Il successo di Barbie ha lasciato un segno profondo nell’industria cinematografica, aprendo la strada a una nuova ondata di adattamenti ispirati ai giocattoli. Il film diretto da Greta Gerwig ha dimostrato che anche IP considerate tradizionalmente “commerciali” possono trasformarsi in operazioni creative ambiziose, capaci di conquistare pubblico e critica. Da quel momento, Hollywood ha iniziato a guardare con rinnovato interesse ai franchise legati al mondo dei toy brand, individuandoli come possibili pilastri del cinema mainstream dei prossimi anni.
L’ondata di film ispirati ai giocattoli
Sull’onda del successo di Barbie, sono stati messi in cantiere diversi progetti cinematografici legati a marchi storici. Tra questi figurano adattamenti dedicati a Polly Pocket, Hot Wheels e Magic 8 Ball, segno di una strategia ormai chiara: espandere il concetto di toy movie oltre la semplice trasposizione del prodotto, puntando su narrazioni più strutturate e riconoscibili. In questo contesto si inserisce anche il nuovo progetto di Universal Pictures, che ha deciso di investire su una delle linee più iconiche di Mattel.
Monster High arriva al cinema in live-action
Il film dedicato a Monster High rappresenta uno dei titoli più interessanti di questa nuova fase. La linea di bambole, lanciata nel 2010, ruota attorno a un gruppo di adolescenti che frequentano una scuola superiore popolata da creature soprannaturali. Ogni personaggio è figlio o figlia di un mostro leggendario, da Frankenstein a Dracula fino alla Mummia, in un mix di estetica horror e dinamiche da teen drama che ha conquistato un pubblico giovane ma trasversale.
L’annuncio ufficiale del film risale al 2024, mentre a metà 2025 è arrivata la conferma di Gerard Johnstone alla regia. Il suo nome è legato soprattutto al successo horror M3GAN, un titolo che ha saputo fondere tensione, ironia e riflessione culturale, rendendo la scelta di Johnstone particolarmente indicativa per il tono che Universal potrebbe voler dare al progetto.
Le sceneggiatrici: un segnale chiaro sulla direzione creativa
Negli ultimi giorni, il film ha compiuto un ulteriore passo avanti con l’ingaggio delle sceneggiatrici Hannah Hafey e Kaitlin Smith. La notizia, riportata da Deadline, conferma la volontà dello studio di affidarsi a profili creativi emergenti ma già molto apprezzati. Le due autrici sono state inserite per tre volte nella Black List, la celebre selezione delle migliori sceneggiature non prodotte di Hollywood, e hanno recentemente venduto il pilot della serie Misfit City a HBO Max.
Il loro coinvolgimento suggerisce un approccio tutt’altro che superficiale. Hafey e Smith sono note per la capacità di lavorare sui generi, sovvertendone le aspettative e costruendo personaggi complessi, spesso femminili, al centro di narrazioni che vanno oltre i confini tradizionali del target di riferimento.
Un franchise con basi narrative solide
Uno degli elementi che rendono Monster High particolarmente adatto a un adattamento cinematografico di ampio respiro è la sua struttura narrativa già consolidata. Nel corso degli anni, il franchise ha generato 17 film animati, distribuiti in home video e su piattaforme streaming, costruendo un universo coerente e riconoscibile. A differenza di altri brand di giocattoli, qui non si parte da un foglio bianco: esistono personaggi, dinamiche e temi che possono essere reinterpretati in chiave live-action.
La serie si rivolge principalmente a un pubblico adolescente, ma ha dimostrato di saper parlare anche a spettatori più adulti, grazie a metafore legate all’identità, alla diversità e all’accettazione di sé.
Il possibile “dopo Barbie” secondo Universal
Il paragone con Barbie è inevitabile, ma Monster High sembra proporsi come qualcosa di diverso, piuttosto che come una semplice imitazione. Se il film di Greta Gerwig ha scelto la strada della satira e della riflessione meta-cinematografica, il progetto Universal potrebbe puntare su una commistione di horror e commedia, valorizzando l’estetica gotica del brand e l’esperienza del suo regista.
La presenza di Johnstone lascia intuire un tono meno convenzionale rispetto alle classiche produzioni per famiglie, pur restando accessibile a un pubblico ampio. Un equilibrio delicato, ma potenzialmente vincente, se gestito con attenzione.
Uno sguardo al futuro dei toy movie
Il film Monster High si inserisce in una strategia più ampia, che mira a trasformare i franchise basati sui giocattoli in veri e propri universi narrativi. Universal sembra intenzionata a seguire il modello tracciato da Barbie, investendo su talenti creativi riconoscibili e su un approccio che privilegi la sostanza narrativa rispetto al semplice richiamo del marchio.
Se questa direzione verrà confermata, Monster High potrebbe diventare uno dei titoli chiave della nuova generazione di adattamenti toy-based, capace di coniugare intrattenimento, identità visiva forte e una scrittura più ambiziosa del previsto.
Fonte: thedirect.com






