Yakuza Kiwami 3, l’inaspettata anima da life sim che conquista più dei combattimenti

Yakuza Kiwami 3 sorprende con un’anima da life sim tra orti, pesca e vita all’orfanotrofio. Un’esperienza intima e rilassante nel cuore della saga Like a Dragon.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Yakuza Kiwami 3, l’inaspettata anima da life sim che conquista più dei combattimenti

Il sole cala sull’oceano di Okinawa e, per un attimo, tutto sembra immobile. Alle spalle c’è l’orfanotrofio Morning Glory, tra orti da curare, animali da accudire e bambini con cui giocare o fare i compiti. Potrebbe sembrare l’incipit di un life sim sulla scia di Stardew Valley o Animal Crossing, e invece siamo nel mondo ruvido e drammatico di Yakuza Kiwami 3. Un contrasto che funziona sorprendentemente bene, regalando un’esperienza inattesa e, a tratti, persino rasserenante.

Oltre il crimine: il cuore leggero di Like a Dragon

La saga Yakuza (nota anche come Like a Dragon) non si è mai limitata a raccontare drammi criminali e tragedie personali. Da sempre alterna momenti intensi a una quantità quasi travolgente di attività secondarie. Si può cantare al karaoke, cimentarsi in bizzarri minigiochi o riscoprire classici arcade come Virtua Fighter 3 e The Ocean Hunter, autentiche gemme del catalogo Sega.

Nel caso di Yakuza Kiwami 3, però, l’elemento più sorprendente non è uno di questi intermezzi. Il vero centro emotivo dell’esperienza è la vita quotidiana di Kazuma Kiryu all’orfanotrofio. Un aspetto che finisce per superare, almeno in termini di coinvolgimento personale, anche le attività più eccentriche — come guidare una banda di motociclisti composta in gran parte da donne temprate come l’acciaio. Sì, accade davvero. E no, non serve aggiungere altro.

Dal turismo di Dondoko Island all’orto di Morning Glory

La serie aveva già flirtato con il genere life sim. Nel 2024, Like a Dragon: Infinite Wealth — considerato da molti uno dei capitoli migliori — introduceva Dondoko Island, una modalità che permetteva di trasformare un’isola deserta in una piccola e vivace meta turistica.

L’idea era ambiziosa e sorprendentemente articolata. Eppure, l’approccio più contenuto di Yakuza Kiwami 3 risulta, per certi versi, ancora più efficace. Qui non si costruisce un impero turistico: si coltiva un orto insieme ai bambini, si cucina, si studia, si gioca a Reversi. Un ritmo lento, quasi domestico.

Kiryu assume letteralmente il ruolo di “Papà”, e il gioco non fa nulla per nascondere la centralità di questo aspetto. Più ci si prende cura dei piccoli ospiti dell’orfanotrofio, più cresce il riconoscimento del protagonista come figura paterna. È una progressione semplice ma significativa, che trasforma attività quotidiane in piccoli traguardi emotivi.

Un life sim raccolto, ma sorprendentemente appagante

Il sistema è essenziale: ogni attività completata assegna ricompense misurate, talvolta in denaro, talvolta in riconoscimenti simbolici. Non ci sono meccaniche opprimenti o sistemi eccessivamente complessi. Tutto è pensato per trasmettere serenità.

In un panorama dominato da life sim vastissimi e stratificati, questa dimensione più contenuta si rivela un punto di forza. L’ambientazione di Okinawa, con il suo mare e la luce calda del tramonto, contribuisce a creare un’atmosfera sospesa. Aiutare Taichi con i compiti o dedicarsi alla pesca diventa quasi terapeutico.

Proprio la pesca merita una menzione speciale: Kiryu utilizza un arpione per colpire le prede che nuotano sott’acqua, cercando di catturarne il più possibile prima dello scadere del tempo. È un minigioco teso ma leggero, di quelli che spingono a riprovare ancora una volta — almeno finché non si esaurisce l’esca necessaria per partecipare.

Perplessità iniziali e sorpresa finale

Nonostante l’affetto per la serie, l’avvicinamento a Yakuza Kiwami 3 non è stato privo di dubbi. Tra le novità del remake figura anche la presenza di Teruyuki Kagawa, coinvolto in accuse di molestie sessuali nel 2022 e qui interprete di Hamazaki. Inoltre, alcuni contenuti secondari sono stati rimossi rispetto a Yakuza 3 Remastered, inclusa la scomparsa del personaggio di Ayaka.

Eppure, superate le esitazioni, la modalità più tranquilla del gioco finisce per conquistare. La vita di Kiryu a Morning Glory è costellata di momenti di tenerezza e di minigiochi facili da apprendere ma soddisfacenti da perfezionare. Una dimensione che non annulla il dramma della trama principale, ma lo bilancia con equilibrio.

Con tanti titoli che puntano su ampiezza e complessità, Yakuza Kiwami 3 sceglie la misura. E proprio in questa misura trova la propria forza. Tornare a Okinawa, anche solo virtualmente, diventa un’esperienza a cui è difficile rinunciare. Da tempo un gioco non riusciva a catturare così intensamente, e in modo così inatteso, l’attenzione.

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