A Knight of the Seven Kingdoms conquista la critica, ma divide il pubblico: il caso della scena tagliata

A Knight of the Seven Kingdoms ottiene il 95% su Rotten Tomatoes. Lo showrunner spiega la scena tagliata su Dunk e i voti cavallereschi.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

L’universo di Westeros continua ad ampliarsi con A Knight of the Seven Kingdoms, nuovo adattamento tratto dalle novelle di George R.R. Martin. La serie ha debuttato con recensioni molto positive, ottenendo il 95% “Certified Fresh” su Rotten Tomatoes. Più articolata, invece, la risposta del pubblico, che si attesta al 73%: un dato comunque solido, ma indicativo di una ricezione meno compatta.

Il progetto, basato sulla novella The Hedge Knight, racconta le prime avventure di Dunk e del giovane Egg, rispettivamente interpretati da Peter Claffey e Dexter Sol Ansell. Fin dalle prime puntate, l’attenzione alla fedeltà al materiale originale è stata uno dei punti di forza più riconosciuti.

La scena assente e le spiegazioni dello showrunner

Nel corso di un AMA su Reddit, lo showrunner Ira Parker ha affrontato una questione che ha animato parte del fandom: l’assenza di un momento cruciale presente nella novella. Nel libro, poco prima del Processo dei Sette, la popolazione locale sostiene Dunk. In quell’occasione il protagonista si rivolge al fabbro Steely Pate chiedendo: “Cosa sono io per loro?”. La risposta — “Un cavaliere che ha ricordato i propri voti” — riassume l’essenza morale della storia.

Parker ha spiegato che la scena era inizialmente inclusa nella sceneggiatura, ma è stata eliminata durante la produzione. Lo showrunner ha definito questa scelta una svista personale, riconoscendo che quella battuta rappresenta il cuore tematico del racconto.

Nonostante l’omissione, Parker sostiene che il significato della scena sia rimasto intatto nella versione televisiva, seppur affidato più alle immagini e alle azioni che alle parole.

Il tema dei voti cavallereschi nella serie

La costruzione del personaggio di Dunk nella serie ruota attorno allo stesso principio espresso nella frase tagliata. Un esempio evidente si trova nel terzo episodio, quando Dunk salva l’innocente Tanselle (Tanzyn Crawford) dall’aggressione del Principe Aerion Targaryen (Finn Bennett). È un gesto che ribadisce la sua fedeltà ai voti cavallereschi, anche quando ciò comporta conseguenze personali.

Nel quarto episodio, il confronto si fa ancora più netto. Baelor Targaryen (Bertie Carvel) sceglie di non combattere al fianco della propria famiglia, ma di sostenere Dunk, riconoscendo la sua integrità morale. Il contrasto con Aerion e con altri nobili, mossi da interessi personali, rafforza il messaggio centrale: essere cavaliere non significa soltanto appartenere a una casata, ma onorare un codice.

Anche il discorso pronunciato da Dunk nel quarto episodio, in cui accusa molti cavalieri di aver dimenticato i propri voti, esplicita ulteriormente il nucleo tematico della storia. La serie, pur senza la battuta del libro, insiste con coerenza sull’idea di onore come scelta consapevole.

Critica e pubblico: un equilibrio complesso

Il forte consenso della critica e il buon riscontro degli spettatori dimostrano che A Knight of the Seven Kingdoms ha trovato una propria identità all’interno del franchise. Alcuni fan hanno espresso rammarico per la scena tagliata, ma molti hanno riconosciuto come la narrazione visiva riesca comunque a trasmettere il messaggio originario.

La valutazione di 9,7 su IMDb testimonia un entusiasmo significativo da parte di una parte del pubblico, a conferma di come la serie sia riuscita a colpire nel segno, pur con qualche licenza narrativa.

Prima ancora del debutto completo, HBO ha già rinnovato la serie per una seconda stagione, che adatterà la novella The Sworn Sword. Le ultime due puntate della prima stagione andranno in onda il 15 e il 22 febbraio alle 22:00 ora locale su HBO e sulla piattaforma HBO Max.

A Knight of the Seven Kingdoms conquista la critica, ma divide il pubblico: il caso della scena tagliata
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