Nel pieno delle recenti ondate di licenziamenti che hanno interessato Paramount, anche una delle sue serie di punta subisce un duro contraccolpo. Tulsa King, il crime drama ideato da Taylor Sheridan e interpretato da Sylvester Stallone, ha perso 26 membri del suo staff su circa 600, tra cui la storica controfigura dell’attore protagonista.
Licenziamenti a sorpresa prima dell’inizio delle riprese
Come riportato da Deadline, numerosi componenti del cast tecnico e artistico della serie sono stati invitati a non tornare sul set, a poche settimane dall’avvio della produzione della quarta stagione. Una decisione inattesa che, secondo le fonti, Paramount non avrebbe intenzione di compensare con nuove assunzioni, alimentando così le preoccupazioni sulla stabilità del progetto.
Tra i ruoli coinvolti figurano operatori di camera, tecnici di trucco e parrucco, addetti al trasporto, controfigure, personale del casting e altri collaboratori. Tutti i professionisti interessati, riferisce Deadline, avevano ricevuto rassicurazioni dopo il rinnovo della serie per altre due stagioni, con la promessa di una continuità lavorativa che ora viene bruscamente interrotta.

L’addio di Freddie Poole, storico collaboratore di Stallone
Tra i nomi più noti tra i licenziati c’è quello di Freddie Poole, controfigura e coordinatore stunt di Stallone, che avrebbe appreso la notizia poche settimane prima delle riprese. Poole, con oltre dieci anni di collaborazione con l’attore e trent’anni di esperienza nel settore, si è detto profondamente deluso dall’accaduto.
Paramount avrebbe motivato l’esclusione per “ragioni creative”, offrendo a Poole un ruolo alternativo come doppio fotografico di scena. L’artista ha però rifiutato la proposta, preferendo lasciare lo studio. In una dichiarazione riportata da Deadline, Poole ha commentato:
«Ho trent’anni di esperienza in questo settore, ho lavorato in molti show per più stagioni, e non ho mai assistito a un turnover di questa portata».
Le sue parole evidenziano il malcontento diffuso che attraversa l’industria audiovisiva, sempre più segnata da tagli, instabilità e ristrutturazioni improvvise.
Paramount tra efficienza e tensioni interne
La decisione di ridurre il personale di Tulsa King, nonostante il buon riscontro della serie, sembra inserirsi in una più ampia strategia di razionalizzazione dei costi da parte di Paramount. L’obiettivo, spiegano fonti vicine alla produzione, sarebbe quello di rendere i progetti più sostenibili in una fase di riorganizzazione aziendale, ma il rischio è quello di compromettere il clima di fiducia tra gli addetti ai lavori.
I licenziamenti arrivano in un momento delicato anche per Taylor Sheridan, che secondo diversi report lascerà Paramount al termine del suo attuale contratto per un nuovo accordo pluriennale con NBCUniversal, legato a produzioni televisive e cinematografiche di alto profilo. La notizia, unita ai tagli sul set, ha accentuato i timori su un possibile ridimensionamento del franchise.
Le incognite sul futuro della serie
Secondo Deadline, le recenti decisioni della major potrebbero preludere a un ripensamento generale sul destino di Tulsa King, non solo dal punto di vista produttivo ma anche narrativo. Dopo un esordio accolto positivamente da pubblico e critica, la serie potrebbe trovarsi ora di fronte a una fase di transizione, con potenziali ripercussioni sulla qualità complessiva delle prossime stagioni.
La situazione riflette le tensioni crescenti dell’industria dell’intrattenimento, dove la ricerca di efficienza economica si scontra sempre più spesso con la necessità di tutelare professionalità e continuità creativa. La vicenda di Freddie Poole e degli altri membri licenziati diventa così un simbolo di questa fragilità strutturale, mettendo in discussione la gestione delle produzioni di successo in un periodo di profondo cambiamento.
Fonte: Screen Rant


