Disney+ ha aggiornato in modo discreto ma significativo la timeline ufficiale di Star Wars, ridefinendo l’ordine temporale di alcune produzioni e chiarendo la collocazione degli eventi più lontani nel futuro della galassia. Il riordino riguarda in particolare Star Wars: Visions e conferma l’intenzione di Lucasfilm di espandere il franchise ben oltre la conclusione della saga degli Skywalker, introducendo nuove epoche e prospettive narrative.
L’operazione non si limita a un semplice riassetto cronologico, ma offre indicazioni rilevanti sulle direzioni future dell’universo di Star Wars, che negli anni ha accumulato storie parallele, salti temporali e sovrapposizioni sempre più complesse.
The Ninth Jedi e il futuro remoto della galassia
Una delle novità più rilevanti riguarda The Ninth Jedi (il nono Jedi), episodio della prima stagione di Star Wars: Visions. Secondo quanto confermato, la storia è ambientata circa mille anni dopo gli eventi di Star Wars: l’Ascesa di Skywalker. Si tratta di una collocazione temporale che spinge la narrazione molto oltre la fine della Skywalker Saga, in un’epoca in cui l’Ordine Jedi è quasi del tutto scomparso.
Questo posizionamento rende The Ninth Jedi uno dei racconti più distanti nel futuro mai esplorati ufficialmente, delineando una galassia profondamente diversa da quella conosciuta finora.
Child of Hope: il punto più avanzato della timeline
Ancora più avanti nel tempo si colloca Child of Hope (Figlia della Speranza), episodio della terza stagione di Visions. La storia è ambientata a meno di un anno dagli eventi di The Ninth Jedi, rendendolo il racconto più avanzato cronologicamente nell’intera timeline di Star Wars.
Pur trattandosi di un contenuto non canonico, Child of Hope assume un ruolo chiave come nuovo riferimento temporale estremo, superando qualsiasi altra produzione ambientata dopo la saga principale.
Un ponte narrativo verso il 2026
Secondo le informazioni disponibili, Child of Hope è stato concepito come un episodio di raccordo tra The Ninth Jedi e il prossimo progetto Star Wars Visions Presents: The Ninth Jedi, previsto per il 2026. In questo contesto, il coinvolgimento diretto di Lucasfilm appare particolarmente marcato, a conferma della volontà di costruire una linea narrativa coerente anche all’interno di un formato sperimentale come Visions.
La storia di Kara e l’eredità dei Jedi
Per chi non conoscesse The Ninth Jedi, la vicenda segue Kara, figlia del fabbricante di spade laser Lah Zhima. In un’epoca in cui i sensibili alla Forza sono rari e perseguitati, il sovrano Margrave Juro tenta di ricostruire l’Ordine Jedi convocando potenziali candidati attraverso la distribuzione di spade laser. Il piano, però, viene sabotato da infiltrati Sith, dando origine a un conflitto che porta Kara a risvegliare la propria connessione con la Forza e a diventare il “nono Jedi”.
Child of Hope prosegue questo arco narrativo, mostrando Kara in fuga da cacciatori di Jedi mentre cerca suo padre. Anche se fuori dal canone ufficiale, il racconto offre uno sguardo su una galassia futura segnata dalle conseguenze lontane degli eventi di l’Ascesa di Skywalker.
Il quadro delle serie post-Imperiali
Accanto a questo futuro remoto, Disney+ continua a organizzare le produzioni ambientate nella fase successiva alla caduta dell’Impero. The Mandalorian è collocata negli anni immediatamente successivi a Episodio VI, durante l’era della Nuova Repubblica. La serie suggerisce come i resti dell’Impero possano aver gettato le basi per la nascita del Primo Ordine.
In questo stesso contesto si inserisce The Book of Boba Fett. La serie segue Boba Fett e Fennec Shand nel tentativo di consolidare il controllo sul sottobosco criminale di Tatooine, intrecciandosi direttamente con le vicende di Din Djarin e Grogu all’interno del cosiddetto “Mandoverse”.
Ahsoka, Thrawn e le fragilità della Nuova Repubblica
Un ruolo centrale è occupato anche da Ahsoka, che approfondisce il ritorno del Grand Ammiraglio Thrawn e mette in evidenza le debolezze politiche e militari della Nuova Repubblica. La serie offre indizi sulle dinamiche che potrebbero aver portato al suo declino, preparando il terreno agli eventi della trilogia sequel.
A completare questo segmento temporale c’è Star Wars: Skeleton Crew, ambientata anch’essa dopo la caduta dell’Impero e focalizzata su una prospettiva più quotidiana della vita nella galassia post-bellica.
Il ruolo di Resistance e la transizione alla sequel trilogy
Più vicina agli eventi della trilogia sequel si colloca Star Wars Resistance, che si sovrappone cronologicamente all’ascesa del Primo Ordine e funge da complemento narrativo agli eventi principali, pur rimanendo una delle serie meno centrali per la comprensione complessiva della saga.
Una galassia sempre più estesa
Il riordino della timeline operato da Disney+ non si limita a fare chiarezza sul passato, ma prepara il terreno a un’espansione narrativa che va ben oltre la Skywalker Saga. Tra futuro remoto, nuove minacce e prospettive alternative, Star Wars continua a rinnovarsi, dimostrando come la galassia lontana lontana resti un universo in costante evoluzione.
L’aggiornamento della cronologia offre così una visione più ampia e strutturata del franchise, confermando l’ambizione di Disney e Lucasfilm di esplorare epoche sempre nuove, senza rinunciare alla coerenza interna di uno degli universi narrativi più longevi della cultura pop.
Fonte: thedirect.com
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