Negli ultimi giorni Larian Studios, team noto soprattutto per Baldur’s Gate 3, è finita al centro dell’attenzione per alcune dichiarazioni legate all’impiego dell’intelligenza artificiale nello sviluppo del prossimo capitolo della saga Divinity. Le parole dello studio hanno innescato un confronto acceso all’interno della community videoludica, tra curiosità, timori e prese di posizione molto diverse tra loro.
L’uso dell’AI secondo Larian Studios
Larian ha chiarito di utilizzare l’intelligenza artificiale solo in fasi preliminari del lavoro, in particolare per la realizzazione di concept art e testi placeholder. Si tratta quindi di materiali temporanei, utili a esplorare idee e direzioni creative, ma destinati a essere completamente sostituiti da contenuti realizzati dagli sviluppatori e dagli artisti del team.
Lo studio ha inoltre sottolineato che nessun elemento generato dall’AI sarà presente nel prodotto finale, ribadendo l’importanza di preservare l’identità creativa, l’originalità e la qualità che hanno sempre contraddistinto i suoi giochi. Una precisazione che, nelle intenzioni di Larian, dovrebbe mettere al riparo da equivoci sul ruolo effettivo di questa tecnologia nel processo produttivo.
Le reazioni della community e le prime polemiche
Nonostante le rassicurazioni, le dichiarazioni hanno suscitato reazioni contrastanti. Una parte del pubblico ha riconosciuto nell’AI un possibile strumento di supporto, capace di velocizzare alcune fasi di sviluppo senza intaccare la componente artistica. Altri, invece, hanno espresso forti perplessità, sollevando dubbi di natura etica e creativa e temendo una progressiva automatizzazione a scapito del lavoro umano.
Il confronto, in alcuni casi, ha assunto toni particolarmente accesi, trasformandosi in una vera e propria polemica che ha spinto alcune figure di spicco del settore a intervenire pubblicamente.
Robert Kuntz prende posizione a favore di Larian
Tra le voci più autorevoli emerse nel dibattito spicca quella di Robert Kuntz, cofondatore di Dungeons & Dragons e figura storica del gioco di ruolo. Kuntz ha pubblicato un tweet in cui invita fan e appassionati a moderare i toni e a riflettere sul lavoro quotidiano di chi opera nell’industria videoludica.
Nel suo intervento, Kuntz ha suggerito che “forse sarebbe opportuno alleggerire il giudizio” nei confronti dei professionisti del settore, sottolineando l’impegno e la passione che animano sviluppatori e creativi. Ha inoltre espresso il proprio sostegno a Swen Vincke, CEO di Larian Studios, augurando successo allo studio e criticando l’atteggiamento di chi tende a trattare i creatori come figure estranee o distanti dalla community.
Le critiche definite “rage bait”
In un secondo tweet, più articolato, Kuntz ha descritto le accuse rivolte a Larian come forme di “rage bait”, etichettandole come esempi di “bad actor syndrome”, un’espressione utilizzata per indicare comportamenti deliberatamente provocatori o distruttivi.
Secondo Kuntz, la community legata agli RPG e a D&D dovrebbe mostrare maggiore rispetto e riconoscenza verso chi lavora per creare i mondi e le esperienze che i giocatori amano. Il suo appello è rivolto a un confronto più civile, capace di distinguere tra critiche legittime e attacchi pretestuosi.
Le precisazioni di Swen Vincke
Anche Swen Vincke è tornato sull’argomento, riconoscendo che il tema dell’intelligenza artificiale suscita reazioni emotive molto forti. Il CEO di Larian ha spiegato che, in alcune occasioni, “molto si è perso nella traduzione” delle sue dichiarazioni precedenti, contribuendo a generare incomprensioni.
Vincke ha ribadito che l’AI viene considerata esclusivamente come uno strumento di supporto, utile alla sperimentazione e all’innovazione, ma mai come un mezzo per sostituire la creatività umana. Proprio per fare chiarezza, Larian ha annunciato l’intenzione di organizzare una sessione AMA (Ask Me Anything), con l’obiettivo di spiegare nel dettaglio i propri metodi di lavoro e ridurre le preoccupazioni della community.
Un tema centrale per il futuro del settore
Il dibattito sull’AI non riguarda solo Larian Studios. Diverse voci dell’industria sostengono che questa tecnologia potrebbe incidere profondamente sui modelli di sviluppo tradizionali, arrivando persino a mettere in crisi alcuni grandi publisher. Altri sviluppatori, come il responsabile di Kingdom Come: Deliverance 2, hanno espresso una visione più ottimista, ipotizzando che l’AI possa consentire la creazione di giochi ambiziosi con tempi ridotti e team più snelli, recuperando una dimensione produttiva più basata su creatività ed efficienza.
In un contesto così polarizzato, il confronto tra entusiasmo e timori resta aperto. La sfida, per community e professionisti, sarà quella di alimentare un dialogo equilibrato, capace di valutare con lucidità tanto le opportunità quanto i rischi legati all’innovazione tecnologica.







