Rockstar Games e i progetti mai realizzati: perché tutto ruota ancora attorno a GTA

Un ex dirigente Rockstar spiega perché molti progetti ambiziosi non sono mai nati: GTA era e resta la priorità assoluta dello studio.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Rockstar Games e i progetti mai realizzati: perché tutto ruota ancora attorno a GTA

Da diversi anni Rockstar Games ha concentrato le proprie risorse quasi esclusivamente sui franchise di Grand Theft Auto e Red Dead Redemption, lasciando in secondo piano quelle produzioni che in passato avevano contribuito a definirne l’identità, come Max Payne, L.A. Noire o Midnight Club. Nel tempo sono emerse anche idee più audaci e sperimentali, rimaste però allo stadio di concept. Secondo una parte degli addetti ai lavori, si tratta di progetti che difficilmente avrebbero potuto eguagliare, in termini di qualità e impatto, il colosso rappresentato da GTA.

A ribadire questa visione è stato Obbe Vermeij, ex direttore tecnico di Rockstar Games e figura chiave nello sviluppo di capitoli fondamentali come GTA III, Vice City, San Andreas e GTA IV. In un’intervista rilasciata a GameHub, Vermeij ha spiegato come, in presenza di un singolo titolo di enorme successo, la filosofia interna fosse quella di evitare deviazioni troppo radicali.

Le idee più ambiziose e il peso di un successo ingombrante

Secondo Vermeij, quando un gioco “colpisce nel segno” diventa rischioso cercare di reinventare la formula o di disperdere energie su nuove IP. «Le idee più strane e innovative», ha spiegato, «avrebbero dovuto essere integrate direttamente in GTA, piuttosto che tentare di costruire un franchise completamente nuovo». Una scelta pragmatica, dettata dalla consapevolezza che consolidare un successo già affermato è spesso più sicuro che tentare strade alternative.

Durante l’intervista sono tornati alla luce anche alcuni progetti mai concretizzati. Tra questi, un gioco a tema zombie ambientato su un’isola scozzese e un titolo ispirato al mondo dello spionaggio durante la Guerra Fredda, con atmosfere da agente segreto alla James Bond. Idee affascinanti, ma che secondo Vermeij non avrebbero mai raggiunto il livello di risonanza di Grand Theft Auto.

L’ex dirigente ha chiarito di non nutrire alcun rimpianto per queste scelte, definendo il ritorno costante su GTA «la decisione più sensata sotto ogni punto di vista». Investire tempo e risorse in progetti destinati a restare nell’ombra del franchise principale avrebbe significato, a suo avviso, allontanarsi dall’obiettivo prioritario di Rockstar: continuare a perfezionare le proprie saghe di punta.

Nessuna occasione mancata, secondo Vermeij

Il punto di vista di Vermeij è netto. Guardando indietro, non ritiene che Rockstar abbia perso opportunità reali: né con il progetto zombie, né con altre sperimentazioni come Agent, titolo mai annunciato ufficialmente ma spesso citato nelle discussioni sul passato dello studio. «Non avrebbero mai superato la qualità di GTA», ha affermato, «e sarebbero state soltanto una perdita di tempo e risorse».

Una posizione che apre una riflessione più ampia sul settore dei videogiochi, dove l’innovazione deve spesso confrontarsi con aspettative elevatissime e con un mercato sempre più competitivo. In questo contesto, puntare su ciò che funziona può apparire come una scelta conservativa, ma anche estremamente razionale.

Il confronto con altri studi e il caso Larian

Non tutti, però, seguono la stessa strada. Un esempio citato dallo stesso Vermeij è quello di Larian Studios, reduce dal successo clamoroso di Baldur’s Gate 3. Lo studio ha deciso di non lanciarsi immediatamente nello sviluppo di Baldur’s Gate 4, preferendo concentrarsi su un nuovo progetto. Una scelta che Vermeij ha definito coraggiosa e intelligente, perché rinunciare a cavalcare subito un successo può essere rischioso, ma anche fondamentale per crescere come team creativo.

Attendere GTA 6 per non deludere i fan

Il ragionamento si estende inevitabilmente a GTA 6, uno dei titoli più attesi di sempre. L’idea che Rockstar stia aspettando il momento giusto per il lancio, anche a costo di rinvii, è condivisa da molti professionisti del settore. Secondo Vermeij, si tratta di una strategia fondata sulla consapevolezza che i fan non accetterebbero un prodotto non all’altezza delle aspettative.

Prendersi più tempo per rifinire ogni dettaglio appare quindi la scelta più sensata, soprattutto in un’industria in cui la pressione di uscire rapidamente può compromettere la qualità finale.

In conclusione, la linea seguita da Rockstar Games sembra chiara: privilegiare l’eccellenza, anche a costo di rinunciare a sperimentazioni o di allungare i tempi di sviluppo. Un eventuale ritardo di GTA 6, più che una delusione, potrebbe rivelarsi la mossa migliore per garantire un titolo all’altezza della sua eredità.

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