Dopo Morbius, Jared Leto torna a fare i conti con un nuovo insuccesso cinematografico. Il suo ultimo progetto, Tron: Ares, sequel targato Disney del film Tron: Legacy (2010), si sta rivelando un deludente fiasco al botteghino, con incassi inferiori alle aspettative e un’accoglienza tiepida sia dal pubblico che dalla critica. Un risultato che potrebbe avere ripercussioni pesanti sul futuro del franchise e sulla carriera dell’attore.
Un risultato commerciale deludente per Disney
Secondo gli ultimi dati disponibili, Tron: Ares ha totalizzato circa 134,6 milioni di dollari a livello globale, con 68,4 milioni provenienti dal mercato statunitense e 66,2 milioni dagli incassi internazionali. Nel suo quarto fine settimana di programmazione all’estero, il film ha raccolto appena 2,8 milioni di dollari, registrando un calo del 55,5% rispetto alla settimana precedente.
Le proiezioni indicano che il film potrebbe chiudere la sua corsa intorno ai 150 milioni di dollari, una cifra inferiore persino ai 167,5 milioni raggiunti da Morbius nel 2022, considerato uno dei peggiori flop del cinema superheroico recente. Un dato ancor più preoccupante per Disney, soprattutto alla luce delle performance deludenti dei suoi titoli Marvel del 2025, che hanno già lasciato segni profondi nei bilanci dello studio.
Effetti visivi convincenti, ma trama debole
Le recensioni sottolineano che Tron: Ares vanta effetti speciali spettacolari e sequenze d’azione ben realizzate, ma viene penalizzato da una trama poco incisiva e da personaggi privi di profondità. L’ambientazione futuristica, pur visivamente accattivante, non è riuscita a generare la stessa curiosità o entusiasmo dei capitoli precedenti.
Il film, diretto da Joachim Rønning, vede Jared Leto nei panni di Ares, affiancato da Greta Lee, Evan Peters, Jodie Turner-Smith e dal ritorno di Jeff Bridges nel ruolo di Kevin Flynn. La storia riprende la rivalità tra ENCOM e Dillinger Systems, introducendo nel mondo reale un programma digitale evoluto, Ares, che mette alla prova il fragile equilibrio tra tecnologia e umanità.
Il peso della reputazione di Jared Leto
Negli ultimi anni, Jared Leto ha accumulato una serie di progetti accolti con scarso entusiasmo, contribuendo a minare la fiducia degli studios nel suo potenziale commerciale. La sua interpretazione del Joker nel DC Extended Universe è ricordata come una delle meno riuscite, tanto da essere rapidamente accantonata nelle produzioni successive della Warner Bros.
Anche nel contesto del Sony’s Spider-Man Universe, Leto non è riuscito a lasciare un segno positivo: Morbius è stato criticato per la sceneggiatura debole e la mancanza di carisma, divenendo persino oggetto di ironia sui social. Le uscite successive come Madame Web e Kraven the Hunter hanno confermato la crisi di questo universo spin-off, segnando una fase di chiusura per i progetti legati all’Uomo Ragno.
Un futuro incerto per il franchise Tron
L’insuccesso di Tron: Ares potrebbe compromettere i piani di rilancio del franchise. Secondo alcuni osservatori, il film funziona più come un’estensione promozionale delle attrazioni a tema Tron nei parchi Disney (a Walt Disney World e Shanghai Disneyland) che come un progetto cinematografico autonomo.
Sebbene il finale lasci aperta la possibilità di un seguito, la scarsa risposta del pubblico mette in dubbio la sostenibilità di ulteriori capitoli. Disney, già alle prese con la ridefinizione delle proprie strategie produttive, potrebbe infatti ridimensionare gli investimenti legati al marchio.
Tra alti e bassi, un attore controverso
Nonostante le difficoltà recenti, la carriera di Jared Leto non può essere liquidata come un fallimento. L’attore aveva conquistato il plauso della critica con l’Oscar come miglior attore non protagonista per Dallas Buyers Club (2013) e aveva preso parte a produzioni di rilievo come Blade Runner 2049. Tuttavia, la sua immagine oggi è associata più ai progetti divisivi e ai risultati altalenanti che ai successi.
La sfida per Leto, e forse per Disney stessa, sarà capire se esista ancora spazio per una rinascita cinematografica di Tron o se il marchio debba rimanere confinato nel mondo dei parchi e dei ricordi nostalgici degli anni ’80.






