Alexandra Breckenridge chiarisce la verità sulla scena musicale di My Secret Santa

Alexandra Breckenridge rivela che la voce nella scena musicale di My Secret Santa non è la sua. L’attrice spiega le difficoltà delle riprese al freddo e il ricorso al doppiatore.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

In My Secret Santa, nuova commedia romantica natalizia disponibile su Netflix per il 2025, Alexandra Breckenridge interpreta Taylor Jacobson, una donna alle prese con le difficoltà quotidiane che, per aiutare la madre, accetta di vestire i panni di Babbo Natale in un prestigioso hotel. L’obiettivo iniziale è ottenere lezioni di snowboard per la figlia, ma l’incarico si trasforma presto in un’avventura ricca di imprevisti e in un legame sempre più stretto con il manager dell’albergo, Matthew Layne, interpretato da Ryan Eggold.

Nel corso del film, la protagonista si ritrova a vivere un momento centrale della narrazione: una performance musicale sul palco in cui canta e suona la chitarra sulle note di Run Rudolph Run, celebre brano di Chuck Berry. La scena, caratterizzata da un’energia contagiosa, ha subito suscitato curiosità tra gli spettatori, spingendo molti a chiedersi se la voce ascoltata fosse realmente quella di Breckenridge o se la produzione avesse optato per un sostituto vocale.

La domanda ha trovato risposta direttamente nell’attrice. In un’intervista concessa a US Magazine, Breckenridge ha chiarito senza esitazioni: “Non è la mia voce.” L’attrice ha raccontato di aver valutato la possibilità di cantare personalmente il brano, ma ha ammesso anche una certa titubanza: “Mi faceva più paura cantare che vestirmi da Babbo Natale.” Un’affermazione che sottolinea quanto la scena fosse impegnativa per lei, nonostante il ruolo già prevedesse situazioni decisamente insolite e comiche.

La preparazione della scena e il peso del freddo sul set

Pur non avendo interpretato la parte vocale, Breckenridge ha suonato la chitarra dal vivo, un dettaglio che ha voluto rimarcare nell’intervista. La sequenza, girata in una località sciistica della British Columbia, è stata resa più complessa dal clima rigido. “Durante le riprese, il freddo era così intenso che non riuscivo quasi a muovere le dita,” ha raccontato, spiegando come l’esecuzione della canzone fosse sorprendentemente difficile anche per la sua estensione musicale. L’attrice ha ricordato di aver suonato la chitarra in passato, pur ammettendo che la temperatura estrema avesse complicato ogni gesto.

Il coinvolgimento personale nella preparazione della scena non si è limitato all’aspetto strumentale. Breckenridge ha descritto l’attesa prima delle riprese come un momento di forte tensione emotiva. A WTHR News, ha confessato: “Ero decisamente un fascio di nervi.” La scena musicale, ha spiegato, rivestiva per lei un’importanza particolare: desiderava offrire un’interpretazione convincente di Taylor nelle vesti di Babbo Natale, ponendo grande attenzione alla voce, alla postura e alle sfumature espressive richieste.

Playback, doppiaggio e ricostruzione della performance

In realtà, ciò che il pubblico ascolta durante la performance non è il canto dell’attrice. La produzione ha utilizzato un doppiatore vocale, accompagnato da un sincronismo labiale accurato affinché la scena risultasse credibile e perfettamente integrata nel racconto. Il ricorso al playback, in questo caso, non è legato a una mancanza di capacità da parte di Breckenridge, ma alle difficoltà tecniche di girare sotto temperature rigide e alla necessità di garantire una resa sonora ottimale per un momento chiave della storia.

Breckenridge ha comunque partecipato attivamente alle prove e ha collaborato con un musicista esperto presente sul set, confermando il suo impegno nella costruzione della scena. Il risultato finale, come suggerito dall’attrice, è il frutto di un’attenzione ai dettagli più che di una vera esibizione dal vivo.

Alexandra Breckenridge chiarisce la verità sulla scena musicale di My Secret Santa

Una scena costruita come elemento narrativo, non come prova canora

L’efficacia della sequenza deriva anche dalla sua funzione narrativa all’interno di My Secret Santa. Il momento musicale non è pensato per esaltare le qualità canore dell’interprete, ma per arricchire il percorso emotivo della protagonista e dare una sfumatura in più al suo rapporto con gli altri personaggi. La scelta di ricorrere a un doppiatore non compromette dunque la resa complessiva, che rimane coerente con il tono della pellicola: un intreccio di humor, romanticismo e atmosfere festive.

La star di Virgin River ha spiegato di aver vissuto la scena come una sfida personale, apprezzandone comunque la dimensione creativa e la possibilità di cimentarsi in un contesto diverso dal solito. Anche senza cantare dal vivo, il suo contributo alla performance resta evidente nella gestualità, nella presenza scenica e nella capacità di trasmettere il coinvolgimento emotivo richiesto dalla storia.

In chiusura, My Secret Santa si conferma una commedia romantica natalizia che punta su un equilibrio tra scenografia curata, momenti di leggerezza e un uso calibrato della musica come elemento narrativo. La rivelazione di Breckenridge sul doppiaggio vocale mette in luce come, nel cinema, molte sequenze musicali siano costruite attraverso una combinazione di tecniche di montaggio, sincronizzazione e interpretazione, offrendo così allo spettatore un risultato armonioso e coinvolgente.

Alexandra Breckenridge chiarisce la verità sulla scena musicale di My Secret Santa
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