La nuova serie Power: Origins segna un passo importante per il franchise, introducendo un prequel che punta a ridefinire i confini narrativi dell’universo creato da Starz. Al centro della storia ci saranno Spence Moore, nel ruolo del giovane James “Ghost” St. Patrick, e Charlie Mann, che interpreterà una versione adolescenziale di Tommy Egan. In passato, le loro controparti adulte hanno avuto il volto di Omari Hardwick e Joseph Sikora, figure ormai iconiche per i fan della saga.
Un formato più ampio rispetto agli altri spin-off
Uno degli elementi più sorprendenti di Power: Origins è il numero di episodi: la prima stagione sarà composta da 18 capitoli, quasi il doppio rispetto alle stagioni da dieci episodi che avevano caratterizzato gli altri spin-off del franchise. Questa scelta riflette una chiara deviazione dagli standard produttivi più recenti, orientati a stagioni più brevi, e suggerisce la volontà di esplorare con maggiore profondità la nascita dei personaggi principali. L’annuncio è arrivato insieme all’ingresso di sei nuovi interpreti ricorrenti nel cast, mentre le riprese sono attualmente in corso in New Jersey.
I nuovi volti del cast
Il gruppo di attori che andrà ad arricchire il prequel comprende nomi già noti all’universo della serie e nuovi arrivi che promettono di portare ulteriori sfumature alla narrazione. Jason Dirden, proveniente da Power Book III: Raising Kanan, vestirà nuovamente i panni di Traymond Stinson, personaggio che in passato aveva tradito la famiglia Thomas, tradizione narrativa che promette nuove ramificazioni nella linea temporale delle origini.
Accanto a lui, Jennifer Ferrin (The Blacklist) interpreterà Kate Egan, la madre di Tommy, mentre Lizzy DeClement (New Amsterdam) sarà l’infermiera Jill Wexler. Il cast accoglie inoltre Lenny Platt (The Hot Zone) come Lenny Seidel, Armani Gabriel (Blue Bloods) nel ruolo del soldato di strada J-Boogs e Everett Osborne (Sweetwater) come il giocatore di football professionista Omay Moreau.
A completare il ritorno delle figure centrali del franchise, Mekai Curtis, volto del giovane Kanan in Raising Kanan, riprenderà il ruolo anche in Origins, mantenendo la continuità con la sua versione adolescenziale. La controparte adulta del personaggio è stata interpretata in origine da Curtis “50 Cent” Jackson.
Un tono più leggero e irriverente
Oltre alla struttura più ampia, Power: Origins promette un cambio di passo anche sul piano stilistico. Starz ha spiegato che la serie offrirà un’esplorazione “divertente e caciarona” di un nuovo periodo dell’universo narrativo. L’obiettivo sembra essere quello di evocare l’energia irrequieta dei protagonisti agli inizi del loro percorso, mettendo in scena l’ambizione sfrenata e la voglia di emergere che caratterizza Ghost, Tommy e gli altri giovani personaggi.
Questa impostazione rappresenta un distacco significativo rispetto ai toni più cupi e drammatici della serie originale Power, che dal 2014 al 2020 ha dato vita a un universo ricco di intrecci criminali, conflitti familiari e dinamiche di potere. Le atmosfere più leggere non sembrano tuttavia voler tradire lo spirito del franchise, quanto piuttosto offrirne una prospettiva differente e complementare.
Un’eredità consolidata
La serie madre Power è stata una delle produzioni più influenti della programmazione Starz. Oltre alle sei stagioni principali, ha generato un ecosistema narrativo che comprende Power Book II: Ghost, Power Book III: Raising Kanan e Power Book IV: Force. Questi progetti hanno mantenuto viva l’attenzione del pubblico, confermando il franchise come uno dei più duraturi e apprezzati nel panorama delle serie crime.
Alla luce di questo successo, la decisione di realizzare una stagione da 18 episodi per Origins rappresenta un segnale di forte fiducia da parte di Starz. Una struttura così estesa consente infatti di immergersi maggiormente nelle origini dei protagonisti e di ampliare il quadro dell’universo narrativo.
Un’eccezione nell’attuale panorama televisivo
In un momento in cui molte produzioni televisive, anche quelle tradizionalmente più lunghe, stanno riducendo il numero di episodi per semplificare la gestione delle storie e contenere i costi, Power: Origins va nella direzione opposta. L’ampiezza del progetto diventa così una dichiarazione d’intenti, segnalando un impegno concreto nel rafforzare e diversificare il franchise.
Il futuro della saga: Power: Legacy
Parallelamente alle riprese di Origins, continua lo sviluppo di un altro spin-off, Power: Legacy. Diversamente dal nuovo prequel, questa serie si inserirà nella linea temporale contemporanea del franchise e racconterà gli eventi successivi a Force. In questo caso, Omari Hardwick e Joseph Sikora torneranno nei ruoli di Ghost e Tommy, consolidando ulteriormente la continuità interna dell’universo narrativo.
La coesistenza di un prequel e di una serie ambientata nel presente dimostra la volontà di Starz di ampliare il franchise su più livelli temporali, offrendo al pubblico uno sguardo più articolato e complesso sulle dinamiche che hanno definito i personaggi nel corso degli anni.
In chiusura, Power: Origins si delinea come un progetto ambizioso, caratterizzato da una stagione più lunga, un tono inedito e un cast ampliato. Starz sembra puntare con decisione su un’espansione ancora più strutturata del suo universo crime, offrendo agli spettatori un viaggio dettagliato alle radici della saga.
Fonte: screenrant.com






