Bob Gray e l’ombra di Pennywise: cosa rivela il nuovo episodio di IT: Welcome to Derry

L’episodio 7 di IT: Welcome to Derry approfondisce la storia di Bob Gray, la relazione con sua figlia e le origini della forma clownesca di IT, con il sostegno diretto di Stephen King.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

L’episodio 7 di IT: Welcome to Derry, disponibile su HBO, amplia in modo significativo la storia di Bob Gray, la figura umana che ha dato forma a Pennywise il Clown danzante. La serie prosegue così il lavoro di approfondimento intrapreso dagli autori, guidati da Jason Fuchs insieme ai registi Andy e Barbara Muschietti, concentrandosi su aspetti rimasti finora quasi inesplorati nel vasto universo narrativo legato a Stephen King.

Un equilibrio delicato tra mistero e rivelazione

Secondo quanto raccontato da Fuchs, il team creativo ha affrontato una sfida complessa: aggiungere nuovi dettagli alla mitologia di IT senza compromettere l’aura di mistero che caratterizza da sempre il materiale originale. La presenza di Stephen King come collaboratore diretto ha svolto un ruolo decisivo. Il suo contributo ha permesso agli autori di muoversi con maggiore sicurezza nella costruzione della backstory di Gray, dando forma a risposte credibili su temi come il legame con Mrs. Kersh o le ragioni dietro la scelta della maschera del clown.

Fuchs ha spiegato che l’approccio adottato era quello di un fan consapevole: affascinato dal mistero, desideroso di comprenderlo, ma prudente nel modificarlo. L’obiettivo era trovare un equilibrio tra approfondimento e rispetto della canonica ambiguità kinghiana, lavorando su una traccia narrativa che non tradisse lo spirito delle opere originali.

Il supporto di Stephen King e la libertà creativa

King stesso ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento verso la serie, definendo gli ultimi due episodi “davvero belli” e includendo Welcome to Derry tra le sue raccomandazioni di Halloween su Threads. Un endorsement non solo simbolico: per la produzione ha rappresentato una conferma della bontà delle scelte narrative, oltre a un incoraggiamento nell’esplorare zone ancora poco illuminate dell’universo di IT.

Questa collaborazione diretta ha offerto agli autori una sorta di rete di sicurezza, consentendo loro di spingersi verso interpretazioni audaci, pur mantenendo un forte rispetto per la struttura originale.

Flashback e traumi familiari: la figura di Periwinkle

L’episodio 7 introduce una serie di flashback centrati sulla complessa relazione tra Bob Gray e sua figlia, che sceglie il nome d’arte di Periwinkle in memoria della madre. La ragazza cresce in un ambiente segnato dalla presenza ossessiva della figura paterna, fino a sviluppare la convinzione che IT sia il suo vero padre. Solo in età adulta la verità emerge con chiarezza, portandola a un epilogo tragico che lascia una profonda cicatrice emotiva sul racconto.

Questi passaggi restituiscono un’immagine di Gray come individuo tormentato, diviso tra la propria identità e il ruolo mostruoso che ha interpretato a lungo. Il confine tra uomo ed entità diventa sempre più sottile, aprendo nuove prospettive sulle origini del volto più iconico di IT.

Ambiguità, menzogne e realtà distorte

La filmografia ispirata all’opera di King ha sempre mantenuto un certo margine di dubbio sulla reale esistenza di Bob Gray. Alcune versioni dei fatti possono infatti essere letture distorte, frutto della manipolazione dell’entità stessa. La sequenza, richiamata attraverso la memoria di Bever Marsh, in cui Mrs. Kersh appare come incarnazione di IT, ribadisce quanto fragile sia il confine tra verità e illusione nella mitologia di Derry.

La serie sfrutta questa ambiguità per costruire un racconto stratificato, che non pretende di dare risposte definitive ma si concentra sull’esperienza dei personaggi e sulla percezione del terrore.

Perché Pennywise è un clown?

Tra le tematiche più discusse dell’episodio emerge una riflessione sulle motivazioni che spingono IT a manifestarsi come un clown. Gli autori sottolineano che la forma scelta non risponde solo alla logica della paura. Il piccolo Georgie, prima vittima nel romanzo, non scappa da Pennywise: ne è attratto, come da un circo o da un sacchetto di popcorn. La figura del clown diventa così uno strumento di seduzione emotiva, capace di far leva tanto sul fascino quanto sul terrore, adattandosi a incubi e fragilità individuali.

I flashback di Welcome to Derry ampliano questo concetto mostrando come adulti e bambini vengano catturati dal magnetismo inquietante di Gray, incapaci di cogliere in tempo la minaccia nascosta dietro l’intrattenimento.

Il peso delle eredità e il futuro della serie

Parallelamente, la serie indaga il destino di Periwinkle e le dinamiche familiari che la legano a Gray, rivelando una storia che attraversa generazioni e che influenza le radici profonde di Derry. Il suo percorso verso l’identità di Mrs. Kersh aggiunge ulteriore complessità a un universo narrativo già ricco di simboli e ambivalenze.

IT: Welcome to Derry continua dunque a espandere il proprio orizzonte, esplorando epoche come il 1935 e il 1908, centrali per comprendere gli eventi che hanno segnato il passato di Gray. La terza stagione, già anticipata, promette nuovi dettagli e ulteriori immersioni nella mitologia di Pennywise.

In definitiva, l’episodio 7 si conferma un tassello importante nel mosaico della serie, capace di illuminare angoli rimasti in ombra senza snaturare l’essenza misteriosa dell’universo creato da Stephen King.

Bob Gray e l’ombra di Pennywise: cosa rivela il nuovo episodio di IT: Welcome to Derry
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