Disclosure Day, Spielberg torna alla fantascienza: tutti i segreti nascosti nei trailer

Disclosure Day segna il ritorno di Spielberg alla fantascienza: i trailer rivelano scomparsa, linguaggio alieno e coscienza collettiva in un mistero sempre più inquietante.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Steven Spielberg prepara il suo ritorno alla fantascienza con Disclosure Day, un progetto che ha già acceso il dibattito grazie ai primi due trailer diffusi nelle ultime settimane. Il film è stato presentato anche con uno spot da 60 secondi durante il Super Bowl LX, segnando un nuovo capitolo nel percorso del regista 79enne nel genere che lo ha reso celebre. Dopo classici come E.T. e Incontri ravvicinati del terzo tipo, Spielberg torna a confrontarsi con il tema extraterrestre, ma lo fa con toni più cupi e inquieti.

L’uscita nelle sale è fissata per il 12 giugno e l’attesa è alimentata da una campagna promozionale che, pur senza svelare troppo, ha già disseminato indizi significativi.

Un mistero al centro della storia

Protagonisti di Disclosure Day sono Emily Blunt e Josh O’Connor. Fin dal primo trailer, diffuso a dicembre, l’atmosfera è apparsa tesa e ambigua. Nessuna invasione spettacolare, nessuna pioggia di astronavi: al contrario, l’attenzione si concentra su segnali sottili, quasi disturbanti.

Cervi immobili che fissano i protagonisti. Uccelli che interrompono il volo. Animali che sembrano reagire a una presenza invisibile. È attraverso questi dettagli che il film costruisce il proprio presupposto narrativo, lasciando intuire un’influenza extraterrestre mai mostrata apertamente.

Lo spot del Super Bowl, però, ha ampliato il quadro, offrendo indizi più concreti sulla direzione della trama.

La scomparsa di Daniel Kellner

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Uno degli elementi più evidenti riguarda il personaggio interpretato da Josh O’Connor, Daniel Kellner. In una scena del primo trailer, il suo nome compare in un elenco di impiegati dispersi. La sequenza suggerisce una sparizione, ma non necessariamente un rapimento alieno.

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Il contesto lascia intendere piuttosto una scelta volontaria. Daniel pronuncia una frase significativa: vuole “rendere pubblica l’intera verità, tutta insieme”. Un’affermazione che lo colloca nella posizione di possibile whistleblower, pronto a divulgare informazioni di portata straordinaria.

È plausibile che sia entrato in possesso di prove decisive o di un artefatto legato alla presenza extraterrestre. Da qui, la necessità di fuggire o nascondersi, forse braccato dall’organizzazione per cui lavorava o da poteri interessati a mantenere il silenzio. Il film sembra così muoversi su coordinate di paranoia e controllo istituzionale, dove la conoscenza diventa pericolosa.

Il linguaggio a onde sinusoidali

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Emily Blunt interpreta una meteorologa televisiva che, durante una diretta, inizia improvvisamente a emettere suoni distorti e clic metallici al posto delle parole. La scena, già mostrata nel primo trailer, rappresenta uno dei momenti più inquietanti.

Alcuni appassionati di ufologia hanno ipotizzato che quei suoni possano richiamare il cosiddetto “linguaggio a onde sinusoidali”, una teoria proveniente dal folklore ufologico secondo cui gli extraterrestri comunicherebbero attraverso frequenze sonore anziché tramite linguaggio articolato.

Diversi spettatori sostengono di cogliere nei vocalizzi un messaggio di calma, come un invito a restare tranquilli. Sebbene non esistano basi scientifiche a sostegno di questa forma di comunicazione aliena, l’idea si inserisce in una tradizione narrativa cara a Spielberg. In Incontri ravvicinati del terzo tipo, ad esempio, il contatto avveniva attraverso musica e sequenze sonore, trasformando il suono in ponte tra specie diverse.

Una coscienza collettiva

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Un altro elemento ricorrente nei trailer è il tema della coscienza condivisa. In alcune sequenze, il personaggio di Blunt sembra scambiare corpo o percezioni con un’altra persona. Numerosi primi piani insistono sugli occhi dei personaggi, con pupille dilatate in modo innaturale.

Particolarmente significativa è la presenza di Colin Firth, che appare in un ruolo dai tratti antagonisti. In una scena avverte Daniel: “Se fai questa cosa, non potrai più tornare indietro”. Le sue parole suggeriscono che la rivelazione totale potrebbe legare l’umanità a qualcosa di irreversibile.

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Universal Pictures

Compaiono inoltre cavi neurali bianchi e dispositivi tecnologici collegati ai protagonisti, come se esistesse un’interfaccia capace di connettere o controllare le menti a distanza. In alcune sequenze, il personaggio di Firth sembra influenzare Eve Hewson da remoto, rafforzando l’ipotesi di una rete mentale condivisa o imposta.

L’UFO e il possibile arrivo

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Universal Pictures

Se nei primi materiali promozionali l’astronave aliena era appena visibile — un rapido fotogramma su uno schermo di controllo — lo spot del Super Bowl mostra qualcosa di più esplicito. Un bagliore intenso tra le nuvole, poi la sagoma di un disco piatto che emerge con chiarezza.

L’apparizione suggerisce che la narrazione potrebbe evolversi da un’influenza invisibile a un contatto fisico diretto. Resta però aperta una domanda: perché mostrarsi ora? La “disclosure” evocata dal titolo sembra indicare una rivelazione globale, ma non è chiaro se si tratti di una scelta degli alieni o di un atto umano destinato a cambiare per sempre gli equilibri.

Un ritorno alle origini, con toni più oscuri

Disclosure Day si presenta come un’opera che intreccia paranoia, comunicazione mentale e contatto extraterrestre in chiave meno spettacolare e più psicologica. Spielberg torna a esplorare il rapporto tra umanità e altre forme di vita, ma lo fa con un approccio che privilegia l’ambiguità e il dubbio.

I trailer non offrono risposte definitive. Al contrario, moltiplicano le domande, alimentando un senso di tensione che sembra destinato a culminare in una rivelazione capace di ridefinire il confine tra umano e alieno.

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