Il traguardo dei 1.000 episodi rappresentava un momento simbolico per Saturday Night Live, una trasmissione che ha segnato decenni di satira televisiva e costume popolare. La puntata celebrativa andata in onda questa settimana, però, non è riuscita a trasformare l’occasione in un vero evento memorabile. Nonostante la conduzione affidata ad Alexander Skarsgård e un parterre ricco di interpreti e segmenti potenzialmente interessanti, il risultato complessivo è apparso sottotono e privo di slancio.
L’episodio speciale era stato presentato come un omaggio alla lunga storia del programma, ma fin dalle prime battute ha faticato a trovare un ritmo convincente. Gli sketch si sono succeduti senza una reale progressione, lasciando spesso la sensazione di idee non pienamente sviluppate o di gag già viste. In un contesto celebrativo di questo tipo, l’assenza di un filo conduttore forte e di momenti realmente incisivi è risultata particolarmente evidente.
Un’apertura politica solo parzialmente riuscita
L’apertura, tradizionalmente uno dei momenti più attesi di SNL, è stata anche uno dei pochi segmenti giudicati almeno discreti. La scena proponeva una parodia legata alla gestione delle operazioni di immigrazione al confine statunitense, con riferimenti alle tensioni nel Minnesota. Donald Trump, interpretato da Pete Davidson, appariva come un presidente caricaturale che inviava il suo vice Tom Homan a dirigere un briefing fittizio con gli agenti dell’ICE, ritratti come un gruppo disorganizzato e impreparato.
In questo contesto, le interpretazioni di Mikey Day, Kenan Thompson e James Austin Johnson sono state tra le poche a emergere, grazie a una recitazione più solida e a un timing comico meglio calibrato rispetto al resto della serata.
Weekend Update resta una certezza relativa
Un altro segmento che ha mostrato una qualità leggermente superiore alla media è stato Weekend Update, storicamente uno dei pilastri del programma. Pur non raggiungendo i livelli delle edizioni più riuscite, la rubrica ha mantenuto una certa brillantezza. Colin Jost ha ironizzato sulla fine del “Dry January”, introducendo poi la consueta sequenza di notizie satiriche.
Nel corso del segmento, Sarah Sherman ha vestito i panni di una nuova meteorologa, trovandosi a interagire con Jack McBrayer, noto per 30 Rock. Il risultato è stato un momento di confusione volutamente surreale, ambientato sotto le luci del Rockefeller Center, che ha strappato qualche sorriso ma senza lasciare un segno duraturo.
Sketch deboli e idee poco sfruttate
Tra i segmenti più criticati figura quello dedicato ad Agnes, una ragazzina preadolescente interpretata dallo stesso Skarsgård. Il personaggio, appena trasferito dall’Iowa e incapace di relazionarsi con le coetanee, era al centro di una scena in cui la madre, interpretata da Ashley Padilla, organizzava un incontro con altre bambine, interpretate da Sherman, Chloe Fineman, Jane Wickline e Veronika Slowikowska.
La gag, basata su urla ripetute e reazioni eccessive, è apparsa presto stancante. L’idea di partenza, che poteva sfociare in una satira pungente sull’inadeguatezza adolescenziale, si è trasformata in una sequenza confusa e poco divertente, lontana dagli standard abituali del programma.
Anche Tarzan non convince
Deludente anche la parodia dedicata a Tarzan, interpretato da Skarsgård. Nel segmento, il personaggio lasciava Jane, interpretata da Sarah Sherman, accusandola di avere troppe “red flags”. La scena si concludeva con una caduta rovinosa di Jane dalla capanna sugli alberi. Nonostante il potenziale per una comicità ispirata allo screwball classico, il risultato finale è apparso statico e privo di ritmo, senza riuscire a valorizzare né l’idea né gli interpreti.
Un anniversario senza vero slancio
Nel complesso, la puntata del millesimo episodio è sembrata un’occasione mancata. Saturday Night Live ha dimostrato più volte, nel corso della sua lunga storia, di sapersi reinventare e di offrire satira incisiva e memorabile. In questa circostanza, però, la celebrazione si è tradotta in una serie di sketch poco ispirati e raramente all’altezza dell’importanza dell’evento.
Il programma va in onda ogni sabato sera alle 23:30 ET e alle 20:30 PT (02:30 e 05:30 ora italiana), continuando a proporre un mix di satira politica, cultura pop e comicità. Questa volta, tuttavia, il risultato finale ha faticato a incontrare le aspettative di pubblico e critica, come riportato anche da Screen Rant.
Fonte: screenrant.com






