Giovedì 27 novembre, la Russia ha compiuto un nuovo passo nella sua attività sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con l’attracco riuscito del veicolo Soyuz MS-28 al modulo Rassvet, portando a bordo tre nuovi membri dell’equipaggio. L’evento segna un ulteriore capitolo nella lunga collaborazione internazionale che da oltre due decenni sostiene uno dei progetti scientifici più ambiziosi mai realizzati.
Un arrivo simbolico: due Soyuz fianco a fianco
Il docking della Soyuz MS-28 ha avuto anche un forte valore simbolico. Per la prima volta da mesi, due capsule russe — la Soyuz MS-27 e la Soyuz MS-28 — sono rimaste attraccate contemporaneamente alla ISS. La scena, immortalata in una foto condivisa dall’astronauta giapponese Kimiya Yui (JAXA), mostra le due navette affiancate, un’immagine emblematica della cooperazione tra Roscosmos, NASA e JAXA.
Durante questa fase di rotazione, la presenza temporanea di dieci astronauti a bordo ha reso la vita sulla stazione particolarmente dinamica, tra esperimenti, manutenzione e scambi operativi.
I nuovi arrivati del Soyuz MS-28
A bordo della Soyuz MS-28 vi erano il cosmonauta russo Sergey Kud-Sverchkov, già veterano di precedenti missioni, e due astronauti della NASA, Chris Williams e Jonny Kim. I tre trascorreranno circa otto mesi nello spazio, contribuendo alle attività della Expedition 73.
Nel frattempo, gli equipaggi di MS-27 e Dragon Endeavour stanno completando la fase di transizione e di addestramento incrociato, un processo fondamentale per garantire la continuità delle operazioni scientifiche e di manutenzione.
Scienza in orbita: cuore e materiali in microgravità
Tra gli esperimenti più recenti a bordo della ISS spiccano quelli legati alla biomedicina e ai materiali avanzati.
L’astronauta Zena Cardman ha utilizzato un’ecografia portatile per monitorare il cuore di Jonny Kim, contribuendo a uno studio sull’adattamento cardiovascolare in condizioni di microgravità. I dati raccolti serviranno per migliorare la preparazione degli astronauti alle missioni di lunga durata, come quelle verso la Luna e Marte.
In parallelo, Mike Fincke ha impiegato un microscopio a fluorescenza per analizzare il comportamento di particelle sospese nei fluidi, una ricerca che potrebbe avere applicazioni nella progettazione di materiali ottici più efficienti e in tecnologie ambientali avanzate.
Manutenzione e logistica: il ruolo della Cygnus e delle navette cargo
La giornata dell’aggancio è stata preceduta da un complesso lavoro di logistica orbitale. Per accogliere la Soyuz MS-28, il cargo Cygnus XL S.S. William C. “Willie” McCool della Northrop Grumman è stato temporaneamente spostato utilizzando il braccio robotico Canadarm2, così da liberare spazio di manovra.
Durante le operazioni, Zena Cardman ha condiviso un momento di leggerezza mostrando alcuni pannelli di copertura delle attrezzature, una parentesi simpatica in una giornata di intenso lavoro.
“Per prepararci all’arrivo della Soyuz MS-28 abbiamo dovuto spostare temporaneamente il Cygnus XL,” ha spiegato un membro dell’equipaggio, sottolineando la precisione e il coordinamento necessari per operazioni di questo tipo.
Un equipaggio internazionale di dieci membri
Attualmente, la Stazione Spaziale Internazionale ospita dieci persone:
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i cosmonauti russi Oleg Platonov, Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev;
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gli astronauti della NASA Zena Cardman, Mike Fincke, Jonny Kim e Chris Williams.
Tre veicoli con equipaggio sono attualmente attraccati alla ISS:
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la Dragon Endeavour di SpaceX, collegata al modulo Harmony;
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la Soyuz MS-27, agganciata al nodo Prichal;
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la Soyuz MS-28, appena arrivata al Rassvet.
A questi si aggiungono quattro navette cargo — i Progress russi, il Cygnus di Northrop Grumman e l’HTV-X1 giapponese — che forniscono rifornimenti, esperimenti e strumenti di ricerca.
La ISS: un simbolo di cooperazione e resistenza
A oltre 25 anni dalla sua prima occupazione, la Stazione Spaziale Internazionale continua a essere una piattaforma unica per la ricerca scientifica e la collaborazione globale. In un contesto geopolitico sempre più complesso, la ISS rimane uno dei pochi luoghi in cui scienziati e astronauti di diverse nazioni lavorano fianco a fianco, spinti dal comune obiettivo di espandere la conoscenza e la presenza umana nello spazio.
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