia, la squadra di sviluppo scelse infine un approccio più equilibrato, temendo che un personaggio eccessivamente spietato potesse compromettere il coinvolgimento emotivo del pubblico. “Ho pensato che sarebbe stato interessante giocare su quell’aspetto,” ha ricordato Houser, “ma abbiamo capito che sarebbe stato troppo difficile per i giocatori entrare in sintonia con lui fin dall’inizio.”
La versione definitiva: un equilibrio tra durezza e umanità
Nel risultato finale, Arthur Morgan conserva una certa freddezza e durezza di carattere, ma mostra sin da subito sfumature di umanità che lo rendono più accessibile. Questa scelta ha permesso al pubblico di empatizzare con il protagonista, accompagnandolo lungo un arco narrativo credibile e coinvolgente.
Houser ha riconosciuto che la decisione di attenuare il tono iniziale fu anche di natura commerciale: mantenere un personaggio più “giocabile” avrebbe aiutato a rafforzare il legame emotivo con l’utente e a rendere la storia più universale. Nonostante questo compromesso, il cofondatore di Rockstar ha ribadito che “le cose sono andate come dovevano”, lodando l’equilibrio raggiunto tra brutalità e umanità nella versione pubblicata.
Un successo senza precedenti
La scelta narrativa di Rockstar si è rivelata vincente. Red Dead Redemption 2 è oggi considerato uno dei videogiochi più completi e intensi mai realizzati, capace di unire realismo, profondità psicologica e una scrittura di altissimo livello.
Il risultato è stato anche un enorme successo commerciale: con circa 79 milioni di copie vendute, il titolo ha superato Mario Kart 8 diventando il quarto videogioco più venduto di tutti i tempi, confermando il suo status di capolavoro del genere western e pietra miliare nella storia dell’intrattenimento interattivo.







