Dopo il finale esplosivo della prima stagione, X-Men ’97 si prepara a compiere un salto narrativo senza precedenti per una produzione Marvel su Disney+. La serie animata di Marvel Studios Animation, che ha già dimostrato di saper coniugare rispetto per il materiale originale e ambizione moderna, introdurrà una struttura articolata su tre epoche temporali distinte.
Non si tratta di un semplice viaggio nel tempo, già esplorato nel Marvel Cinematic Universe. Qui il tempo diventa architettura narrativa: linee temporali parallele, personaggi separati per lunghi archi e trame destinate a intrecciarsi solo gradualmente.
Dall’esplosione di Asteroide M all’antico Egitto
Gli eventi ripartono dalla distruzione di Asteroide M. A seguito dell’esplosione, Magneto, Rogue, Nightcrawler, Beast e il professor Charles Xavier si ritrovano catapultati nell’antico Egitto, circa 5.000 anni prima del presente.
Qui incontreranno En Sabah Nur, il potentissimo mutante destinato a diventare Apocalypse, uno dei villain più iconici dell’universo degli X-Men. L’introduzione del personaggio in un contesto storico così remoto apre scenari ideologici e morali di grande portata. Il confronto con una figura quasi mitologica potrebbe ridefinire il rapporto tra Xavier e Magneto, da sempre divisi da una visione opposta del destino dei mutanti.
La linea narrativa ambientata nell’antichità promette di esplorare le radici del conflitto mutante, inserendolo in una cornice epica e simbolica.

Un futuro distopico con Jean e Cyclops
Parallelamente, l’implosione dell’asteroide spedisce Jean Grey e Cyclops circa 2.000 anni nel futuro. In questo scenario apocalittico entreranno in contatto con il Clan Askani, un gruppo ribelle impegnato nella protezione di Nathan Summers.
Il bambino è destinato a diventare una figura centrale nella mitologia mutante. La sua crescita e il suo ruolo nel futuro rappresentano uno snodo fondamentale della narrazione. Questa linea temporale introduce un contesto distopico che amplia ulteriormente il raggio d’azione della serie.
Nel frattempo, Jubilee e Sunspot restano nel presente, fungendo da punto di riferimento più familiare per lo spettatore e mantenendo un legame diretto con le dinamiche già consolidate nella prima stagione.
Un esperimento mai visto su Disney+
Il Marvel Cinematic Universe ha già affrontato il viaggio nel tempo in progetti come Loki, ma X-Men ’97 sceglie un approccio differente. Non si tratta di correggere una linea temporale o di salvaguardare un continuum, bensì di costruire una stagione interamente basata su tre piani cronologici attivi contemporaneamente.
Questa struttura multiplanare consente di sviluppare trame autonome che si influenzano a distanza. I personaggi non condividono lo stesso spazio-tempo, e proprio questa separazione diventa motore drammatico. L’idea è creare un mosaico narrativo complesso, in cui passato, presente e futuro dialogano senza fondersi immediatamente.
Un ritorno allo spirito degli anni ’90
La serie originale degli anni ’90 aveva già rivoluzionato il modo di raccontare supereroi in animazione, introducendo archi narrativi articolati e temi maturi. X-Men ’97 ha dimostrato, con la prima stagione, di saper recuperare quella profondità e aggiornarla al linguaggio contemporaneo.
La seconda stagione sembra voler spingersi oltre, adottando una costruzione ancora più ambiziosa. L’intreccio tra Egitto antico, futuro distopico e presente mutante non è solo un espediente spettacolare, ma un modo per ampliare il conflitto ideologico al centro della saga.
L’incontro con Apocalypse, la crescita di Nathan Summers e la frammentazione del gruppo storico degli X-Men potrebbero ridefinire gli equilibri dell’intera serie. Se la prima stagione ha riacceso l’interesse per il team mutante, la prossima promette di consolidarne il rilancio con una formula narrativa inedita per il panorama Marvel su Disney+.
X-Men ’97 si prepara così a diventare uno dei progetti più audaci dell’animazione supereroistica recente, puntando su una struttura che mette alla prova le convenzioni e amplia le possibilità del racconto multiversale.
Fonte: thedirect.com
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