Perché rifare Morrowind oggi sarebbe un problema: il punto di vista di un ex veterano Bethesda

Un ex designer Bethesda spiega perché un remake di Morrowind sarebbe problematico oggi, tra codice perduto, nostalgia e meccaniche ormai datate.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Perché rifare Morrowind oggi sarebbe un problema: il punto di vista di un ex veterano Bethesda

L’ipotesi di un remake di The Elder Scrolls III: Morrowind continua a riaffiorare ciclicamente tra i fan, ma secondo un ex volto storico di Bethesda Game Studios si tratterebbe di un’operazione tutt’altro che semplice. A sollevare dubbi concreti è Bruce Nesmith, ex lead designer dello studio e figura chiave nello sviluppo di The Elder Scrolls V: Skyrim.

Perché rifare Morrowind oggi sarebbe un problema: il punto di vista di un ex veterano Bethesda

Secondo Nesmith, le criticità principali sarebbero almeno due: da un lato la possibile perdita del codice sorgente originale, dall’altro il rischio che l’esperienza di gioco, rigiocata oggi, risulti molto meno affascinante di quanto suggeriscano i ricordi nostalgici.

Il nodo del codice sorgente

In un’intervista a Press Box, Nesmith ha spiegato che il primo grande ostacolo tecnico riguarda proprio la conservazione del materiale originale. “Il problema di rifare Morrowind è che probabilmente non esiste più il codice originale. È un gioco così vecchio. Non so nemmeno se il codice sia ancora disponibile e, nel caso lo fosse, se oggi sarebbe persino compilabile”, ha dichiarato.

Si tratta di una difficoltà comune a molti titoli dei primi anni Duemila, sviluppati in un’epoca in cui la preservazione a lungo termine del codice non era una priorità. Senza una base tecnica solida, un remake fedele diventerebbe un’impresa estremamente complessa, se non impossibile.

La nostalgia contro la realtà del gameplay

Oltre agli aspetti tecnici, Nesmith ha posto l’accento su una questione più legata alla percezione dei giocatori. Secondo l’ex designer, tornare oggi a Morrowind potrebbe rivelarsi un’esperienza “imbarazzante” per molti fan. “Torna a giocare a Morrowind e dimmi se è davvero il gioco che vorresti rigiocare oggi”, ha affermato, sottolineando come il ricordo affettivo spesso edulcori meccaniche e scelte di design ormai superate.

A suo avviso, è naturale provare un forte legame emotivo con titoli che hanno segnato una fase importante della propria storia videoludica. Tuttavia, rimettere mano a un gioco di oltre vent’anni fa può far emergere limiti evidenti nel ritmo, nell’interfaccia e nella scrittura, aspetti che oggi rischiano di risultare datati o addirittura “cringe”.

Il precedente di Oblivion

Nesmith ha richiamato anche l’esperienza maturata con The Elder Scrolls IV: Oblivion, ricordando come alcune scelte narrative e stilistiche siano state rivalutate negativamente col passare del tempo. “Ho lavorato su Oblivion e sono responsabile di alcune di quelle scene che oggi definiremmo ‘cringe’”, ha ammesso. Secondo lui, più si torna indietro nel tempo, più questi elementi rischiano di emergere in modo evidente, rendendo difficile una riproposizione fedele senza interventi radicali.

Meglio un remake o qualcosa di nuovo?

Pur non escludendo del tutto l’idea di un ritorno a Morrowind, Nesmith si è mostrato più favorevole a un approccio alternativo. Un remake totale potrebbe aggirare parte dei problemi, ma resta una domanda di fondo: “Perché non creare semplicemente qualcosa di nuovo?”.

L’ex designer si è detto aperto a una nuova storia ambientata nelle terre di Morrowind, purché non si tenti di replicare in modo pedissequo il gioco originale. Alcuni elementi iconici potrebbero essere mantenuti, ma rielaborati con una sensibilità moderna, eliminando ciò che non reggerebbe più il confronto con gli standard attuali.

Le aspettative su Bethesda oggi

Nesmith ha infine commentato il peso delle aspettative che gravano su Bethesda. A suo dire, se un altro studio avesse pubblicato un titolo come Starfield, probabilmente sarebbe stato accolto come un evento straordinario. Con Bethesda, però, l’asticella è sempre molto più alta, rendendo ogni progetto più difficile da valutare senza confronti ingombranti con il passato.

In questo contesto, l’idea di rifare Morrowind appare ancora più rischiosa. Per Nesmith, il futuro della serie passa più facilmente da nuove storie e nuove interpretazioni, piuttosto che da una riproposizione fedele di un capitolo che appartiene ormai a un’altra epoca del videogioco.

Fonte: gamesradar.com

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