Dune: Parte Tre perde un volto chiave della saga, ma cambia pelle sul piano visivo

Dune: Part Three perde il direttore della fotografia Greig Fraser, ma introduce Linus Sandgren e una svolta visiva in pellicola per il capitolo finale della saga di Villeneuve.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Il percorso cinematografico di Dune si avvicina alla sua conclusione con Dune: Part Three, capitolo che porterà sullo schermo l’adattamento di Dune: Messiah. Accanto ai ritorni più attesi, il film segna però anche un’assenza importante dietro la macchina da presa, confermata da uno dei protagonisti della saga. Una scelta obbligata che apre a un cambio significativo nell’identità visiva del progetto, senza alterarne l’ossatura creativa.

A parlarne è stato Josh Brolin, che tornerà nel terzo film diretto da Denis Villeneuve. La trilogia si chiuderà con Dune: Messiah, mantenendo una continuità narrativa e produttiva evidente, pur introducendo alcune novità rilevanti.

Il cast principale e la continuità creativa

Sul fronte degli interpreti, Dune: Part Three riporterà in scena alcuni dei volti centrali dell’universo di Arrakis. Timothée Chalamet tornerà nei panni di Paul Atreides, affianc suggestedly da Zendaya nel ruolo di Chani e da Florence Pugh come Principessa Irulan.

La squadra creativa rimane invece sostanzialmente invariata. Villeneuve sarà ancora una volta alla regia, affiancato dallo sceneggiatore Jon Spaihts, dal compositore Hans Zimmer e dal montatore Joe Walker. Una continuità che suggerisce l’intenzione di chiudere la trilogia mantenendo coerenza tematica e stilistica.

L’assenza di Greig Fraser e le motivazioni

La novità più rilevante riguarda però il reparto fotografico. Il direttore della fotografia Greig Fraser, responsabile dell’estetica visiva dei primi due capitoli, non prenderà parte al terzo film. A chiarire la situazione è stato lo stesso Brolin durante un intervento, nell’agosto 2025, nel podcast On Film with Kevin McCarthy.

L’attore ha spiegato che Fraser è attualmente impegnato nel progetto dei quattro film dedicati ai Beatles diretti da Sam Mendes, un lavoro che richiederà circa due anni di produzione continuativa. Un impegno incompatibile con i tempi di Dune: Part Three, che ha reso inevitabile la sua uscita dal progetto.

Brolin ha sottolineato come la scelta del sostituto sia stata comunque affrontata con grande attenzione, evidenziando il rapporto di fiducia e collaborazione che lega Villeneuve ai suoi collaboratori storici.

Linus Sandgren e il cambio di direzione visiva

Per raccogliere l’eredità di Fraser è stato scelto Linus Sandgren, nome di primo piano nel panorama cinematografico contemporaneo. Sandgren è noto per il suo lavoro in film come Saltburn, La La Land e Don’t Look Up, produzioni che hanno messo in luce una sensibilità visiva riconoscibile e una forte attenzione alla resa fotografica.

Il suo ingresso rappresenta un cambio netto rispetto ai capitoli precedenti. Dune: Part Three, infatti, sarà girato interamente in pellicola, segnando una svolta rispetto alla fotografia digitale utilizzata nei primi due film, successivamente trattata in post-produzione per ottenere un effetto analogico. La scelta, confermata da fonti di settore, si inserisce perfettamente nel percorso artistico di Sandgren, da sempre sostenitore dell’uso della pellicola per la sua capacità di restituire texture più naturali e una maggiore profondità cromatica.

Un cast in espansione e ruoli chiave

Anche il cast si arricchirà di nuovi ingressi. Tra i nomi annunciati figurano Robert Pattinson, Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke. Il ruolo di Pattinson resta avvolto dal riserbo, anche se le indiscrezioni lo collegano al personaggio di Scytale. Più definite sembrano invece le parti di Momoa e Brooke, che dovrebbero interpretare i gemelli Leto II Atreides e Ghanima Atreides, figli di Paul e Chani.

Da segnalare anche il ridimensionamento del ruolo di Rebecca Ferguson, interprete di Jessica. L’attrice ha confermato una presenza molto limitata nel film, una scelta che rappresenta una deviazione rispetto ai romanzi di Frank Herbert, nei quali il personaggio non compare in Dune: Messiah.

La Holy War al centro del racconto

Dal punto di vista narrativo, Villeneuve ha confermato che il film si concentrerà sull’inizio della Holy War, la crociata galattica guidata dai Fremen sotto la leadership di Paul Atreides. Un evento tragico e centrale nell’universo di Dune, che segue l’ascesa di Paul come Imperatore Muad’Dib e porta a conseguenze devastanti su scala interplanetaria.

Il regista ha spiegato come questa direzione narrativa rappresenti una prosecuzione naturale di quanto mostrato in Dune: Part Two, mantenendo una forte aderenza allo spirito dei romanzi.

In attesa dell’uscita, fissata per il 18 dicembre 2026, Dune: Part Three si presenta dunque come un capitolo di chiusura ambizioso. Tra cambiamenti tecnici, nuove figure creative e un approfondimento dei temi più oscuri della saga, il film promette di completare questa fase dell’adattamento cinematografico dell’opera di Herbert con coerenza e rinnovata identità visiva.

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