Anche senza apparire direttamente in scena, Iman Vellani ha voluto dire la sua sull’ultima serie televisiva del Marvel Cinematic Universe. L’attrice, nota per il ruolo di Kamala Khan/Ms. Marvel, ha infatti condiviso una lista motivi per cui, a suo avviso, Wonder Man merita assolutamente una visione. La serie, ora disponibile su Disney+, rappresenta una delle proposte più atipiche e personali dell’MCU recente.
Una serie Marvel fuori dagli schemi
Wonder Man ruota attorno a Simon Williams, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, un uomo dotato di superpoteri che cerca di costruirsi una carriera come attore, nascondendo la propria vera natura mentre partecipa al remake di un film di supereroi. Al suo fianco c’è Trevor Slattery, personaggio già noto ai fan Marvel, interpretato da Ben Kingsley, già apparso in Iron Man 3, All Hail the King e Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings.
Pur essendo inserita nel vasto mosaico dell’MCU, la serie si distingue per un approccio più intimo e meno dipendente dalla lore complessiva. Non compaiono infatti Kamala Khan né altri eroi di primo piano, una scelta che contribuisce a rendere Wonder Man più accessibile anche a chi non segue ogni singola uscita Marvel.
L’entusiasmo di Iman Vellani su Letterboxd
Nonostante l’assenza del suo personaggio, Vellani ha voluto elogiare pubblicamente la serie sulla piattaforma Letterboxd, assegnandole un punteggio di quattro stelle e mezzo su cinque. Nel suo commento, l’attrice ha chiarito che il giudizio nasce esclusivamente dalla sua passione personale e non da pressioni produttive o indicazioni da parte di Kevin Feige.
Nel post, Vellani ha elencato dodici ragioni per cui Wonder Man è una visione consigliata, anche per chi guarda con scetticismo alle serie Marvel più recenti. Secondo l’attrice, lo show è in grado di “stuzzicare lo scettico interiore” grazie a un tono più umano, meno epico e più concentrato sui personaggi.
Un Marvel più “grounded” e umano
Tra gli elementi più apprezzati da Vellani spiccano l’autenticità della narrazione e il ritorno a un Marvel più “grounded”, descritto come “un po’ strano, piccolo e leggermente malinconico”. Una definizione che sembra rispondere alle critiche di parte del pubblico, che negli ultimi anni ha percepito una certa saturazione di effetti speciali e trame eccessivamente interconnesse.
La serie punta sull’umanizzazione dei supereroi, mostrando personaggi fallibili, pieni di dubbi e contraddizioni. L’atmosfera richiama spesso quella di una buddy comedy e di una storia di mentorship, privilegiando relazioni e crescita personale rispetto allo spettacolo puro.
Musica, leggerezza e collegamenti discreti
Tra i motivi più leggeri citati dall’attrice ci sono anche i “needle drop”, ovvero le scelte musicali utilizzate per enfatizzare momenti chiave della storia. Un elemento che contribuisce a dare identità allo show e a renderlo più riconoscibile.
Dal punto di vista dei collegamenti con l’MCU, uno dei pochi personaggi ricorrenti è l’Agent P. Cleary, interpretato da Arian Moayed, già visto in Ms. Marvel come membro del Dipartimento di Damage Control. La sua presenza funge da tenue filo conduttore con le altre serie, senza però risultare essenziale per la comprensione della trama.
Un successo di critica e pubblico
Tutti gli episodi di Wonder Man sono attualmente disponibili su Disney+. La serie ha ottenuto un riscontro molto positivo, con un punteggio dell’89% da parte della critica e dell’88% del pubblico su Rotten Tomatoes. Numeri che confermano come l’esperimento sia riuscito a convincere sia gli spettatori più affezionati sia chi cercava qualcosa di diverso dal classico racconto supereroistico.
In attesa di eventuali annunci su una seconda stagione o su futuri ritorni di Simon Williams e Kamala Khan nel MCU, l’entusiasmo di Iman Vellani contribuisce a rafforzare l’immagine di Wonder Man come una produzione sincera e personale. Un progetto che dimostra come Marvel possa ancora reinventarsi, puntando su storie più intime e su personaggi che, prima di essere supereroi, restano profondamente umani.






