Artemis 2 torna in carreggiata: la NASA punta al lancio ad aprile dopo le riparazioni al razzo SLS

Artemis 2 torna in carreggiata dopo le riparazioni al razzo SLS: la NASA punta al rollout del 19 marzo e a un possibile lancio dal 1° aprile.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

La missione Artemis 2 è di nuovo in pista dopo una fase delicata di controlli e interventi tecnici. Negli ultimi giorni i responsabili del programma si sono riuniti per la Flight Readiness Review, la revisione di prontezza che precede il ritorno del razzo Space Launch System e della capsula Orion sulla rampa di lancio. Dopo i lavori completati all’interno del Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, in Florida, i team della NASA si preparano ora al trasferimento del vettore verso il Launch Complex-39B.

Il rollout è previsto per il 19 marzo, con l’obiettivo di arrivare a un lancio il prima possibile, già a partire dal 1° aprile. La missione segnerà il ritorno di un equipaggio umano verso la Luna per la prima volta dopo oltre mezzo secolo, e per questo ogni passaggio viene affrontato con un livello di attenzione particolarmente elevato.

La revisione di prontezza ha dato il via libera al programma

Nel corso della revisione di prontezza alla missione, la NASA ha condotto una serie di confronti interni per valutare lo stato del veicolo, i rischi residui e le misure adottate per ridurli. Lori Glaze, vicepresidente ad interim dello sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA, ha spiegato che le discussioni sono state molto approfondite, aperte e trasparenti.

Secondo quanto riferito, il tempo a disposizione resta limitato, ma l’agenzia continua a ribadire che la sicurezza rappresenta la priorità assoluta. Durante il briefing successivo alla revisione, Glaze ha sottolineato che il team ha esaminato nel dettaglio il quadro dei rischi, le criticità già emerse e il modo in cui sono state affrontate, oltre al lavoro ancora necessario per completare il percorso verso il lancio.

L’obiettivo, in questa fase, non è solo rispettare le scadenze, ma assicurarsi che ogni elemento del sistema sia pronto ad affrontare una missione tanto simbolica quanto complessa.

Artemis 2 sarà la prima missione con equipaggio verso la Luna dopo oltre 50 anni

La missione porterà a bordo gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA, insieme all’astronauta canadese Jeremy Hansen. Il volo prevede un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna e ritorno verso la Terra, utilizzando la capsula Orion.

Si tratta di un passaggio cruciale nel programma Artemis, perché rappresenta il primo test con equipaggio del sistema integrato formato da SLS e Orion in una missione lunare. Pur senza prevedere un allunaggio, Artemis 2 avrà il compito di verificare sul campo l’affidabilità dell’architettura che dovrà sostenere le future missioni del programma.

La traiettoria prevista resta invariata: il veicolo effettuerà un percorso a forma di otto intorno alla Luna prima di rientrare sulla Terra. È un profilo di missione pensato per testare il sistema in condizioni reali e raccogliere dati essenziali per le tappe successive.

I problemi tecnici emersi durante i test hanno imposto nuove riparazioni

In origine, Artemis 2 era prevista per questo mese, ma i test delle settimane precedenti hanno costretto la NASA a rivedere il calendario. Durante il primo wet dress rehearsal, la prova generale di rifornimento del razzo SLS, l’operazione si era conclusa in modo instabile. La seconda prova, svolta a febbraio, aveva comunque mostrato la capacità di completare la procedura.

Successivamente, però, le operazioni hanno evidenziato una anomalia nel flusso di elio nello stadio superiore dell’SLS. Il problema ha portato al rientro anticipato del razzo nel Vehicle Assembly Building il 25 febbraio, così da consentire ai tecnici di intervenire direttamente sul veicolo.

Una volta riportato nel suo hangar, il team di ingegneri ha individuato la causa del guasto e ha lavorato per correggerla. Il problema riguardava una guarnizione a disconnessione rapida sullo stadio superiore, cioè il punto di interfaccia tra i cavi di collegamento e il razzo impiegati nel trasferimento del propellente.

La NASA ha testato una modifica progettuale sullo stadio superiore

Secondo quanto spiegato da Shawn Quinn, responsabile del programma di encapsulamento a terra, i team degli impianti di terra e del programma SLS hanno sviluppato una soluzione tecnica specifica per risolvere il problema. Questa modifica è stata prima provata con successo su un modello di test, poi qualificata per l’utilizzo su Artemis 2 e infine installata sullo stadio superiore del razzo.

Il dettaglio è importante anche perché un inconveniente simile aveva già causato l’interruzione di un conto alla rovescia durante il primo wet dress rehearsal della missione, quando era stata rilevata una perdita di idrogeno in una disconnessione rapida dello stadio inferiore. In altre parole, il tema delle connessioni di rifornimento si era già rivelato uno dei punti più delicati dell’intero sistema.

Dopo queste riparazioni, la NASA si è detta fiduciosa sulla possibilità di procedere con il lancio a partire dal 1° aprile, sempre nel rispetto delle finestre utili e delle condizioni tecniche necessarie.

Cambiano i piani per le missioni Artemis successive

Se il profilo di Artemis 2 resta immutato, lo stesso non si può dire per le missioni che seguiranno. Il piano successivo del programma ha infatti subito alcune modifiche rilevanti. Artemis 3, secondo il testo, non sarà più la missione destinata al ritorno diretto sulla superficie lunare, ma si concentrerà su operazioni di rendez-vous e docking tra Orion e un lander lunare privato.

I veicoli coinvolti in questo scenario sono Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin, entrambi selezionati dalla NASA per i futuri servizi di atterraggio lunare. L’agenzia avrebbe manifestato la disponibilità a utilizzare il mezzo che riuscirà a essere pronto in tempo utile.

Alla luce di queste nuove tempistiche, il primo allunaggio del programma, inizialmente associato ad Artemis 3 nel 2028, slitterebbe dunque ad Artemis 4. L’intenzione sarebbe poi quella di arrivare a una nuova impresa analoga con Artemis 5 entro meno di un anno.

Le finestre di lancio disponibili ad aprile

Se Artemis 2 non dovesse partire il 1° aprile, restano comunque disponibili altre opportunità di lancio tra il 2 e il 6 aprile. Una successiva finestra si aprirebbe poi il 30 aprile, con la possibilità di estendersi fino a maggio.

Per la NASA, quindi, le prossime settimane saranno decisive. Dopo i problemi tecnici e i correttivi messi in campo, Artemis 2 si avvicina di nuovo alla rampa con l’obiettivo di riportare esseri umani sulla via della Luna. Non sarà ancora il momento dell’allunaggio, ma sarà comunque una missione chiave per il futuro dell’esplorazione lunare americana.

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