Negli ultimi anni l’universo DC ha attraversato una fase di profonda trasformazione, tra la chiusura della linea narrativa del DCEU e la nascita del nuovo DC Universe guidato da James Gunn e Peter Safran. In questo processo di riorganizzazione, diversi progetti annunciati in precedenza sono stati accantonati o rielaborati. Tra questi figura anche il film dedicato a Zatanna, affidato in origine alla sceneggiatura di Emerald Fennell.
Ospite del podcast Happy, Sad, Confused, la regista e scrittrice britannica è tornata a parlare del copione realizzato prima della nascita ufficiale di DC Studios. E le sue parole restituiscono l’immagine di un progetto molto personale, forse troppo.
Una sceneggiatura “demente” e profondamente personale
Emerald Fennell, premio Oscar per Promising Young Woman, aveva già definito in passato la sua versione di Zatanna come “demente”. Nell’intervista più recente ha aggiunto un dettaglio significativo: “Credo che fosse demente perché, probabilmente, stavo attraversando un momento difficile all’epoca”, ha spiegato, lasciando intendere come il contesto personale abbia influito in modo diretto sul tono del copione.
La regista ha ricordato di essersi trovata, subito dopo l’esperienza di Promising Young Woman, a lavorare in un genere completamente nuovo per lei. “Mi sono trovata a lavorare in un universo che non conoscevo”, ha raccontato, sottolineando la distanza tra il cinema che aveva firmato fino a quel momento e la macchina produttiva di un cinecomic.
L’intenzione, però, era chiara: realizzare un film di supereroi emotivamente coinvolgente, centrato su una donna nel mezzo di un crollo nervoso. Un’interpretazione decisamente atipica del personaggio, lontana dalle convenzioni più spettacolari del genere.
Il peso delle aspettative e il rischio produttivo
Nel raccontare quell’esperienza, Fennell ha espresso anche una certa insoddisfazione. Ha spiegato di non aver più riletto il copione da tempo, perché emotivamente complesso da affrontare. “Amo J.J. Abrams, che era produttore esecutivo, e lui ha preso un rischio offrendomi questa opportunità”, ha detto.
Il riferimento è al progetto sviluppato sotto l’egida della Bad Robot di Abrams, che all’epoca stava lavorando a un’espansione dell’universo Justice League Dark per Warner Bros. Zatanna era considerata una figura centrale di quel filone, dedicato agli aspetti più oscuri e sovrannaturali del lore DC.
“Desideravo fortemente consegnare qualcosa di straordinario”, ha ammesso Fennell, aggiungendo però di aver sempre avuto la sensazione di non aver fornito esattamente ciò che la produzione si aspettava. Alcune scene, a suo dire, erano talmente estreme da risultare quasi inverosimili: momenti che “nessun altro avrebbe mai girato”.
Un progetto arenato nella transizione al nuovo DCU
Il film su Zatanna era stato annunciato nel 2021, in una fase in cui l’universo DC stava ancora cercando una direzione stabile. Con l’arrivo di James Gunn e la nascita ufficiale di DC Studios, molti progetti ereditati dal passato sono stati rivalutati. Alcuni sono sopravvissuti, altri — come quello firmato da Fennell — sembrano essersi fermati definitivamente.
Parallelamente, anche l’idea di un universo condiviso legato a Justice League Dark e a un possibile reboot di Constantine per HBO Max si è progressivamente dissolta o trasformata.
Il nuovo DCU, inaugurato dal capitolo “Gods and Monsters”, punta ora a costruire una continuità più coerente tra cinema e televisione. In questo scenario, la versione di Zatanna immaginata da Fennell appare legata a una fase ormai superata della strategia editoriale.
Il futuro di Zatanna resta aperto
Nonostante l’abbandono del progetto originale, il destino del personaggio non è necessariamente segnato. Zatanna rimane una delle figure più affascinanti dell’universo DC, con un potenziale ancora in gran parte inesplorato sul grande schermo.
La riorganizzazione voluta da Gunn e Safran mira a ridefinire priorità e toni, ma non esclude il recupero di personaggi legati alla dimensione magica e sovrannaturale. Se e quando Zatanna entrerà nel nuovo DCU, lo farà probabilmente in una forma diversa da quella concepita da Fennell.
Per ora, il film resta uno dei progetti simbolo della fase di transizione attraversata da DC negli ultimi anni. Un’idea ambiziosa, personale, forse fuori tempo rispetto al nuovo corso. Ma non per questo priva di interesse nel raccontare le difficoltà di coniugare visione autoriale e grandi universi condivisi.
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