Ecco perchè Andor è superiore a The Mandalorian nelle produzioni seriali di Star Wars uscite su Disney+

Andor ha superato The Mandalorian per coesione narrativa, equilibrio con l’universo di Star Wars e capacità di chiudere al momento giusto.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

The Mandalorian resta una delle serie più amate dell’era Disney di Star Wars, oltre a essere il titolo che ha contribuito più di ogni altro a definire l’identità della piattaforma Disney+ nei suoi primi anni. Eppure, accanto al successo della serie con Din Djarin e Grogu, un’altra produzione in appena due stagioni è riuscita a imporsi come esempio ancora più solido di narrazione fantascientifica. Quel titolo è Andor.

Nel vasto catalogo sci-fi di Disney+ convivono infatti anime molto diverse: ci sono le produzioni legate a Star Wars, quelle ambientate nel Marvel Cinematic Universe e altri progetti che provano a occupare spazi differenti. In mezzo a questa offerta, alcune serie si sono rivelate valide, altre più leggere, altre ancora piacevoli ma non davvero memorabili. The Mandalorian appartiene senza dubbio alla fascia alta della proposta Disney, ma Andor ha mostrato un livello di compattezza, ambizione e controllo che l’ha portata oltre, fino a farla considerare da molti una delle migliori serie di fantascienza degli ultimi anni.

Due approcci molto diversi alla serialità di Star Wars

Ecco perchè Andor è superiore a The Mandalorian nelle produzioni seriali di Star Wars uscite su Disney+

Una delle differenze più evidenti tra Andor e The Mandalorian riguarda la struttura narrativa. La serie con Pedro Pascal ha costruito buona parte del proprio fascino su un’impostazione avventurosa, spesso vicina al modello della “missione settimanale”. È una formula che le ha permesso di esplorare mondi, creature e atmosfere diverse dell’universo di Star Wars, mantenendo un tono agile e accessibile.

Questa libertà, però, ha avuto anche un prezzo. In più momenti, la narrazione di The Mandalorian è sembrata procedere per episodi scollegati o per deviazioni laterali, con archi centrali concentrati in poche puntate e molte altre dedicate a passaggi intermedi, incontri episodici o missioni secondarie. Un’impostazione divertente, spesso efficace, ma non sempre davvero coesa.

Andor, al contrario, ha scelto una strada molto più compatta. La serie segue Cassian Andor nei cinque anni che precedono gli eventi di Rogue One, costruendo il racconto attraverso blocchi narrativi ben definiti e strettamente legati tra loro. Questo ha permesso di dare al progetto una fluidità rara, con episodi che non sembrano semplici tappe di passaggio, ma parti essenziali di una progressione più ampia. Il risultato è una serie che appare più solida, più consapevole del proprio ritmo e meno dispersiva.

Il confronto anche nei giudizi della critica

Serie TV di Star Wars Live-Action Voto su Rotten Tomatoes
Andor – Stagione 2 97%
Andor – Stagione 1 96%
The Mandalorian – Stagione 1 93%
The Mandalorian – Stagione 2 93%
Skeleton Crew  92%
Ahsoka  85%
The Mandalorian – Stagione 3 84%
Obi-Wan Kenobi 82%
The Acolyte  79%
The Book of Boba Fett 66%

Anche la ricezione critica aiuta a leggere questa differenza. Nel confronto tra le serie live action di Star Wars, Andor si colloca ai vertici con percentuali altissime su Rotten Tomatoes: 96% per la prima stagione e 97% per la seconda. The Mandalorian ha ottenuto risultati molto forti con il 93% per la prima stagione e il 93% per la seconda, ma la terza è scesa all’84%.

Questi numeri non bastano da soli a decretare la qualità di una serie, ma fotografano abbastanza bene una percezione diffusa. The Mandalorian è stata accolta con entusiasmo, soprattutto all’inizio, mentre Andor ha saputo crescere fino a essere considerata un’opera più compatta e più matura. Nello stesso quadro rientrano anche altre serie recenti come Skeleton Crew con il 92%, Ahsoka con l’85%, Obi-Wan Kenobi con l’82%, The Acolyte con il 79% e The Book of Boba Fett con il 66%.

Andor ha saputo fermarsi prima di logorarsi

Un altro elemento che gioca a favore di Andor è la sua capacità di chiudere nel momento giusto. The Mandalorian è ancora un progetto aperto, con un film, The Mandalorian & Grogu, atteso al cinema nel 2026. Tuttavia, dopo due stagioni accolte molto bene, la terza ha fatto emergere segnali di stanchezza, e con essi anche una certa flessione nell’entusiasmo attorno all’intero filone narrativo.

Non è detto che il film non riesca a rilanciare tutto, ma la sensazione, per una parte del pubblico, è che la serie abbia perso parte della freschezza iniziale. Andor, invece, ha chiuso il proprio percorso in una fase di massimo consenso. Questo le ha permesso di preservare intatta la propria forza e di lasciare un’impressione finale molto alta.

In origine, il progetto avrebbe dovuto durare cinque stagioni, una per ciascun anno della vita di Cassian prima di Rogue One. Poi, anche per ragioni economiche, il piano è stato ridimensionato. Le prime due stagioni, secondo quanto riportato, sono costate complessivamente quasi 700 milioni di dollari, e questo ha portato a una ristrutturazione del racconto. La scelta finale ha condensato meglio la materia narrativa e ha evitato il rischio di un allungamento eccessivo. Paradossalmente, proprio questa compressione ha contribuito a rafforzare la serie, impedendole di disperdere energia.

Un uso più equilibrato dell’universo di Star Wars

C’è poi un aspetto decisivo: il modo in cui Andor utilizza l’universo condiviso di Star Wars. La serie include personaggi noti come Mon Mothma, Saw Gerrera, Bail Organa e Orson Krennic, ma li inserisce sempre in funzione del racconto. Non appaiono come semplici cameo o concessioni alla nostalgia. Ognuno di loro ha un ruolo preciso nella costruzione dei temi, dei conflitti e delle tensioni politiche della storia.

È qui che molti vedono una differenza rispetto a The Mandalorian, spesso accusata di ricorrere a personaggi celebri o a riferimenti importanti in modo più scoperto, talvolta con un effetto da fan-service. Le apparizioni di Luke Skywalker, Ahsoka Tano e Boba Fett hanno certamente generato entusiasmo, ma hanno anche sollevato dubbi sulla loro reale necessità all’interno della trama principale.

Andor ha trovato un equilibrio più misurato. Da una parte ha rispettato il contesto di Star Wars, dall’altra ha saputo costruire personaggi originali forti, come Syril Karn, Dedra Meero, Kleya Marki e soprattutto Luthen Rael. Sono figure che non vivono all’ombra del franchise, ma contribuiscono ad ampliarlo, portando temi nuovi, tensioni più adulte e una qualità drammatica che raramente si era vista con questa continuità nelle serie della saga.

The Mandalorian resta una serie importante, riuscita e ancora molto amata. Ma Andor ha dimostrato che dentro Star Wars si può fare anche qualcosa di diverso: una fantascienza più rigorosa, più compatta e più ambiziosa, capace di reggersi non solo sul fascino del marchio, ma sulla forza della scrittura.

Ecco perchè Andor è superiore a The Mandalorian nelle produzioni seriali di Star Wars uscite su Disney+
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