Dragon Quest VII Reimagined: perché avere un chierico nel party resta la scelta migliore

Il produttore di Dragon Quest VII Reimagined consiglia di avere sempre un chierico nel party: cure e resurrezioni restano fondamentali per affrontare il gioco.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Dragon Quest VII Reimagined: perché avere un chierico nel party resta la scelta migliore

Il recente rilancio di Dragon Quest VII Reimagined rappresenta una rivisitazione profonda di uno dei capitoli più longevi e complessi della storica saga di Square Enix. L’uscita ha riacceso il dibattito tra i fan, soprattutto sul piano delle strategie di gioco e della composizione ideale del party. Tra i vari spunti emersi, uno in particolare ha attirato l’attenzione: l’importanza di includere sempre un personaggio con funzioni di supporto e cura, considerato essenziale per affrontare le sfide più impegnative.

Il consiglio arriva direttamente dal produttore Takeshi Ichikawa, che ha condiviso il proprio approccio durante un’AMA su Reddit. Un suggerimento apparentemente semplice, ma che racchiude uno dei principi fondamentali della serie, soprattutto ora che il sistema di vocazioni rielaborato consente ai personaggi di combinare più ruoli all’interno dello stesso party.

Il chierico come pilastro della squadra

Interpellato sulla sua vocazione preferita tra quelle rinnovate in Dragon Quest VII Reimagined, Ichikawa non ha avuto dubbi. La sua scelta ricade su una figura classica, ma sempre determinante: il chierico, spesso indicato anche come sacerdote. Una preferenza che riflette non solo il valore intrinseco del ruolo, ma anche uno stile di gioco improntato alla sicurezza e alla praticità.

“Non sono particolarmente abile nei giochi di ruolo, quindi spesso inserisco un chierico nel mio party”, ha spiegato Ichikawa. “Grazie alle loro abilità professionali, possono curare l’intera squadra e offrire un supporto prezioso nei momenti più critici”.

Le sue parole sottolineano un aspetto centrale dell’esperienza di Dragon Quest: la gestione delle risorse. Le magie curative permettono di affrontare le battaglie con maggiore continuità, riducendo la necessità di interrompere l’esplorazione per tornare alle chiese o di consumare oggetti rari come le Foglie di Yggdrasil, notoriamente difficili da reperire.

Magie di resurrezione e progressione più fluida

Oltre alla semplice guarigione, i chierici offrono un vantaggio decisivo grazie alle magie di resurrezione, come la celebre Zing. La possibilità di riportare in vita i compagni caduti durante lo scontro consente di gestire anche le situazioni più complesse senza compromettere l’andamento della partita.

Questo tipo di supporto rende l’esperienza meno punitiva, soprattutto nelle fasi iniziali del gioco, quando le risorse sono limitate e ogni errore può risultare costoso. Avere un personaggio dedicato alla cura permette di concentrarsi maggiormente sulle strategie offensive, mantenendo un ritmo di gioco più scorrevole e meno frustrante.

Le alternative offensive secondo Masato Yagi

Non tutti, però, condividono la stessa preferenza. Masato Yagi, direttore di progetto, ha indicato come vocazione favorita quella del martial artist. Una scelta orientata a uno stile di gioco più aggressivo, basato su attacchi rapidi e potenzialmente decisivi.

“La loro difesa non è elevata, ma possono infliggere colpi capaci di ribaltare le sorti di una battaglia con una sola azione”, ha spiegato Yagi. Questa visione mette in luce la varietà delle classi disponibili e la libertà concessa ai giocatori nel costruire il proprio party ideale.

Equilibrio prima di tutto

La forza di Dragon Quest VII Reimagined risiede proprio nella possibilità di sperimentare approcci differenti. Tuttavia, come evidenziato da Ichikawa, mantenere nel gruppo un personaggio orientato al supporto resta una strategia solida e universalmente valida. Non è solo una questione di abilità personali, ma di equilibrio complessivo della squadra.

Un party ben bilanciato consente di affrontare con maggiore serenità anche gli scontri più lunghi e complessi, riducendo la dipendenza da risorse esterne e migliorando la qualità complessiva dell’esperienza di gioco.

Un consiglio utile anche per i nuovi giocatori

Il ritorno di Dragon Quest VII Reimagined offre l’occasione ideale per riscoprire alcune dinamiche fondamentali della serie. Per i veterani rappresenta un invito a riconsiderare strategie collaudate; per i nuovi arrivati, invece, è un promemoria prezioso su come costruire una squadra efficace fin dalle prime ore di gioco.

Che si preferiscano guerrieri offensivi o classi più tecniche, una cosa resta chiara: la presenza di un chierico può fare la differenza tra un’avventura frustrante e un viaggio appagante. In un titolo che premia la pianificazione e la gestione intelligente del party, il supporto resta uno dei pilastri della vittoria.

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