Meta valuta un aumento dei prezzi dei visori Quest: possibile cambio di strategia per la VR

Meta valuta un aumento dei prezzi dei visori Quest per compensare i costi in crescita e rivedere la strategia VR, puntando su maggiore sostenibilità e cicli hardware più lunghi.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Meta starebbe pianificando un aumento dei prezzi dei propri visori VR, secondo quanto emerge da un promemoria interno diffuso all’inizio di dicembre. La mossa rientrerebbe in una più ampia revisione strategica pensata per compensare l’aumento dei costi di produzione e delle tariffe, oltre a garantire una maggiore sostenibilità economica nel lungo periodo. Allo stesso tempo, l’azienda potrebbe posticipare la dismissione delle linee Quest 3 e Quest 3S, inizialmente prevista in tempi più ravvicinati.

Come riportato da Business Insider, il memo, datato 4 dicembre, è firmato da Gabriel Aul e Ryan Cairns, due dirigenti di primo piano della divisione metaverso di Meta. Nel documento si parla esplicitamente di un “cambio di strategia” per l’hardware VR, che includerebbe possibili incrementi di prezzo e una gestione più prudente del ciclo di vita dei dispositivi attualmente in commercio.

Costi in aumento e nuovo approccio all’hardware

Nel promemoria, visionato al momento solo da Business Insider, i dirigenti spiegano che Meta sta affrontando una crescita delle spese legate a tariffe doganali, sussidi e costi di produzione, fattori che rendono necessario un ripensamento del modello economico. L’obiettivo è mantenere una presenza più duratura dei modelli attuali sul mercato, evitando una rotazione troppo rapida dell’hardware.

Parallelamente, l’azienda intende rallentare il ritmo di rilascio di nuovi visori, concentrandosi maggiormente sul miglioramento delle esperienze software, così da allineare la qualità dei contenuti all’eccellenza tecnica dei dispositivi.

Nel documento si legge che Meta è “seriamente impegnata nel settore VR a lungo termine” e che, proprio per questo, è necessario riorientare la roadmap tecnologica e il modello di business per renderli sostenibili. Viene inoltre sottolineato come l’azienda stia portando avanti più programmi in parallelo, accelerando lo sviluppo rispetto alla crescita naturale del mercato e assorbendo costi significativi legati a contenuti, go-to-market e hardware.

Meta valuta un aumento dei prezzi dei visori Quest: possibile cambio di strategia per la VR

Nuovi visori in arrivo e upgrade sostanziali

Tra gli elementi più rilevanti del memo figura anche una richiesta di sviluppo per un nuovo headset XR con tethering a puck, affiancato da un futuro modello Quest descritto come un “importante upgrade” rispetto agli attuali dispositivi. Questo nuovo visore dovrebbe migliorare sensibilmente anche la sostenibilità economica del prodotto a livello unitario, segnalando un possibile cambio di passo nella politica di sussidio adottata finora.

Attualmente, Meta Quest 3 è venduto a partire da 500 dollari, mentre Quest 3S parte da circa 300 dollari, con promozioni che lo portano a circa 250 dollari, come indicato sul sito ufficiale.

Il modello di sussidio e i rischi di un aumento di prezzo

Storicamente, Meta ha sussidiato i visori Quest per accelerarne l’adozione, compensando le perdite sull’hardware con i ricavi derivanti da software, servizi e contenuti. Una strategia tipica del settore gaming, che ha contribuito a rendere Quest la piattaforma VR più diffusa al mondo.

Un aumento dei prezzi, però, rappresenta una sfida non trascurabile. La riduzione delle opzioni a basso costo ha già avuto effetti sulle entrate di molte software house indipendenti, rendendo sempre più rari gli esclusivi di piattaforma. Inoltre, la concorrenza si fa più agguerrita: da un lato Google, con Android XR, che punta al segmento entry level; dall’altro Valve, che con Steam Deck intercetta un pubblico più esigente e orientato alle prestazioni.

Gli scenari possibili

Il memo afferma che “il prossimo Quest migliorerà significativamente le condizioni economiche del prodotto”, senza però fornire dettagli concreti. Non è chiaro se ciò implichi un aumento rispetto ai prezzi attuali o semplicemente una migliore marginalità interna.

Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un rialzo del prezzo di Quest 3, portandolo oltre i 500 dollari, mantenendo Quest 3S come opzione più accessibile sotto i 300 dollari. In alternativa, Meta potrebbe lasciare invariati i prezzi di listino e compensare con promozioni temporanee, replicando quanto avvenuto con Quest 2, il cui prezzo salì da 300 a 400 dollari durante la pandemia. Un’altra possibilità è che gli aumenti riguardino solo i futuri modelli, lasciando intatti quelli attuali.

Per attenuare l’impatto sui consumatori, Meta potrebbe inoltre puntare su bundle promozionali, includendo giochi first-party o periodi prolungati di accesso gratuito a Horizon+, il servizio di giochi mensile dell’azienda.

Uno snodo cruciale per l’ecosistema Quest

Nel complesso, l’evoluzione della strategia Quest indica che la piattaforma continuerà a occupare un ruolo centrale nel portafoglio tecnologico di Meta. Gli sviluppatori saranno chiamati a tenerne conto, mentre l’azienda prepara aggiornamenti hardware che potrebbero includere chip più potenti, display a maggiore densità di pixel e tecnologie avanzate come il tracciamento oculare integrato.

Il possibile aumento dei prezzi segna però uno snodo delicato: la sfida sarà mantenere l’attrattiva per il pubblico entry level senza compromettere l’equilibrio economico e la leadership di Meta nel mercato della realtà virtuale.

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