Il film Wicked: For Good si chiude con una scena che ha lasciato molti spettatori sorpresi e perplessi: Glinda ignora che Elphaba sia ancora viva, e questa scelta narrativa ha sollevato numerose domande tra i fan del mondo di Oz. Dopo le ottime recensioni iniziali, il sequel punta ad approfondire la storia delle due streghe, rivelando retroscena inediti ambientati nel 1937, sullo sfondo degli eventi de Il Mago di Oz.
ATTENZIONE: quanto segue contiene spoiler sul film Wicked: For Good.
Il finale e il destino di Elphaba
Nel finale, Cynthia Erivo interpreta un’Elphaba Thropp apparentemente destinata alla morte: dopo che Dorothy Gale le rovescia addosso un secchio d’acqua, la Strega dell’Ovest sembra sciogliersi completamente, proprio come accadeva nel classico Il Mago di Oz.
Glinda assiste alla scena nascosta dietro una porta, distrutta dal dolore dopo aver salutato l’amica con un ultimo, toccante addio. Tuttavia, quando la giovane maga assume il ruolo di guida di Oz, la verità viene svelata: Elphaba è viva. Attraverso una botola segreta, riemerge e fugge con l’aiuto di Fiyero, che l’ha protetta orchestrando la falsa morte per sottrarla all’ira dei cittadini.

Il significato dietro la menzogna
Il film, ispirato al secondo atto del musical Wicked di Broadway e sequel del film del 2024, propone una narrazione più intima e psicologica. Accanto a Erivo, il cast include Ariana Grande, Jeff Goldblum, Michelle Yeoh e Jonathan Bailey, in un racconto che esplora la trasformazione delle due protagoniste nelle figure leggendarie di “Glinda la buona” e della “Strega dell’Ovest malvagia”.
Ma perché Glinda non deve sapere che Elphaba è sopravvissuta? Il film non lo spiega esplicitamente, e questa scelta alimenta diverse interpretazioni. Nel musical originale, Fiyero — destinato a diventare il Boscaiolo de Il Mago di Oz — decide di tenere Glinda all’oscuro per proteggere la fuga di Elphaba, temendo che la sua conoscenza della verità potesse compromettere la loro sicurezza.
Alcuni spettatori hanno ipotizzato che la decisione derivi dal timore che Glinda, mossa dall’affetto, avrebbe potuto tentare di ritrovarla o, involontariamente, svelare il nascondiglio dell’amica. Il film, pur non affrontando direttamente la questione, sembra suggerire la stessa logica del musical: il silenzio come atto d’amore e di protezione.
Il simbolismo del Grimmerie
Una chiave di lettura alternativa si concentra sul Grimmerie, il libro magico di Elphaba. Nel climax finale, Glinda riesce ad aprirlo, un gesto impossibile fino a quel momento perché riservato solo a una vera strega. Questo dettaglio potrebbe alludere al fatto che Elphaba abbia trasferito parte del proprio potere all’amica, lasciandole un frammento della sua magia e un segno tangibile della propria esistenza.
In questo senso, il Grimmerie diventa simbolo della continuità tra le due, un legame che sopravvive alla distanza e alla separazione fisica. Elphaba non muore davvero: semplicemente scompare per vivere nell’ombra, mentre la sua eredità magica continua attraverso Glinda.
Un’amicizia oltre il bene e il male
Al di là delle interpretazioni, Wicked: For Good conferma la forza del rapporto tra le due streghe. La loro amicizia, segnata da opposti ideali e destini divergenti, rimane il cuore emotivo della storia. Dalla Shiz University fino agli eventi che cambieranno il destino di Oz, Glinda ed Elphaba rappresentano due volti della stessa magia: quella del coraggio, del sacrificio e dell’amore incondizionato.
In definitiva, il film sceglie di lasciare aperta la questione della sopravvivenza di Elphaba, mantenendo un alone di mistero che rafforza il mito delle due streghe di Oz. La decisione di Glinda di tacere — o forse di fingere di non sapere — aggiunge una sfumatura malinconica e poetica a una storia che continua a incantare il pubblico.






