Il dibattito sul futuro del Marvel Cinematic Universe è più acceso che mai. Dopo una fase complessa attraversata negli anni 2020, la macchina produttiva dei supereroi sta vivendo un momento di riflessione e riorganizzazione in vista del 2026. Tra chi osserva con attenzione questa transizione c’è anche Tom Rothman, CEO di Sony Pictures, partner storico di Marvel sul fronte Spider-Man.
Durante una recente partecipazione al podcast The Town, condotto da Matthew Belloni, Rothman ha offerto un’analisi lucida sugli errori recenti dell’MCU e sulla strategia che, a suo giudizio, riporterà la saga sulla giusta traiettoria. Al centro del discorso c’è sempre lui: Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios.
Il problema della sovraesposizione dell’MCU
Rothman collabora con Marvel Studios e Disney sin dai primi passi della nuova incarnazione cinematografica di Spider-Man, introdotta in Captain America: Civil War con l’esordio di Tom Holland nel ruolo dell’eroe. Un rapporto di lunga data che gli consente di osservare dall’interno l’evoluzione del franchise.
Pur ribadendo il rispetto nei confronti di Feige — ricordando anche la sua presenza discreta ai tempi del primo X-Men — Rothman non ha evitato di individuare quello che considera l’errore principale degli ultimi anni: l’eccessiva produzione di contenuti.
La spinta verso lo streaming, con un numero crescente di serie distribuite su Disney+, avrebbe generato un senso di saturazione. Secondo Rothman, il pubblico ha bisogno di “sentire la mancanza” di un prodotto per desiderarlo davvero. La scarsità, in altre parole, crea valore.
Come ha spiegato nel podcast, la logica dell’abbondanza continua rischia di indebolire l’attesa. L’assenza, invece, rafforza l’affetto.
La fiducia in Kevin Feige
Nonostante le critiche alla strategia passata, Rothman ha espresso una fiducia totale nei confronti di Feige. Il dirigente Sony ha dichiarato che ci sono pochissime persone nel settore contro cui non scommetterebbe mai, citando tra queste anche James Cameron.
Per Rothman, Feige è perfettamente consapevole della situazione e sta già intervenendo con una correzione di rotta evidente. Meno produzioni televisive, maggiore concentrazione sugli eventi cinematografici principali. Un cambio di passo che punta a semplificare l’esperienza dello spettatore.
Negli ultimi anni, infatti, la forte interconnessione tra film e serie aveva reso l’MCU sempre più complesso. Chi non seguiva ogni uscita rischiava di sentirsi escluso o di perdere passaggi fondamentali della trama. Ridurre questa dipendenza reciproca tra piccolo e grande schermo sembra ora una priorità.
Il ritorno ai grandi eventi: Doomsday e Secret Wars
Il nuovo corso si riflette soprattutto nella programmazione futura. Dopo tre film distribuiti nel 2025, l’attenzione si concentrerà su due appuntamenti chiave: Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars. Due titoli destinati a chiudere la cosiddetta Saga del Multiverso.
Rothman si è detto convinto che questa strategia “meno è più” porterà benefici concreti. Ha inoltre rassicurato i fan proprio su Avengers: Doomsday, lasciando intendere che non ci siano motivi di preoccupazione.
Parallelamente, Sony continuerà a gestire il proprio tassello dell’universo condiviso con Spider-Man: Brand New Day, destinato a rappresentare uno dei titoli di punta del listino 2026 della major.
I numeri, del resto, parlano chiaro: i film di Spider-Man ambientati nell’MCU hanno incassato complessivamente circa 3,93 miliardi di dollari a livello globale. Un risultato che testimonia la solidità della collaborazione tra Sony e Marvel.

Il futuro di Feige e dell’MCU
Rothman attribuisce le scelte produttive più aggressive degli ultimi anni anche alle direttive della precedente amministrazione Disney, sottolineando come Feige abbia agito da “uomo d’azienda”. Oggi, però, il contesto è cambiato e la priorità sembra essere la qualità più che la quantità.
Nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla trasformazione del mercato verso lo streaming, l’MCU resta la saga cinematografica di maggior successo commerciale della storia. Gli anni 2010 hanno fissato standard quasi irraggiungibili, ma la volontà di rilancio è evidente.
Se Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars riusciranno a convincere pubblico e critica, il 2028 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per il franchise, quasi vent’anni dopo il debutto di Iron Man.
Per Rothman, la conclusione è semplice: con Kevin Feige alla guida, non è il momento di scommettere contro Marvel. La prossima era dei supereroi è già in costruzione.
Fonte: thedirect.com
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