Disney è pronta a rimettere mano alla propria identità visiva. Lo studio che ha inaugurato la sua storia cinematografica nel 1937 con Biancaneve e i sette nani ha sempre fatto dell’evoluzione tecnica uno dei suoi tratti distintivi, passando nel tempo dall’animazione tradizionale alla computer grafica. Negli ultimi due decenni, titoli come Rapunzel – L’intreccio della torre, Frozen e Zootropolis hanno consolidato un linguaggio visivo riconoscibile e di enorme successo. Ora, però, all’orizzonte si profila una possibile nuova trasformazione, destinata a incidere sul modo in cui i film animati Disney verranno concepiti e realizzati.
Le parole di Jared Bush sul futuro di Disney Animation
A rilanciare il dibattito è stato Jared Bush, Chief Creative Officer di Walt Disney Animation Studios, intervenuto nel podcast The Town. Pur concentrandosi soprattutto sul percorso recente dello studio e sul successo di Zootopia 2, Bush ha lasciato spazio anche a riflessioni più ampie, accennando a un’evoluzione estetica che ha definito “molto interessante” e potenzialmente decisiva per il futuro.
Durante la conversazione è emersa l’ipotesi di un’influenza sempre più marcata dell’anime nell’animazione Disney. Una suggestione che Bush non ha respinto, anzi, chiarendo come questa forma espressiva abbia segnato profondamente il percorso di molti artisti dello studio.
L’influenza dell’anime e il riferimento a Miyazaki
Bush ha riconosciuto apertamente l’importanza dell’animazione giapponese, citando in particolare l’opera di Hayao Miyazaki. L’anime, secondo il dirigente, non va però inteso come uno stile rigido da imitare, bensì come un medium, alla pari della CGI. All’interno di questa definizione convivono approcci, sensibilità e modalità narrative molto diverse tra loro.
Il Chief Creative Officer ha spiegato di essere attratto soprattutto da film anime di respiro epico, caratterizzati da una costruzione del mondo estremamente curata e da un impatto visivo di grande bellezza. Elementi che, più che suggerire un cambio netto di stile, indicano una fonte di ispirazione capace di arricchire il linguaggio visivo e narrativo di Disney.
Nessun addio allo stile Disney, ma nuove contaminazioni
Bush ha voluto precisare che Disney Animation non ha alcuna intenzione di abbandonare il proprio stile consolidato né di trasformarsi improvvisamente in uno studio di animazione “in stile anime”. L’obiettivo è piuttosto quello di capire come alcuni tratti distintivi di quell’universo possano essere integrati, sia sul piano visivo sia su quello narrativo.
L’adattamento diretto dell’animazione anime, spesso legata a tecniche 2D molto specifiche, resta complesso. Tuttavia, lasciarsi influenzare da quel linguaggio apre nuove possibilità creative, offrendo allo studio strumenti diversi per raccontare storie e costruire mondi più ricchi e suggestivi.
Una “rivoluzione” nei prossimi cinque anni
Secondo Bush, questa fase di sperimentazione potrebbe portare a cambiamenti significativi già nel medio periodo. Il dirigente ha parlato apertamente di una possibile “rivoluzione” nell’aspetto dei film Disney entro i prossimi cinque anni, una dichiarazione che ha acceso l’interesse di pubblico e addetti ai lavori.
A rendere queste parole ancora più concrete è l’annuncio di Hexed, previsto per il 25 novembre 2026. Pur essendo ancora privo di materiali video ufficiali, il progetto ha già attirato l’attenzione grazie a un logo e a un concept art che suggeriscono uno stile grafico distante dalle recenti produzioni in CGI.
Hexed e il ritorno a un’estetica più artigianale
Il concept art diffuso mostra un’illustrazione fortemente evocativa, con colori vivaci e un’atmosfera fiabesca che richiama il disegno a mano e le tecniche tradizionali, come l’acquerello. Una scelta che si pone in netto contrasto con l’iperrealismo della CGI dominante negli ultimi anni e che molti interpretano come un primo segnale del cambiamento annunciato.
Secondo osservatori e fan, Hexed potrebbe rappresentare un banco di prova per un’animazione ibrida, capace di combinare elementi 2D e 3D senza rinunciare all’identità Disney. Un approccio che, se confermato, segnerebbe un passo importante verso una maggiore varietà stilistica.
Tra sperimentazione artistica e continuità commerciale
Nonostante l’entusiasmo per queste possibili innovazioni, resta diffusa l’idea che la computer grafica continuerà a occupare un ruolo centrale nelle produzioni Disney, anche per ragioni commerciali. I risultati ottenuti da franchise di grande richiamo dimostrano quanto la CG resti uno strumento efficace per coniugare spettacolarità visiva e successo al botteghino.
Allo stesso tempo, l’apertura verso contaminazioni e stili alternativi suggerisce la volontà di evitare l’immobilismo creativo, mantenendo viva la capacità dello studio di sorprendere e rinnovarsi.
In prospettiva, Disney sembra quindi orientata verso un restyling graduale ma significativo, capace di valorizzare anche tecniche più tradizionali e approcci misti. Il cambiamento non appare imminente né radicale, ma le premesse indicano un futuro dell’animazione Disney più vario e sperimentale, osservato con crescente curiosità.






