Lucasfilm ha diffuso un primo sguardo ufficiale a Kylo Ren con indosso l’iconico elmo di Darth Vader, creando un forte collegamento simbolico tra due delle figure più emblematiche del lato oscuro della Forza. In quanto nipote biologico di Anakin Skywalker, l’ossessione di Kylo per Vader è sempre stata centrale nella costruzione della sua identità, in particolare all’interno della Sequel Trilogy. Sebbene in Star Wars: L’ascesa di Skywalker il personaggio mostri una temporanea apertura verso la luce, la nuova narrativa canonica conferma che, dopo Star Wars: Gli ultimi Jedi, il suo cammino si è fatto ancora più oscuro.
Legacy of Vader #11 e il rifiuto dell’eredità Sith
Uno dei passaggi più significativi di questa evoluzione è raccontato in Legacy of Vader #11, ambientato temporalmente tra Gli ultimi Jedi e L’ascesa di Skywalker. Il fumetto esplora uno dei momenti più cupi della parabola di Kylo Ren, mostrando il suo rifiuto di una trasformazione forzata in un nuovo Darth Vader.
La vicenda si svolge su Mustafar, pianeta simbolo di dolore e perdita nella mitologia di Star Wars. Qui Kylo si risveglia prigioniero di Vanee, un fanatico servitore di Vader convinto che la sofferenza sia il vero motore della grandezza. Dopo aver lasciato una dimensione dell’aldilà della Forza e aver ascoltato Luke Skywalker ribadire la sua fiducia in Ben Solo, Kylo viene sottoposto a un vero e proprio rituale di tortura.
Vanee lo droga, gli impone un casco ispirato a quello di Vader e tenta di replicare le sofferenze di Anakin Skywalker, immergendolo in un bacino di lava per “temprare” il suo corpo e la sua mente. Nel momento in cui la maschera si chiude completamente, Kylo appare per un istante intrappolato in una sorta di “modalità Vader”, simbolo di una perdita totale di identità.
La rottura definitiva con il mito di Vader
La sequenza prende una svolta decisiva quando Kylo riesce a spezzare l’illusione. Liberatosi dai legacci, distrugge le forze di Vanee, fa sanguinare un cristallo kyber e uccide il suo carceriere, gettandolo nel magma. Il gesto rappresenta un rifiuto netto dell’idea di perpetuare Darth Vader come icona eterna del male.
Una delle immagini più potenti del fumetto mostra Kylo con l’elmo di Vader incrinato, le crepe illuminate dal rosso della lava, mentre lotta fisicamente e interiormente contro l’eredità del Sith. In un primo piano carico di tensione, lo sguardo determinato del personaggio rivela il conflitto tra il peso del passato e la ricerca di una propria identità autonoma. La scena culmina con Kylo che si sfila il casco, lasciando ricadere i capelli e interrogandosi sul vero significato dell’eredità di Vader.
Nella vignetta conclusiva, Kylo si trova davanti alla cripta segreta di Darth Vader, altro simbolo di un’eredità ambigua e ingombrante. Il dubbio che lo attraversa è chiaro: quell’eredità è ancora qualcosa di reale o soltanto un’illusione costruita sul dolore.
Il ruolo del casco e i legami con la Sequel Trilogy
All’interno della Sequel Trilogy, il casco di Vader aveva già assunto un valore simbolico forte. Recuperato dopo il rogo funebre di Anakin sulla luna di Endor, l’elmo compare in Star Wars: Il risveglio della Forza come reliquia del male, dimostrando quanto l’ombra di Vader continuasse a incombere anche in un’epoca di apparente redenzione.
Il numero precedente, Legacy of Vader #10, aveva inoltre offerto una rilettura della morte di Luke Skywalker in Gli ultimi Jedi, suggerendo che il sacrificio del Jedi fosse una scelta consapevole per permettere ad altri di vivere in pace e nella luce. Questi elementi mostrano come fumetti e romanzi stiano ampliando e chiarendo zone d’ombra lasciate dai film, contribuendo a rafforzare il canone narrativo.
Kylo Ren, un personaggio ancora centrale per i fan
Nonostante la sua assenza attuale dai progetti live-action, Kylo Ren continua a essere una figura centrale per il fandom di Star Wars. La sua popolarità ha alimentato, negli anni, richieste per nuovi progetti dedicati al personaggio, come il film Hunt for Ben Solo, che avrebbe visto il ritorno di Adam Driver. Il progetto è stato poi cancellato, ma l’interesse verso Ben Solo resta elevato.
Un universo espanso tra ambizioni e incertezze
La gestione recente dell’universo di Star Wars appare però segnata da una certa discontinuità. In vista del ritorno al cinema nel 2026 con The Mandalorian & Grogu, si registrano numerosi progetti annunciati e poi sospesi o cancellati, come Rangers of the New Republic, Rogue Squadron e il film prodotto da Kevin Feige.
La scelta di proseguire l’epoca della Sequel Trilogy con un film dedicato a Rey, interpretata da Daisy Ridley, senza includere Kylo Ren, accentua la sensazione di una pianificazione frammentata. La cancellazione di Hunt for Ben Solo si inserisce in questo contesto, alimentando la frustrazione di una parte del pubblico che vorrebbe vedere uno sviluppo più coerente e continuativo dell’universo narrativo.
In questo scenario, Legacy of Vader #11 dimostra come Kylo Ren resti una figura narrativamente potente, capace di incarnare le contraddizioni e i conflitti più profondi del lato oscuro, e conferma che la sua storia continua a essere centrale nell’immaginario di Star Wars, anche al di fuori del grande schermo.
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