Negli ultimi anni Lauren LaVera si è affermata come uno dei volti più riconoscibili del nuovo horror, grazie soprattutto al ruolo di Sienna Shaw nella saga di Terrifier. Personaggi segnati da traumi estremi e da una violenza persistente sono diventati una costante del suo percorso, e Twisted prosegue su questa linea, spostando però l’attenzione su un territorio più ambiguo e moralmente instabile.
Nel film, LaVera interpreta Paloma, una truffatrice priva di scrupoli che conduce un’esistenza irregolare fino a quando un episodio violento ne stravolge completamente il destino. Da quel momento, la protagonista entra in un incubo dominato da dolore, controllo e scelte eticamente discutibili, dando vita a un arco narrativo che rifiuta qualsiasi lettura semplicistica.
Paloma e il confronto con il dottor Keizan
Dopo l’evento che segna la svolta della storia, Paloma finisce sotto le cure del dottor Keizan, interpretato da Djimon Hounsou, già noto al grande pubblico anche per Shazam!. Keizan è un personaggio centrale e disturbante: un medico animato da un’idea distorta di salvezza globale, disposto a ricorrere a interventi chirurgici brutali e moralmente inaccettabili pur di raggiungere il suo obiettivo.
Il film costruisce attorno a lui un antagonista privo di contorni netti, lontano dal classico “cattivo” dell’horror. Keizan incarna un sistema di valori alterato, che mette costantemente in crisi i confini tra bene e male, costringendo lo spettatore a interrogarsi sulle implicazioni etiche della scienza e del sacrificio individuale.
Il metodo di Lauren LaVera
Parlando del suo approccio al personaggio, LaVera ha spiegato che la preparazione è una fase fondamentale, ma deve diventare quasi invisibile durante le riprese. L’obiettivo è interiorizzare il lavoro svolto prima del set, così da permettere all’interpretazione di fluire in modo naturale, senza dover “pensare” continuamente al personaggio.
Secondo l’attrice, anche l’ambiente di lavoro gioca un ruolo decisivo. Un set collaborativo e una squadra affiatata favoriscono la nascita di performance più autentiche, capaci di restituire la complessità emotiva richiesta da ruoli come quello di Paloma. In questo senso, LaVera ha espresso grande apprezzamento per Hounsou, definendolo un attore estremamente intuitivo e generoso nell’ascolto, qualità che arricchiscono ogni confronto in scena.
La regia di Darren Lynn Bousman
Un altro elemento chiave del progetto è la regia di Darren Lynn Bousman, nome indissolubilmente legato al franchise di Saw. Secondo LaVera, Bousman ha creato un contesto che incoraggiava l’improvvisazione e l’esplorazione dei personaggi, permettendo agli attori di sperimentare senza sentirsi vincolati da schemi rigidi.
Dal canto suo, il regista ha riconosciuto apertamente l’influenza di Saw sul suo modo di lavorare. Cresciuto professionalmente all’interno di quel mondo, considera inevitabile che quell’eredità continui a riflettersi nel suo stile, anche a distanza di anni. Citando una riflessione di Guillermo del Toro, Bousman ha sottolineato come fare cinema sia sempre un’impresa complessa, indipendentemente dal budget o dal tempo a disposizione, e come ogni produzione richieda continui adattamenti e riscritture.
Un horror di ambiguità e trasformazione
Twisted si distingue per la scelta di non offrire una separazione netta tra eroi e antagonisti. I personaggi assumono ruoli diversi a seconda delle situazioni, e Paloma stessa, inizialmente percepita come antipatica per il suo passato da truffatrice, evolve progressivamente, rivelando lati più fragili e umani.
LaVera ha evidenziato come la forza di personaggi moralmente ambigui risieda proprio nella loro umanità. Più una figura è attraversata da contraddizioni, più si avvicina all’esperienza reale, offrendo allo spettatore uno spazio di riflessione che va oltre la semplice paura. In questo senso, l’horror diventa uno strumento privilegiato per esplorare temi etici, sociali e morali senza risultare didascalico.
Un’uscita attesa nel 2026
Con arrivo in VOD fissato per il 6 febbraio 2026, Twisted si presenta come un film intenzionato a mettere alla prova le aspettative del pubblico horror. La combinazione tra tensione disturbante e approfondimento psicologico promette un racconto capace di sorprendere, rimanendo fedele al genere ma spingendosi verso territori più complessi.
La forza del film sembra risiedere proprio in questa scelta: usare l’horror non solo come veicolo di shock, ma come spazio di indagine delle zone d’ombra dell’animo umano. Un approccio che, attraverso interpretazioni intense e una regia consapevole, conferma come il genere continui a evolversi senza perdere la sua capacità di inquietare.






