Stranger Things: Matt Duffer conferma l’origine del Sottosopra e il ruolo di Undici

Matt Duffer conferma che Undici ha aperto il portale creando il Sottosopra, ma non è responsabile dei mostri, già presenti nell’Abisso prima degli eventi del 1983.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La creazione del Sottosopra in Stranger Things è stata finalmente chiarita dal co-creatore Matt Duffer. Nella quinta stagione, volume 2, viene rivelato che il Sottosopra è un wormhole che collega il mondo reale a una dimensione alternativa chiamata Abisso, fornendo una risposta diretta a uno dei misteri centrali della serie.

Dopo questa rivelazione, Duffer è stato interpellato da Variety sulla questione più dibattuta dai fan: Undici ha creato il Sottosopra quando ha aperto il portale nella prima stagione? La risposta è affermativa, ma con una precisazione decisiva: Undici non è responsabile, perché costretta ad agire dal dottor Martin Brenner. Come spiegato dallo stesso Duffer, l’evento fu accidentale e imposto dalle circostanze.

“Oh! Sì. La risposta è sì. Non è stata colpa sua. È stata costretta a farlo.”

Il Sottosopra “congelato” nel 1983

Questa conferma si lega a quanto emerso nella quarta stagione, quando Nancy Wheeler scopre che il Sottosopra è rimasto bloccato nel tempo al 6 novembre 1983. È la data esatta in cui Undici, durante l’esperimento iniziale, aprì il portale. Da quel momento, la dimensione alternativa non ha più seguito il flusso temporale del mondo reale, rafforzando l’idea di una creazione involontaria ma determinante.

Le creature non nascono da Undici

La rivelazione più importante della quinta stagione, però, riguarda l’origine dei mostri. Demogorgoni, Mind Flayer e le altre entità non sono stati creati da Undici. Queste creature esistevano già nell’Abisso prima dell’apertura del portale.

La serie lo aveva suggerito nel finale della quarta stagione, con un flashback che mostra Henry Creel mentre osserva per la prima volta un Demogorgone e il Mind Flayer durante il suo trasferimento in un’altra dimensione, ora chiaramente identificata come l’Abisso. L’azione di Undici ha quindi permesso l’accesso di queste minacce al nostro mondo, ma non ne è l’origine.

L’eredità di Brenner e la nuova minaccia

Sebbene Martin Brenner sia morto, la sua eredità continua a pesare sugli eventi della quinta stagione. Il dottor Kay, interpretato da Linda Hamilton, riprende infatti il programma di Brenner con l’obiettivo di sfruttare il sangue di Undici per creare bambini dotati di poteri sovrumani, da utilizzare come armi governative.

In questo contesto si inserisce anche la visione di Kali, secondo cui l’unico modo per spezzare il ciclo di violenza sarebbe la morte sia sua sia di Undici. Un’idea estrema, che riflette la disperazione causata dalle manipolazioni subite e dalle nuove intenzioni di Kay.

Verso il capitolo conclusivo

Gli eroi di Stranger Things puntano a fermare Henry e a liberare i bambini ancora sotto il suo controllo, ma per Undici la sfida è più ampia: interrompere definitivamente il sistema creato da Brenner, che continua a produrre conseguenze anche dopo la sua scomparsa. La serie si avvia così verso il capitolo conclusivo, previsto su Netflix il 31 dicembre.

Un nodo narrativo che unisce passato e futuro

La sovrapposizione tra le azioni di Undici e la vera origine del Sottosopra diventa uno dei fulcri narrativi della serie. Chiarisce responsabilità e meccanismi, distinguendo tra chi ha aperto la porta e ciò che già esisteva dall’altra parte. Al tempo stesso, mantiene viva l’idea che la minaccia non sia stata del tutto eliminata.

Il finale di Stranger Things si preannuncia quindi carico di tensione e rivelazioni, con la promessa di offrire risposte definitive alle domande che accompagnano la serie fin dalla prima stagione.

Fonte: screenrant.com

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