La community di Doom si è stretta attorno a uno dei suoi membri in un momento di straordinaria intensità emotiva. Un fan, colpito da una grave malattia e ricoverato in ospedale, ha scelto di trascorrere le ultime settimane della sua vita nei panni del Doom Slayer, trovando conforto e forza in una saga che lo accompagna da anni. La sua storia, condivisa online, ha generato una risposta corale che ha coinvolto sviluppatori, publisher e migliaia di giocatori in tutto il mondo.
Una passione che accompagna fino alla fine
Nei giorni scorsi, un utente Reddit conosciuto come Wanderingreader123 ha pubblicato un’immagine destinata a colpire profondamente la community: lo scatto lo ritrae mentre gioca a Doom: The Dark Ages direttamente dal letto di una stanza d’ospedale a Toronto. Nel messaggio che accompagna la foto, l’uomo racconta di aver ricevuto una diagnosi di cancro nel 2022 e di avere, con ogni probabilità, solo poche settimane di vita.
La sua passione per Doom nasce nel 2016, con il reboot moderno della serie. Da allora ha completato Doom Eternal e tutti i contenuti aggiuntivi, ma non aveva mai avuto la possibilità economica di giocare all’ultimo capitolo, Doom: The Dark Ages. Una situazione cambiata grazie a un gesto inatteso: l’ospedale in cui è ricoverato ha acquistato una PS5 e una copia del gioco, permettendogli di vivere questa esperienza senza doversi alzare dal letto.

Nel suo post, Wanderingreader descrive con parole semplici ma potenti ciò che sta vivendo: racconta di essere arrivato al Capitolo 4 e di provare una “gioia infantile” nel tornare alle origini come vero Demon Slayer. Consapevole di non poter vedere i futuri DLC, si dice comunque grato di aver finalmente potuto stringere tra le mani il gioco. Il suo ringraziamento va direttamente agli sviluppatori di id Software, colpevoli – in senso affettuoso – di aver creato un’opera capace di riportare al centro il genere FPS e di reinventarlo con una forza che pochi altri titoli hanno saputo eguagliare.
Il messaggio si chiude con un’espressione che per molti fan è diventata quasi un credo: “Rip & Tear”.
La risposta degli sviluppatori
La storia non è passata inosservata. Tra i commenti più significativi spiccano quelli di figure centrali nella storia della saga. Hugo Martin, direttore creativo di Doom (2016), Doom Eternal e Doom: The Dark Ages, ha risposto con parole cariche di rispetto e partecipazione emotiva. Ha ricordato al suo team quanto i giocatori si affezionino ai titoli e quanto sia fondamentale metterci la stessa cura e lo stesso cuore. Per Martin, il Doom Slayer rappresenta forza, coraggio e determinazione, qualità che ha riconosciuto direttamente nel fan.
A fargli eco è stato John Romero, creatore della serie, che ha definito Wanderingreader l’incarnazione stessa del coraggio. Romero ha sottolineato come Doom sia nato con l’idea di far sentire i giocatori potenti anche davanti a sfide insormontabili, e sapere che il gioco abbia accompagnato qualcuno fino alla fine del suo percorso personale ha un valore che va oltre le parole.
Anche Bethesda ha voluto far sentire la propria vicinanza. Joshua Boyle, community manager della compagnia e volto noto dei livestream ufficiali dedicati alla saga, ha raccontato di aver contattato direttamente il fan tramite messaggio privato, assicurandogli che il team avrebbe fatto tutto il possibile per sostenerlo.
Una community che va oltre il videogioco
Dopo questa ondata di messaggi, Wanderingreader ha risposto definendo quanto accaduto “un privilegio estremo”, ringraziando la community per l’affetto ricevuto. La vicenda ha continuato a diffondersi, generando ulteriori messaggi di solidarietà e riflessione. Tra questi, uno in particolare ha colpito molti utenti per la sua forza evocativa: “Non andare piano verso quella buona notte. Rip & tear contro la morte della luce”.
Al di là delle singole frasi, ciò che emerge con chiarezza è il valore del senso di appartenenza. In questo caso, Doom non è stato soltanto un videogioco, ma un punto di riferimento, un linguaggio condiviso e una fonte di conforto in un momento di estrema fragilità. Un esempio concreto di come l’intrattenimento interattivo possa diventare anche uno spazio di solidarietà e umanità, capace di unire persone lontane ma accomunate dalla stessa passione.







