Nell’attuale panorama videoludico, non è più necessario che un gioco sia completato per essere riconosciuto come uno dei migliori dell’anno. Sempre più spesso, infatti, il tempo dedicato ai titoli in early access supera quello riservato alle produzioni già rilasciate, complice un processo di sviluppo che coinvolge direttamente la community. La collaborazione costante tra giocatori e sviluppatori permette di perfezionare contenuti, bilanciare meccaniche e introdurre idee nuove, dando vita a esperienze sorprendentemente solide, talvolta persino più innovative delle versioni finali.
Tuttavia, non tutti i generi si prestano allo stesso modo a questo modello. I giochi con una forte componente narrativa richiedono stabilità e coerenza sin dall’inizio, come dimostrato dal successo di Baldur’s Gate 3 di Larian Studios. Al contrario, progetti come Hollow Knight: Silksong, atteso da anni, potrebbero trarre beneficio da un assaggio preliminare, utile a mantenere viva l’attenzione e a calibrare aspettative ed entusiasmo. Questa dinamica si riflette anche sulla selezione dei titoli più riusciti dell’anno in accesso anticipato, cinque produzioni che hanno saputo imporsi grazie a un livello di cura sorprendente e a un approccio capace di intercettare le principali tendenze del settore.
R.E.P.O.: cooperazione, caos e comicità emergente
Tra i titoli più apprezzati del 2025 spicca R.E.P.O., sviluppato da Semiwork e disponibile esclusivamente su PC. Il gioco propone un’esperienza cooperativa online che richiama lo spirito di Lethal Company, ma lo rielabora in chiave più giocosa attraverso avatar simili a robot in stile Muppet. Le meccaniche basate sulla fisicità degli oggetti, unite all’uso della chat di prossimità, producono situazioni spontaneamente esilaranti, soprattutto nelle partite con un gruppo numeroso. La possibilità di giocare fino a sei persone può rappresentare un ostacolo per qualcuno, ma il matchmaking pubblico con sistemi di moderazione contribuisce a mantenere un ambiente accessibile. Pur essendo un titolo ancora in sviluppo, R.E.P.O. si è imposto come una delle sorprese dell’anno.
White Knuckle: sopravvivere arrampicandosi
Un’altra produzione di rilievo è White Knuckle di Dark Machine Games, un roguelite di arrampicata in prima persona caratterizzato da un design feroce e istintivo. L’obiettivo è fuggire da una struttura soffocante, mentre l’ambiente diventa via via più ostile con il trascorrere del tempo. Strumenti come martelli e corde, uniti all’affaticamento del personaggio, trasformano ogni spostamento in una sfida tesa e adrenalinica. Il gioco richiama l’estetica rétro dei boomer shooters, pur trasportandola in un contesto dalle dinamiche completamente differenti. Alcune imperfezioni tecniche rivelano la natura ancora incompleta del progetto, ma non ne diminuiscono la capacità di offrire un’esperienza intensa e memorabile.
Skate: un ritorno atteso dai fan
Dopo oltre dieci anni di assenza, Skate torna sotto forma di un progetto in early access che punta con decisione sull’online e sulla dimensione sociale. Il gioco conduce gli utenti in una versione contemporanea di San Vansterdam, mantenendo intatta la filosofia della serie grazie al sistema di controllo Flick-it. L’esplorazione di un ampio open world, ricco di sfide e attività, convive con una cornice narrativa in cui la città è dominata da grandi corporazioni, un dettaglio che aggiorna l’estetica del franchise pur suscitando qualche perplessità tra i fan più legati all’anima punk dei capitoli passati. Il forte accento sulla cooperazione e sull’evoluzione continua del mondo di gioco contribuisce comunque a renderlo una proposta competitiva nel panorama dell’early access.
Grounded 2: un sequel più ambizioso e ricco
Il quarto titolo degno di nota è Grounded 2, sviluppato da Obsidian insieme a Eidos Montreal. Il gioco riprende la formula del predecessore — un’avventura di sopravvivenza ambientata in un mondo dove i protagonisti sono grandi quanto insetti — arricchendola con nuove zone e possibilità. Il parco pubblico introdotto come nuova area esplorabile offre spazio a una varietà di minacce e opportunità, tra cui oggetti quotidiani trasformati in ostacoli giganteschi. L’aggiunta dei “buggies”, insetti personalizzabili da cavalcare, e di ambienti inediti come il gelido spazio attorno a un carretto dei gelati caduto, amplia ulteriormente la libertà d’azione. Pur essendo ancora in sviluppo, il titolo mostra una direzione chiara e ambiziosa, confermando la versatilità del genere cooperativo.
2XKO: un fighting game che punta a rivoluzionare il genere
Chiude la selezione 2XKO, il nuovo progetto di Riot Games. Si tratta di un picchiaduro free-to-play che trae ispirazione dall’universo di League of Legends, proponendo un roster iniziale di undici lottatori. L’obiettivo dichiarato è offrire un sistema di gioco accessibile ai neofiti ma allo stesso tempo profondo, con combo articolate e differenze marcate tra personaggi. Degna di nota è la modalità cooperativa, che consente di affrontare squadre controllate dall’IA e si rivolge a un pubblico vario, senza sacrificare il livello di competizione atteso dal genere. Nonostante lo stato di accesso anticipato, 2XKO si è già imposto come una delle novità più significative dell’anno.
In conclusione, il fenomeno dell’early access continua a trasformare il modo in cui i videogiochi vengono concepiti, giocati e percepiti. La possibilità di contribuire direttamente allo sviluppo, seguendo l’evoluzione del progetto, offre un coinvolgimento che va oltre la semplice fruizione. I cinque titoli qui presentati testimoniano la vitalità di un modello che non solo si evolve, ma che sembra destinato a ridefinire il rapporto tra creatori e giocatori nei prossimi anni.







