Quando si parla di The Mandalorian, il giudizio di George Lucas assume inevitabilmente un valore particolare. Creatore dell’universo di Star Wars e figura centrale nella storia del cinema moderno, Lucas osserva oggi il franchise da una posizione più defilata, ma non per questo priva di significato. Le sue opinioni sulla serie Disney+ aiutano a comprendere il rapporto attuale tra il regista e la galassia che ha immaginato quasi cinquant’anni fa.
Le prime due stagioni di The Mandalorian sono state accolte come uno dei punti più alti della produzione recente di Star Wars, apprezzate per la qualità visiva, la struttura narrativa più contenuta e un ritorno a un immaginario percepito come più vicino alle origini. La terza stagione ha diviso maggiormente il pubblico, pur rimanendo parte integrante di un progetto destinato a espandersi ulteriormente, anche sul piano cinematografico.
The Mandalorian al centro del nuovo corso di Star Wars
Il futuro del franchise ruota sempre più attorno a questa linea narrativa. Il film The Mandalorian e Grogu guiderà la prossima fase dell’universo condiviso, confermando quanto Lucasfilm consideri centrale questo sottofranchise. L’entusiasmo generato dalle prime stagioni ha spinto molti fan a leggere la serie come una sorta di risposta alle polemiche legate alla trilogia sequel, interpretandola come un tentativo di riequilibrio creativo.
Proprio per questo motivo, il pensiero di Lucas sulle nuove produzioni resta uno degli elementi più osservati e discussi dagli appassionati, soprattutto dopo la vendita di Lucasfilm a Disney nel 2012.

Il giudizio positivo di George Lucas sulla serie
Subito dopo la messa in onda della prima stagione, Dave Filoni, tra i principali responsabili creativi dello show, ha condiviso alcune indicazioni sul parere di Lucas. Filoni, che nei primi anni Duemila è stato a lungo considerato il suo allievo, ha lavorato a stretto contatto con lui su Star Wars: The Clone Wars, rendendolo una fonte particolarmente attendibile.
In un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, Filoni ha spiegato che Lucas tende a non commentare apertamente le nuove serie, preferendo osservazioni più tecniche o legate al processo creativo. Tuttavia, riguardo a The Mandalorian, il giudizio è stato chiaramente positivo: Lucas sarebbe stato definito come “molto entusiasta”.
Secondo Filoni, Lucas si è divertito guardando la serie e ha affermato di riuscire finalmente a viverla sia come creatore sia come semplice spettatore. Un complimento tutt’altro che scontato, considerando la tradizionale riservatezza del regista. A rafforzare questa impressione contribuisce anche la sua visita sul set durante la produzione della seconda stagione, segnale di un interesse tutt’altro che formale.
L’osservazione chiave su Grogu e la Forza
Pur mantenendo un ruolo marginale, Lucas ha comunque espresso una raccomandazione importante nel corso della lavorazione della serie. La sua attenzione si è concentrata sull’arco narrativo di Grogu, in particolare sulla questione del suo legame con la Forza.
Secondo Lucas, un personaggio sensibile alla Forza non poteva rimanere privo di un addestramento adeguato. Questa osservazione ha contribuito a orientare la narrazione della seconda stagione, portando all’incontro di Grogu con figure come Ahsoka Tano e Luke Skywalker.
Anche se, in seguito, il percorso del personaggio ha preso una direzione diversa — privilegiando l’identità mandaloriana rispetto a quella Jedi — il passaggio attraverso un addestramento formale ha rispettato il principio indicato dal creatore di Star Wars. Una soluzione che ha permesso di conciliare la visione di Lucas con le scelte narrative di Filoni e del team creativo.

Una visione che guarda al futuro
Nel complesso, The Mandalorian sembra incarnare un’evoluzione coerente con la filosofia che Lucas aveva in mente da tempo. Durante la realizzazione della trilogia prequel, il regista è stato un pioniere nell’uso del digitale e degli effetti visivi, anticipando trasformazioni profonde nel modo di produrre cinema.
Quella stessa spinta all’innovazione è oggi visibile nell’uso della tecnologia StageCraft, nota anche come The Volume, che ha rivoluzionato la produzione televisiva di alto livello. Una continuità ideale che lega il lavoro di Lucas e di Industrial Light & Magic alle serie contemporanee del franchise.
Sebbene non sia più direttamente coinvolto, il successo di The Mandalorian e di altre produzioni come Andor o Ahsoka dimostra come l’eredità creativa di George Lucas continui a permeare Star Wars. Più che una rottura, si tratta di un’evoluzione naturale di una visione che, pur cambiando forma, resta sorprendentemente riconoscibile.
Fonte: Screen Rant
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