Il nuovo corso dell’universo DC punta con decisione su Krypton. Dopo Superman (2025), il calendario cinematografico prevede Supergirl nel 2026 e, soprattutto, Superman 2: Man of Tomorrow nel 2027. Un titolo che segna un passaggio chiave per il DC Universe guidato da James Gunn, all’interno del primo arco narrativo intitolato Chapter One: Gods and Monsters.
Eppure, per molti fan dello Snyderverse, Man of Tomorrow rappresenta qualcosa di più: il sequel che la versione di Superman interpretata da Henry Cavill non ha mai ricevuto.
Il sequel che Man of Steel non ha avuto
Il richiamo è evidente già nel titolo. Man of Tomorrow si inserisce idealmente nella scia aperta da Man of Steel (2013), riprendendo la formula “Man of” e ribadendo l’idea di Superman come simbolo di speranza e modello morale per l’umanità.
Per anni, i sostenitori del DCEU hanno atteso un vero seguito diretto di Man of Steel, un film che potesse approfondire l’evoluzione del personaggio di Cavill dopo la distruzione di Metropolis e le tensioni con l’opinione pubblica. Quel progetto non è mai arrivato. Al suo posto sono arrivati Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e Justice League (2017), opere corali che hanno spostato rapidamente l’attenzione su un universo condiviso, senza concedere a Superman un secondo capitolo autonomo.
Con Man of Tomorrow, il DCU sembra finalmente voler raccontare quella crescita che nel precedente universo narrativo era rimasta in sospeso. La differenza, però, è sostanziale: al centro non ci sarà Henry Cavill, ma David Corenswet, nuovo volto dell’Uomo d’Acciaio.
Brainiac: il villain che i fan aspettavano
Uno degli elementi più discussi riguarda l’introduzione di Brainiac come antagonista principale. Il personaggio è tra i nemici più iconici di Superman, ma non ha mai avuto una vera trasposizione cinematografica di primo piano. Alcune versioni sono apparse in serie come Smallville, ma il grande schermo lo ha sempre evitato.
Per anni, Brainiac è stato considerato il candidato ideale per un ipotetico Man of Steel 2. La sua natura di intelligenza aliena e collezionista di mondi si sarebbe integrata perfettamente con le tematiche kryptoniane e con l’eredità di Kal-El. Ora, secondo quanto confermato da James Gunn, sarà proprio lui il villain di Man of Tomorrow.
L’ironia, per i nostalgici del DCEU, è evidente: il sequel tanto desiderato arriva, ma in un universo completamente rinnovato e con un interprete diverso.
Perché Man of Steel 2 non si è mai fatto
L’assenza di un vero seguito a Man of Steel è legata a una serie di scelte industriali e creative. Dopo il buon risultato del film del 2013, Warner Bros. ha accelerato verso la costruzione di un universo condiviso, culminato con Batman v Superman e poi con Justice League.
Le divisioni critiche e commerciali, unite ai cambi di leadership ai vertici dello studio, hanno generato un clima di incertezza. Il progetto di un Man of Steel 2 è rimasto per anni in una fase di sviluppo intermittente, tra indiscrezioni e smentite. La situazione si è ulteriormente complicata dopo l’uscita di scena di Zack Snyder e la riorganizzazione del franchise.
Le apparizioni successive di Cavill – inclusi cameo in Black Adam (2022) e The Flash (2023) – non hanno mai portato a un vero rilancio del personaggio. Alla fine, la scelta è stata quella di avviare un reboot completo con James Gunn, segnando la nascita del nuovo DCU.
Come sarebbe cambiato lo Snyderverse
Se Man of Steel 2 fosse stato realizzato, avrebbe potuto ridefinire l’intero Snyderverse. Un secondo capitolo dedicato a Superman avrebbe offerto spazio per sviluppare meglio il rapporto con Lois Lane, il conflitto con l’opinione pubblica e il percorso da eroe controverso a simbolo riconosciuto.
L’introduzione di Brainiac avrebbe rappresentato una sfida su scala cosmica, capace di rafforzare l’identità del personaggio e di preparare in modo più organico gli eventi corali successivi. Anche la morte di Superman in Batman v Superman avrebbe potuto acquisire un peso narrativo diverso, inserita in un arco più ampio e meno affrettato.
Tutto questo, però, è rimasto nel campo delle ipotesi.
Un’eredità raccolta dal nuovo DCU
Superman 2: Man of Tomorrow si presenta quindi come l’erede spirituale di quel progetto mai nato. Non sarà il proseguimento diretto della storia di Cavill, ma ne recupera alcune premesse: il confronto con Brainiac, la centralità del mito kryptoniano, il ruolo di Superman come guida morale.
Con David Corenswet, Nicholas Hoult e il nuovo impianto narrativo del DCU, il film segnerà un passaggio decisivo per la prima fase dell’universo condiviso. Per i fan dello Snyderverse, rappresenterà forse una chiusura simbolica di un percorso interrotto. Per il pubblico più ampio, potrebbe essere l’inizio di una nuova era.
Il vuoto lasciato da Man of Steel 2 non verrà colmato nello stesso modo immaginato dieci anni fa. Ma Man of Tomorrow dimostra che l’idea di un secondo grande capitolo dedicato a Superman non è mai davvero scomparsa. Ha semplicemente cambiato volto.
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