L’adattamento del 2026 di Cime Tempestose, tratto dal romanzo di Emily Brontë, si presenta con una scelta grafica che ha immediatamente acceso il dibattito. Il film, diretto da Emerald Fennell, mantiene nel materiale promozionale il titolo originale Wuthering Heights racchiuso tra virgolette, un dettaglio tutt’altro che casuale. Una decisione che riflette l’approccio dichiaratamente personale della regista a un classico della letteratura inglese.
Non è la prima volta che il romanzo viene portato sullo schermo, ma questa versione con Margot Robbie e Jacob Elordi punta su un’estetica e una sensibilità differenti, già evidenti dai primi trailer.
Una rilettura dichiaratamente personale
Il film racconta il tormentato legame tra Catherine Earnshaw (Margot Robbie) e Heathcliff (Jacob Elordi). Fin dalle prime immagini promozionali, la regia di Emerald Fennell – già nota per Saltburn – ha mostrato un’impronta stilistica marcata: atmosfere gotiche fortemente stilizzate e un sottofondo musicale energico, affidato a Charli XCX, che segna una distanza evidente dalle trasposizioni più tradizionali.

Alcuni fan avevano notato sin da subito la presenza delle virgolette nel titolo originale. Una scelta confermata dallo stesso Elordi in un’intervista a The Hollywood Reporter, dove ha chiarito che non si tratta di un dettaglio casuale.
“Le virgolette sono per una ragione”, ha spiegato l’attore, sottolineando che “Wuthering Heights” rappresenta la visione di Emerald, un’interpretazione personale di un grande capolavoro artistico.
Nel corso dello stesso colloquio, Elordi ha aggiunto: “Le virgolette sono per una ragione. Questa è la visione di Emerald e sono le immagini che le sono venute in mente a 14 anni; ciò che mi interessa è un’altra interpretazione di una grande opera d’arte — immagini nuove, immagini fresche, pensieri originali.”
Il significato delle virgolette
Anche la regista ha spiegato il senso della scelta. In un’intervista a Fandango, Fennell ha dichiarato di non aver mai pensato di poter eguagliare la grandezza del romanzo di Brontë. L’inserimento delle virgolette serve proprio a segnalare questa distanza consapevole.
“Non potevo mai sperare di creare qualcosa all’altezza del grande valore del romanzo. Aggiungendo le virgolette, ho sentito che era giusto dire che si tratta di Wuthering Heights, anche se in realtà non lo è.”
Il messaggio è chiaro: non una trasposizione fedele nel dettaglio, ma una reinterpretazione. Le virgolette diventano così un avvertimento implicito allo spettatore, un modo per dichiarare fin dall’inizio che ci si trova di fronte a uno sguardo soggettivo, filtrato dall’immaginario della regista.
Un’operazione simile, per certi versi, richiama scelte simboliche già viste altrove nel cinema contemporaneo, dove anche un segno grafico può suggerire una lettura alternativa dell’opera.
Cast e scelte discusse
Accanto a Robbie ed Elordi, il cast comprende Hong Chau, Owen Cooper, Shazad Latif e Alison Oliver. L’uscita nelle sale è prevista per il 13 febbraio.
Tra gli aspetti più discussi c’è stata proprio l’interpretazione di Heathcliff affidata a Elordi. Nella tradizione critica e cinematografica, il personaggio è spesso descritto con tratti più scuri o un’origine etnica ambigua. La scelta dell’attore australiano ha quindi sollevato perplessità in parte del pubblico.
Fennell ha difeso la decisione in un’intervista a Vogue, spiegando che Elordi le ricordava l’immagine di Heathcliff presente sulla copertina del libro che possedeva da adolescente. Un riferimento personale che conferma l’impostazione intimamente soggettiva dell’intero progetto.
Tra fedeltà e libertà creativa
Le prime reazioni critiche hanno evidenziato la forte impronta stilistica del film e le performance degli attori, riconoscendo che le differenze rispetto al romanzo non rappresentano necessariamente una mancanza, ma possono costituire un valore aggiunto.
L’obiettivo di Fennell sembra essere quello di catturare l’intensità emotiva dell’opera più che riprodurne pedissequamente la struttura narrativa. Una scelta che potrebbe dividere il pubblico: chi cerca una ricostruzione rigorosa potrebbe restare spiazzato, mentre chi è aperto a una rilettura troverà probabilmente elementi di interesse.
In definitiva, questo Cime Tempestose si propone come un’interpretazione contemporanea e personale di un classico senza tempo. Le virgolette nel titolo non sono un vezzo grafico, ma una dichiarazione d’intenti: segnalano che siamo di fronte a una visione, non a una copia. E invitano lo spettatore a guardare l’opera con occhi nuovi, accettandone la natura dichiaratamente reinterpretata.






