The Strangers è diventato, nel tempo, uno dei franchise horror più riconoscibili degli ultimi decenni. Con l’uscita di The Strangers: Chapter 1, la saga ha avviato una nuova trilogia pensata per espandere la mitologia dei celebri assassini mascherati che hanno segnato profondamente l’immaginario del genere. Ora, con The Strangers: Chapter 3, l’attenzione si concentra su Madelaine Petsch, protagonista nei panni di Maya, che per la prima volta ha indossato una delle iconiche maschere dei killer: quella di Dollface, assente alla fine del secondo capitolo.
Un’esperienza “estranea” e destabilizzante
In una recente intervista rilasciata a The Direct, Petsch ha raccontato quanto sia stato insolito trovarsi dall’altra parte del terrore, abbandonando il ruolo della vittima in fuga. L’attrice ha descritto l’esperienza come “molto strana”, spiegando di essersi sentita inizialmente spaesata, senza sapere bene “come muoversi e come muoverla”.
Secondo Petsch, indossare la maschera funziona in modo particolarmente efficace sul piano narrativo, perché introduce un livello di anonimato difficile da comprendere quando si è a volto scoperto. È proprio questa perdita d’identità visiva a rendere la presenza del personaggio ancora più disturbante.
La maschera come forma di potere negativo
Per Maya, la maschera non è soltanto un elemento iconografico, ma rappresenta anche una forma di potere. Un potere che, come ha sottolineato l’attrice, è tutt’altro che positivo. Petsch ha spiegato che la sensazione che ne deriva è “un po’ spaventosa”, perché unisce l’illusione del controllo alla vulnerabilità emotiva del personaggio.
Da un lato, coprire il volto significa acquisire forza attraverso l’anonimato; dall’altro, amplifica un senso di inquietudine costante che permea l’intera narrazione. Questo doppio effetto contribuisce a rendere Maya una figura ambigua, sospesa tra paura e dominio.
Guardarsi come spettatrice di sé stessa
Nel corso dell’intervista, condotta da Russ Milheim, Petsch ha raccontato di aver vissuto il processo interpretativo in modo diverso dal solito. Indossare la maschera per la prima volta l’ha portata a osservare il proprio personaggio quasi dall’esterno, come se fosse anche spettatrice di sé stessa.
Non aveva mai immaginato di dover indossare quella maschera, e proprio per questo l’esperienza le è risultata profondamente estranea. L’anonimato trasmesso dall’oggetto è stato immediato e tangibile, rafforzando l’idea di un potere disturbante che influisce direttamente sul comportamento e sulla percezione del personaggio.
Il significato della maschera Pin-Up
Parlando della progettazione della maschera di Pin-Up Girl, Petsch ha chiarito che non sono stati valutati modelli alternativi. La scelta è legata al significato simbolico del personaggio: la maschera rappresenta il tentativo di riscrivere la memoria di Shelly, morta nel secondo capitolo, all’interno dell’arco narrativo di Maya.
Come ha spiegato l’attrice, non si tratta di rendere la maschera “sua” in senso stretto, ma di trasformarla nel suo Pin-Up, mantenendo il valore simbolico piuttosto che una semplice somiglianza estetica.
Uscita e sguardo al futuro
The Strangers: Chapter 3 è attualmente previsto nelle sale cinematografiche il 6 febbraio 2026. Nel frattempo, Madelaine Petsch ha espresso il desiderio di continuare a lavorare nel genere horror, rivelando un interesse personale per un possibile remake di un film degli anni ’70, senza però entrare nei dettagli.
Un segnale chiaro della volontà dell’attrice di consolidare il proprio percorso all’interno del cinema di paura, affrontando ruoli iconici e sempre più complessi.






