L’universo narrativo di Mad Men custodisce più legami con Star Trek di quanto si possa immaginare. La serie di Matthew Weiner, oggi disponibile in streaming in formato 4K su HBO Max, continua a essere apprezzata non solo per la sua capacità di ritrarre l’America pubblicitaria degli anni ’60, ma anche per una rete di connessioni sorprendenti con il celebre franchise creato da Gene Roddenberry. Tra attori che hanno attraversato entrambi i mondi e curiosi rimandi culturali, le due produzioni rivelano un dialogo inatteso ma estremamente affascinante.
Due serie simbolo, divise dal tempo ma unite dal contesto culturale
La storia di Mad Men si svolge tra il 1959 e il 1969, proprio negli anni che precedono e accompagnano il debutto della Star Trek originale, trasmessa su NBC dal 1966 al 1969. Le due serie, pur diversissime, condividono quindi un medesimo orizzonte culturale: quello di un’America in fermento, attraversata da cambiamenti sociali e tecnologici che avrebbero ridefinito l’immaginario collettivo.
Sul piano produttivo, invece, il rapporto si inverte. Mad Men è stata realizzata tra il 2007 e il 2015, proprio in un periodo di lungo silenzio per il franchise di Star Trek, rimasto senza nuove serie dopo la cancellazione di Star Trek: Enterprise nel 2005. L’universo Trek sarebbe tornato sul piccolo schermo soltanto nel 2017, con l’arrivo di Star Trek: Discovery. Questa pausa alimentò l’interesse verso ogni possibile connessione tra i due mondi, spingendo fan e critici a osservare con maggiore attenzione gli incroci tra cast e produzione.
Attori in rotta tra Sterling Cooper e l’Enterprise
Mark Moses: da Duck Phillips al padre di un capitano
Uno dei collegamenti più evidenti riguarda Mark Moses, interprete di Herman “Duck” Phillips in Mad Men. Prima di approdare nel mondo della pubblicità newyorkese, Moses aveva partecipato all’episodio d’apertura di Star Trek: Enterprise, interpretando Henry Archer, padre del capitano Jonathan Archer. La sua presenza in Enterprise risale al 2001, mentre in Mad Men arriva nel 2007, configurando un passaggio diretto da un universo all’altro.
Deborah Lacey: da casa Draper a Deep Space Nine
Deborah Lacey, che in Mad Men interpretava Carla, la governante della famiglia Draper, è ricordata anche per il ruolo di Sarah Sisko, madre del capitano Benjamin Sisko, in Star Trek: Deep Space Nine. Una presenza discreta ma significativa, capace di attraversare due serie profondamente radicate in tradizioni narrative molto diverse.
Denise Crosby: un volto iconico della Next Generation
Denise Crosby appare brevemente nella seconda stagione di Mad Men nel ruolo di Gertie, ma la sua notorietà deriva soprattutto da Star Trek: The Next Generation, dove interpretò Tasha Yar e, successivamente, Sela, personaggio metà romulano. Un percorso che dimostra quanto spesso gli interpreti di Star Trek abbiano contribuito anche ad altre produzioni televisive di prestigio.
Peyton List: tra gli uffici della Sterling Cooper e la Flotta Stellare
Peyton List, Jane Siegel in Mad Men, è apparsa anche in Star Trek: Picard, dove ha interpretato Narissa, operativa romulana infiltrata nella Starfleet. Il suo ruolo nel franchise Trek testimonia la continuità tra due universi che, pur lontani per tono e genere, condividono un terreno comune nel panorama della serialità.
Altri interpreti tra i due mondi
L’elenco dei collegamenti si estende con:
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Patrick Fischler, Jimmy Barrett in Mad Men e Mercer in Star Trek: Enterprise.
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Vaughn Armstrong, CEO in un episodio di Mad Men e presenza costante in Enterprise nel ruolo dell’ammiraglio Maxwell Forrest.
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Aaron Stanford, HoHo nella serie di Weiner e Sneed in Star Trek: Picard.
Queste presenze confermano come Star Trek continui ad attrarre interpreti attivi in diverse produzioni di alto profilo.
Tra realtà e finzione: il caso Paul Kinsey
Un collegamento curioso emerge anche a livello metanarrativo: Paul Kinsey, personaggio interpretato da Michael Gladis in Mad Men, nella storia della serie sogna una carriera nella fantascienza. È noto che, nella realtà, Gladis scrisse effettivamente una sceneggiatura intitolata The Negron Complex, sperando che potesse essere valutata per una delle stagioni di Star Trek. Un dettaglio che rafforza ulteriormente l’intreccio culturale tra i due mondi.
Bruce Greenwood: dal ponte dell’Enterprise agli anni ’60 di New York
Un esempio significativo arriva anche dal cinema. Bruce Greenwood, interprete del capitano Christopher Pike nei film di Star Trek diretti da J.J. Abrams, compare in Mad Men nei panni di Richard Burghoff, uomo d’affari legato sentimentalmente a Joan Harris. La sua presenza in entrambe le produzioni dimostra come molti attori abbiano attraversato i confini di franchise diversissimi, contribuendo a mantenerli entrambi parte della cultura pop contemporanea.
Due universi, un immaginario condiviso
Se Mad Men esplora le trasformazioni sociali e culturali degli anni ’60, Star Trek immagina il futuro possibile che potrebbe nascere proprio da quel decennio. Entrambe le serie, pur lontane per genere e stile, condividono una visione del mondo costruita attraverso personaggi complessi e idee fortemente radicate nel loro tempo. Il continuo intreccio di interpreti e riferimenti dimostra come, a distanza di decenni, queste produzioni continuino a dialogare e a influenzarsi reciprocamente.
Fonte: screenrant.com
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