The A-Team, perché il reboot non ebbe un sequel: Joe Carnahan torna sul fallimento del film

Joe Carnahan spiega perché The A-Team non ebbe un sequel: marketing sbagliato, forte concorrenza e incassi inferiori alle attese hanno fermato il progetto.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

A oltre quindici anni dall’uscita nelle sale di The A-Team, il regista Joe Carnahan è tornato a riflettere sui motivi per cui il reboot d’azione del 2010 non è mai riuscito a trasformarsi in un vero franchise. Nonostante un cast di primo piano e un’impostazione fedele allo spirito della serie originale, il film non ha mai ottenuto il via libera per un secondo capitolo, rimanendo un progetto isolato.

Durante un’intervista concessa a The Direct in occasione della promozione del suo nuovo film The Rip, Carnahan ha ammesso senza mezzi termini che il lancio di The A-Team è stato un fallimento. Uscito nel 2010, il film ha incassato 77,2 milioni di dollari al botteghino domestico, una cifra giudicata insufficiente rispetto alle aspettative di 20th Century Fox, che aveva puntato su un rilancio duraturo del marchio.

Un sequel mai realizzato, ma già immaginato

Nel corso dell’intervista, Carnahan ha raccontato di aver immaginato un’apertura ambiziosa per The A-Team 2. Al centro della scena ci sarebbe stato Hannibal Smith, interpretato da Liam Neeson, protagonista di una sequenza volutamente sopra le righe. L’idea prevedeva una rivelazione graduale: dopo una lunga corsa, la macchina da presa si sarebbe allargata mostrando Hannibal nel deserto del Sahara, mentre guida una slitta trainata da cani.

L’obiettivo della missione sarebbe stato salvare Face, il personaggio interpretato da Bradley Cooper. Il piano, però, non si sarebbe basato su scontri a fuoco, ma su una partita a blackjack contro una misteriosa figura chiamata “The Shape”, utilizzando una Lamborghini e altri beni di lusso come posta in gioco. Un’idea che rifletteva perfettamente il tono autoironico e surreale che Carnahan aveva in mente per il seguito.

Il peso del marketing e della concorrenza

Secondo il regista, la responsabilità principale del fallimento commerciale va attribuita alle scelte di marketing e distribuzione. Carnahan ha ricordato come l’uscita del film sia stata penalizzata da una concorrenza particolarmente aggressiva, sottolineando che The Karate Kid “ci ha letteralmente seppelliti”.

Il remake con Jaden Smith e Jackie Chan ha incassato circa 30 milioni di dollari in più rispetto a The A-Team nel weekend di debutto, rendendo evidente lo squilibrio tra le due operazioni. Per Carnahan non si è trattato di una semplice coincidenza, ma del risultato di decisioni sbagliate che hanno compromesso fin dall’inizio le possibilità del film.

Un film rivalutato nel tempo

Nonostante i risultati deludenti al botteghino, il regista ha spiegato di aver ricevuto negli anni numerose attestazioni di affetto da parte del pubblico. Molti spettatori continuano a considerare The A-Team un film estremamente divertente, capace di catturare lo spirito scanzonato e irriverente della serie televisiva originale.

Carnahan ha sottolineato come la colonna sonora composta da Alan Silvestri, realizzata prima del suo coinvolgimento nell’universo Marvel, sia uno degli elementi più apprezzati. Proprio per questo, l’assenza di un sequel resta, a suo dire, “una delusione”, soprattutto alla luce della rivalutazione avvenuta negli anni successivi.

Il no definitivo al sequel

Già oltre dodici anni fa, Carnahan aveva chiarito pubblicamente che un seguito non sarebbe mai stato realizzato. In un messaggio su Twitter, ripreso da The Direct, il regista era stato estremamente diretto: il film non aveva generato profitti sufficienti e, di conseguenza, lo studio non aveva alcun interesse a proseguire.

Una presa di posizione netta, che nel tempo è diventata un punto di riferimento per i fan del film, costretti ad accettare che The A-Team sarebbe rimasto un esperimento isolato.

Le carriere dopo The A-Team

Dopo il 2010, Liam Neeson ha consolidato la propria immagine di star dell’action grazie ai sequel di Taken, a The Grey diretto dallo stesso Carnahan e, più recentemente, al reboot di The Naked Gun. Un percorso che dimostra come l’insuccesso di The A-Team non abbia inciso negativamente sulla sua carriera.

Per Joe Carnahan, invece, The Rip, oggi disponibile su Netflix, rappresenta il progetto più recente. Un film che conferma come, nell’attuale panorama industriale, il box office non sia più l’unico parametro per valutare il potenziale di un’opera.

Perché i fan continuano a chiedere A-Team 2

Il motivo per cui The A-Team viene ancora ricordato con affetto risiede nella sua natura di commedia d’azione volutamente esagerata. Con un punteggio del pubblico del 66% su Rotten Tomatoes, il film è considerato più una pellicola divertente e altamente rivedibile che l’inizio di un franchise strutturato.

Proprio per questo, molti fan ritengono che oggi un legacy sequel potrebbe trovare spazio sulle piattaforme streaming. Al momento, però, non esistono piani concreti, e il desiderio di rivedere il team in azione resta confinato nel campo delle ipotesi.

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