Trump valuta una causa miliardaria contro la BBC per il montaggio alterato di un suo discorso

Donald Trump valuta una causa miliardaria contro la BBC per un montaggio ritenuto fuorviante di un discorso del 2021. L’emittente si è scusata, ma esclude risarcimenti.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Nelle prime ore di venerdì 14 novembre 2025, durante il viaggio a bordo dell’Air Force One, Donald Trump ha annunciato l’intenzione di avviare una causa civile contro la BBC, con una richiesta di risarcimento compresa tra 1 e 5 miliardi di dollari. La decisione nasce da un caso legato a una versione modificata di un suo discorso del 6 gennaio 2021, inserita in un documentario della trasmissione Panorama. Il montaggio, ritenuto fuorviante, avrebbe a suo dire compromesso in modo significativo la sua reputazione.

Sebbene la BBC abbia presentato pubbliche scuse per l’errore, l’ex presidente americano ha ribadito ai giornalisti che intende comunque procedere: “La faremo causa per importi compresi tra 1 e 5 miliardi di dollari, probabilmente già dalla prossima settimana”. Trump ha aggiunto di considerarsi “obbligato” ad agire, sostenendo che il montaggio avrebbe alterato “le parole realmente pronunciate”.

La posizione ufficiale della BBC

Il 13 novembre 2025 Samir Shah, presidente del Consiglio di amministrazione della BBC, ha diffuso una dichiarazione in cui si è assunto la responsabilità dell’accaduto. Shah ha spiegato che il montaggio aveva creato “l’impressione che Trump stesse incitando alla violenza” e ha garantito che quella versione del documentario non sarà più trasmessa su alcuna piattaforma dell’emittente.

Nel testo ufficiale si legge: “Confermiamo che il nostro montaggio ha involontariamente creato l’impressione che si trattasse di una singola sequenza continua del discorso, quando in realtà si trattava di estratti tratti da vari momenti diversi, dando così l’errata percezione che il presidente Trump avesse fatto un appello diretto a un’azione violenta”.

La dichiarazione si conclude con nuove scuse formali: “La BBC desidera scusarsi con il presidente Trump per questo errore di giudizio. Questa trasmissione non è stata programmata per essere riproposta e non sarà più trasmessa in questa forma su alcuna piattaforma della BBC”.

Nessun risarcimento previsto dall’emittente britannica

Pur avendo ammesso la responsabilità del montaggio errato, la BBC ha contestato la piena fondatezza di una causa per diffamazione. Secondo l’emittente, le scuse ufficiali e la rimozione del contenuto rappresentano un intervento “adeguato e proporzionato”. La società ha chiarito che non intende corrispondere alcun risarcimento economico a Trump e che, in ogni caso, considera conclusa la questione dal punto di vista editoriale.

Questa posizione apre un nuovo fronte di tensione con l’ex presidente, che sostiene invece di aver subito un danno significativo e quantificabile in termini di immagine pubblica.

Le dimissioni ai vertici della BBC

La vicenda ha avuto conseguenze rilevanti anche a livello interno. Subito dopo la diffusione del caso, si sono dimessi due dirigenti di primo piano: Tim Davie, direttore generale in carica da oltre vent’anni, e Deborah Turness, responsabile dell’area news. Le loro dimissioni sono arrivate nel breve arco di tempo successivo alla reazione di Trump, segnalando l’impatto che l’episodio ha avuto sulla governance dell’emittente.

Un caso che riaccende il dibattito sul ruolo dei media

L’incidente legato a Panorama si inserisce in un quadro più ampio di tensioni ricorrenti tra Trump e le principali istituzioni mediatiche occidentali. La controversia richiama in superficie temi già discussi negli ultimi anni: la responsabilità editoriale nell’uso di materiali sensibili, i limiti dell’interpretazione giornalistica e la tutela delle figure pubbliche da rappresentazioni potenzialmente distorte.

Il caso potrebbe avere implicazioni significative non solo per la BBC, ma per il settore mediatico internazionale. Eventuali sviluppi giudiziari, infatti, potrebbero diventare un precedente nel dibattito su libertà di stampa, gestione delle fonti e correttezza dei montaggi audiovisivi. Per gli osservatori, si tratta di un nuovo segnale della crescente attenzione rivolta ai contenuti audiovisivi, soprattutto quando riguardano figure politiche di primo piano.

Media, politica e responsabilità editoriale

L’episodio mostra anche come l’intero comparto televisivo sia sempre più esposto a un controllo rigoroso, sia sul piano etico sia su quello legale. Errori di montaggio, anche se accidentali, possono generare effetti profondi, soprattutto quando inseriti in contesti politicamente delicati. La BBC ha confermato la volontà di mantenere standard elevati di trasparenza e imparzialità, dichiarandosi pronta ad affrontare eventuali sviluppi legali.

Nel frattempo, Trump appare deciso ad andare avanti con la sua azione, convinto che l’errore abbia influito sulla percezione del pubblico nei suoi confronti. Resta ora da capire se alla minaccia seguirà un procedimento formale e quali potrebbero essere le ripercussioni per i rapporti tra il politico statunitense e una delle emittenti pubbliche più influenti del mondo.

Fonte: screenrant.com

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