Il sesto episodio di Star Trek: Starfleet Academy, intitolato “Come, Let’s Away”, segna una svolta evidente nella prima stagione. Diretto da Larry Teng e scritto da Kenneth Lin e Kiley Rossetter, l’episodio abbandona toni più leggeri per abbracciare un registro drammatico, con conseguenze che promettono di influenzare il prosieguo della serie.
La posta in gioco si alza sensibilmente, sia sul piano emotivo sia su quello narrativo, e l’Accademia della Flotta Stellare diventa il teatro di eventi che mettono a dura prova cadetti e ufficiali.
Una sconfitta devastante
Al centro della vicenda c’è la comandante Nahla Ake, interpretata da Holly Hunter, costretta a confrontarsi con una battuta d’arresto orchestrata dall’antagonista Nus Braka, a cui dà volto Paul Giamatti. Il conflitto tra i due assume contorni più cupi, mentre la minaccia si estende oltre le mura dell’Accademia.
L’episodio si apre con Tarima Sadal (Zoë Steiner) in coma dopo aver utilizzato le proprie abilità psichiche betazoidi per salvare Caleb Mir (Sandro Rosta) e gli altri cadetti. Il gesto eroico, tuttavia, ha un prezzo altissimo.
La tragedia si compie con la morte di Series Acclimation Mil (SAM), interpretato da Kerrice Brooks. Parallelamente, Nus Braka riesce a sottrarre armi top-secret destinate alla Flotta Stellare, aprendo scenari di ulteriore escalation. Il dualismo tra bene e male si fa più netto e la tensione cresce in vista della seconda parte di stagione.
Tarima e Caleb: chimica e vulnerabilità
In un’intervista a Screen Rant, Steiner e Rosta hanno parlato della dinamica tra i loro personaggi. Steiner ha descritto la loro intesa come naturale fin dai primi giorni di riprese, mentre Rosta ha elogiato la collega per il talento e la generosità sul set.
La relazione tra Tarima e Caleb si sviluppa in modo credibile, anche nei momenti più intimi. Non manca però un elemento curioso: le scene si svolgono nella stanza di Caleb, condivisa con Ocam, fratello di Tarima, interpretato da Romeo Carere. Un dettaglio che aggiunge un velo di imbarazzo e umanità alla vicenda.
Rosta ha scherzato sul fatto che Caleb, cresciuto in fuga per gran parte della vita, non aveva mai avuto un letto tutto suo prima di entrare in Accademia. Un piccolo particolare che contribuisce a definire il personaggio.
L’eredità di Riker e i richiami al passato
Un momento significativo è legato ai racconti di Jonathan Frakes, storico interprete di William Riker nell’universo di Star Trek. Frakes ha condiviso con i giovani attori aneddoti sulle storie d’amore del franchise, in particolare quella tra Riker e Deanna Troi (interpretata da Marina Sirtis).
Steiner e Rosta hanno ricordato con entusiasmo il momento in cui Frakes li ha definiti “fortunati” per poter interpretare una relazione che richiama, per intensità e delicatezza, quelle del passato. Un passaggio simbolico che collega la nuova serie alla tradizione del franchise.
Azione e omaggi pop
Tra le sequenze più spettacolari spicca quella in cui Tarima, grazie ai suoi poteri psichici, salva i compagni in una scena ad alto impatto emotivo. Steiner ha definito l’esperienza “una vera fortuna”, sottolineando quanto sia stato stimolante esplorare un arco narrativo così intenso.
Curioso anche un omaggio alla cultura pop anni Duemila: un tiro a canestro senza guardare, ispirato a una celebre scena di Alien: Resurrection con Sigourney Weaver. Steiner, appassionata di pallacanestro, ha raccontato di aver voluto replicare quel momento durante le riprese, perfezionando il gesto con l’aiuto di Romeo Carere. Il dettaglio tecnologico? La palla utilizzata nella scena è stampata in 3D.
Un cambio di tono per la serie
“Come, Let’s Away” rappresenta un chiaro cambio di rotta. Il sacrificio di Tarima, la morte di SAM e il furto delle armi segnano un passaggio verso una narrazione più matura e drammatica.
La serie riesce a combinare azione, introspezione e richiami alla mitologia di Star Trek, mantenendo un equilibrio tra innovazione e rispetto per la tradizione. Se i primi episodi avevano gettato le basi, il sesto capitolo dimostra che Starfleet Academy è pronta ad affrontare temi più complessi.
Il risultato è un episodio intenso, capace di lasciare il segno e di preparare il terreno per sviluppi ancora più ambiziosi nella seconda metà della stagione.
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